venerdì 21 dicembre 2018

Innamorarsi un po’
Simona Frio
Literary Romance
pag. 118
prezzo € 0,99

La Trama
Possono una valigia e un libro causare scompiglio nella vita di una persona? Eccome! Portia lo sa benissimo, soprattutto quando si trova a dover scambiare il proprio trolley con quello di un certo Sirk Meyer, residente niente meno che nel castello di Ludovico II di Baviera... Ma, mancano pochi giorni al Natale, il tempo non fa che peggiorare e lei si trova costretta ad accettare ospitalità proprio a Hohenschwangau, bloccata da un diluvio universale. Complice il libro, un romanzo alquanto piccante, Portia e Sirk saranno costretti a stringere un patto pur di salvare Charlotte. 
Ma, chi è Charlotte?

Recensione
Dopo aver letto questo romanzo, probabilmente avrete una gran voglia di scambiare nel prossimo viaggio per errore la vostra valigia con quella di un altro viaggiatore. Soprattutto se quest’ultimo è un tipo affascinante, interessante, dalla risposta pronta e virile quel tanto che basta come il protagonista del libro.
Ci sono molti ingredienti interessanti e frizzanti in questa gradevolissima commedia romantica di Simona Frio: un’ambientazione magica come il castello di Ludovico di Baviera, una tempesta di neve, il clima natalizio, dialoghi brillanti, situazioni esilaranti e un tocco sottile di erotismo che non guasta.
E soprattutto ci sono loro, i due protagonisti, Portia e Meyer che hanno alle spalle un passato sentimentale non facile, che proietta le sue ombre nel loro cuore e li rende diffidenti, scontrosi, restii a lasciarsi andare… eppure come spiega l’autrice, il Destino, che  sa giocare bene le sue carte, saprà mescolare perfettamente anche quelle dei due che, in nome di una stana alleanza a favore di una misteriosa Charlotte e grazie ai consigli della madre di Portia (autrice di romanzi non proprio casti), finiranno dopo una serie di situazioni alquanto stravaganti e nonostante la resistenza … ma non vi svelerò altro, perché Innamorarsi un po’ va letto e gustato, proprio come una bella tazza fumante di cioccolato al peperoncino, come quella che i due protagonisti sorseggiano durante pomeriggi nevosi e incantati.
Personaggi ben delineati, prosa accurata, ironia sottile, una trama vivace e coinvolgente per un romanzo divertente, intelligente, romantico al punto giusto e sicuramente da leggere.


Incontriamo Simona Frio, autrice di Innamorarsi un po’.

Simona, autrice, editrice e che altro ancora? Come e perché hai iniziato a scrivere?
Sono abbastanza poliedrica, lo ammetto. Non riesco a inquadrarmi in un solo ruolo, soprattutto nel mondo della scrittura/editoria, che scopro anch’io di volta in volta. Mi reputo un tipo creativo ed essere etichettata non mi piace molto, sono onesta, soprattutto perché in questo campo è un continuo evolversi e rischiare, chi si ferma, stantia, e come tutte le cose che si fossilizzano, smettono di crescere e imparare. Scrivere è una passione che coltivo fin dai tempi della scuola primaria così come il disegno, non a caso il mio indirizzo di studio è stato artistico. Ero in grado di inventare storie disegnandole, a fumetto, poi via via imparando a scriverle su una vecchia Olivetti rossa che custodisco con affetto.
Il tuo romanzo Innamorarsi un po’ è una commedia romantica brillante e spiritosa. Come è nata l’idea di scriverlo? 
Dopo un periodo di solo editing avevo bisogno di scrivere qualcosa di mio e cosa se non un bel testo natalizio ambientato in un castello circondato da tanta neve? Volevo una sorta di favola e avendo visitato quei magici luoghi, l’idea si è a mano a mano concretizzata e ne sono nati i protagonisti, Portia e Sirk.
C’è qualcosa di Simona e della sua vita in Portia, la protagonista del romanzo? E, più in generale, nei personaggi dei tuoi libri?
Sono molto diversa da Portia, a parte quel suo senso materno nei confronti dei nipotini di Sirk. Per il resto siamo due donne agli antipodi. Sarcastica e pungente lei, composta e disponibile io. Forse c’è più di me nei personaggi maschili che, chissà perché, amo di un amore assoluto. Per il resto metto un pizzico di Simona ovunque: nei gesti, nel vestire, nel prendere decisioni. 
Il romance è un genere che spesso viene dileggiato se non disprezzato. Io noto, invece, che ci sono ottime autrici romance e che le trame sono gradevoli, intelligenti, romantiche senza essere sdolcinate. Cosa ne pensi tuo come autrice e come editrice?
Concordo su tutta la linea. Checché se ne dica, il romance funziona e vende, vende parecchio. Oggi, tra l’altro, sono nati diversi filoni del rosa come il Young Adult, il New Adult, il Dark, il Comedy, il Paranormal… Questo dimostra quanto aperto sia il mercato verso tale genere. L’unica pecca in cui cascano in molte, purtroppo, è il classico cliché, una vera e propria spina nel fianco perché data la varietà di testi è davvero difficile, oggi, creare qualcosa di veramente originale.
Le scrittrici romance che apprezzi di più?
Amabile Giusti, Jennifer Donnelly, e tutte le mie autrici della Literary Romance!
Veniamo a Simona Friio editrice. Come nasce la Literary Romance e perché hai voluto crearla? A che autori e a che pubblico si rivolge?
Negli anni ho fatto davvero una lunga gavetta, formandomi da sola, leggendo molto, inviando manoscritti a destra e a manca. Sono caduta e mi sono rialzata. Ho sempre preso di petto questa carriera e ho continuato a guardare avanti, senza troppi rimpianti. Se inciampavo, mi rialzavo. Ho combattuto contro porte in faccia, contro i NO delle Case editrici. Finché, grazie alla vittoria di un concorso letterario, non ho vinto con il romanzo Nontiscordardime (che a breve ripubblicherò). Data la mia esperienza ho voluto creare la Literary Romance per dare l’opportunità ai molti autori emergenti, quel supporto e affiancamento che a me è mancato. I sogni non devono essere distrutti, ma coltivati e penso che molti autori abbiano solo bisogno di un vero e proprio confronto con una figura professionale onesta.
La collana si rivolge prettamente a un pubblico femminile, ma molti dei nostri romanzi sono letture idonee per tutti, a prescindere dal sesso. I gusti non devono mai essere messi in discussione.
Che consiglio, come autore e come editore,  daresti a chi vorrebbe veder pubblicato il suo manoscritto?
Come autore consiglio tanta, tanta lettura, di tutti i generi. Come editore dico solo di non avere fretta perché arrivano anche a noi testi poco curati e incompleti e questo non è proprio un bel biglietto da visita…
Progetti futuri?
Tanti... A giugno saremo presenti al Festival del Romance italiano. E poi... Vorrei di più per i miei autori e per la Literary stessa...

Bio
Simona Friio, vive in provincia di Milano. Amministra un gruppo Facebook dal nome “Gaskell e altri rimedi” e collabora con diverse case editrici (Edizioni Croce, Jo March, Fazi, Iperborea, Sonzogno). È co-admin del blog “Romance e altri rimedi”.
Nontiscordardime, è il romanzo con il quale ha esordito e vinto la prima edizione di un concorso letterario indetto da Aiep editore nel 2014, sezione Narrativa Femminile, e pubblicato nell’ottobre del 2015. Ad aprile 2016 l’opera è presentata al BookPride di Milano.
Per Triskell edizioni si fa notare con L’amore ti ha trovato, luglio 2016
Nel dicembre 2016 esce il suo romanzo storico Magar Mulieres – La seduzione del male - Amazon.
Ad aprile 2017 esce il secondo romanzo storico Il Re degli inganni – Amazon
A giugno 2017 esordisce per Rizzoli – collana YouFeel – con il contemporaneo Taxi Love
Da aprile a luglio 2018, insieme all’autrice Amanda Foley, pubblica Una mail di troppo e C’era una volta… ma anche no! Esilaranti commedie chick-lit in vetta alla classifica Amazon.
Nuovo progetto per la campagna di crowdfunding per la casa editrice BookRoad con l’opera Segreti al profumo di acqua di rose.
Novità editoriale natalizia Innamorarsi un po’, disponibile su Amazon.
Fa servizio di editing e valutazioni di lettura per diverse case editrici.
Ha fondato la Literary Romance www.literaryromance.it


Il silenzio della verità
Simona Luibicich
Kindle edizioni
pag. 263
prezzo € 0,99

La Trama
Italia, Dolomiti 1962-1985. 
Un fatto inquietante sconvolge la pigra amenità di un paesino tra le Dolomiti al confine con l'Austria. 
Due ragazzine del posto vengono date per disperse; solo una di loro — Patrizia Montaldo — viene ritrovata dopo tre giorni, in stato confusionale e con un'amnesia che durerà ventitré anni, fino a che i fantasmi del passato, forse reali presenze spiritiche, torneranno a chiedere giustizia svelando segreti inconfessabili e una verità sconcertante.

Recensione
La maestosità delle Alpi, la quieta bellezza di un borgo di montagna fanno da cornice a questo thriller che segna l’esordio di Simona Liubicich in questo genere. Un esordio degno di nota, perché Il silenzio della verità è un romanzo dalla trama incalzante e ben costruita che alterna momenti di grande tensione emotiva a suspense e drammaticità.
Leggendolo, vi sentirete sempre sull’orlo dell’abisso, come in attesa di un qualcosa di irreparabile, definitivo che vi faccia scoprire una verità da fin troppo tempo taciuta e che si rivelerà in tutta la sua inattesa, sorprendente tragicità.
Gli ingredienti per un ottimo thriller ci sono tutti e l’autrice li sa dosare a amalgamare al meglio: una morte misteriosa avvenuta durante l’adolescenza della protagonista, ricordi che riaffiorano improvvisi e prepotenti, eventi e apparizioni inspiegabili, il sospetto strisciante di una latente follia, verità nascoste e segreti inconfessabili.
Personaggi ben tratteggiati e approfonditi, vicenda interessante e ben sviluppata, prosa attenta ed efficace per un libro sicuramente da leggere.


Due chiacchiere con l’autrice de Il silenzio della verità.

Simona, complimenti per Il silenzio della verità un thriller ben scritto che tiene incollato il lettore fino all’ultima riga. Tu sei un’affermata autrice di romanzi erotici e rosa: cosa ti ha spinta a scrivere un thriller?
Ciao Laura, diciamo che con la “Signora degli spiriti” e “Oltre ogni limite” avevo già sperimentato una sorta di ‘prova’ del genere. Mi sono decisa quando mi è balenata in mente questa trama un po’ diversa dalle altre, ambientata in Italia e in un luogo come le Dolomiti, decisamente inconsueto, un paesino non specificato che all’apparenza pare un gioiello incastonato tra le rocce, ma che nasconde segreti impensabili, orrendi. Non è mancato l’appoggio di colleghe come Raffaella Poggi, quella che più mi ha spinto a fare questo salto, e Laura Gay, che si è occupata con minuziosità dell’editing aiutandomi a smussare gli angoli.

Che differenza hai notato nella stesura de Il silenzio della verità rispetto ad altri tuoi libri? Che tipo di lavoro ha preceduto la scrittura di questo tuo ultimo romanzo?
È un lavoro completamente differente. Il genere è così particolare che ha stravolto tutto ciò che facevo prima, mettendomi di fronte a una realtà nuova, intrigante, molto difficile. Tenere il lettore sul filo del rasoio per trecento pagine, non annoiarlo, regalargli un finale che non si aspetta è una grande responsabilità. Ho faticato per sei mesi cambiando, cancellando, migliorando il testo. Insomma, una salita ripida

Hai qualche autore del genere thriller che preferisci e consideri per te essenziale?
Be’, partendo da Edgar Allan Poe, passando per Hitchcock e Agatha Christie, arrivo sino a Giorgio Faletti. 
Stephen King? Sì, ma non sempre. Alcuni suoi libri mi hanno deluso molto, li ho trovati noiosi e stiracchiati, come se fossero scritti solo per un fine commerciale. Altri, come ‘IT’, un capolavoro único.

In futuro, Simona Liubicich cosa ci regalerà?
Non rinnegherò mai il romance storico: sono a metà di un vittoriano erotico e desidero finirlo al più presto.
Spero, a San Valentino, di presentarvi un romanzo breve contemporáneo paranormal e ho la bozza del nuovo thriller che inizierò durante le vacanze di Natale. Insomma, lavoro ne abbiamo da fare.