lunedì 6 agosto 2018

Quando Giulio tornò single
Paolo Capponi
Triskell editore
pag.222
prezzo  €  11
e-book €  3,37

La Trama
Giulio è tornato a casa e ha trovato una sorpresa davvero poco gradita. Matteo, il suo storico fidanzato dai tempi del liceo, è nel loro letto insieme a un altro. E non stanno giocando a Risiko i due, questo è evidente. 
Come reagire? Cosa fare? È un bel problema. 
Dieci anni assieme a una persona sono tanti e dimenticare le proprie abitudini per tentare di cambiare il corso di una vita prestabilita è decisamente stressante. E caotico. 
Andare sui social e ricominciare? Rimanere da soli e attendere il principe azzurro? Oppure darsi alla pazza gioia e vedere cosa succede? Chissà Giulio cosa deciderà di fare, ora che è rimasto single…

Recensione
Quando Giulio tornò sigle racconta le vicissitudini erotico-sentimentali di Giulio, il protagonista, che, dopo aver colto il fidanzato in flagrante, si ritrova solo dopo tanto anni di vita di coppia e, in definitiva, di tante (forse anche troppe), occasioni perdute. 
Il lettore si troverà così catapultato in un vortice di avventure, disavventure e malintesi, attimi di passione infuocata, storie di sesso e d’amore, riflessioni e ripensamenti, amici un poco sconclusionati, reti sociali e messaggi WA fino a un finale inatteso e sicuramente d’effetto.
A tutto questo, fa da sottofondo la voce della mitica Cher, alter ego del protagonista nonché sua efficace e  ironica consigliera.
Un romanzo gradevolissimo, che scava con intelligenza e ironia nei sentimenti e nella vita, analizzando con disincanto affettuoso istanti, stati d’animo, problematiche che tuti noi, a prescindere dal nostro orientamento sessuale, abbiamo in qualche modo dovuto affrontare.
La prosa è lieve e accurata, venata di ironia sottile che rende la narrazione effervescente e mai volgari anche le scene più erotiche e bollenti, delle quali l’autore non nasconde nessun dettaglio. I personaggi acquistano credibilità e spessore, le descrizioni di situazioni e luoghi risultano leggere e piacevoli. In definitiva un romanzo  che vale la pena leggere e che ti lascia con un sorriso disincantato e affettuoso insieme come ogni commedia degna di questo nome dovrebbe saper fare.


Una frizzante chiacchierata con Paolo Capponi, l’autore di Quando Giulio tornò single.

Paolo, raccontaci di te. Come e perché sei diventato scrittore, cosa fai quando non scrivi…
Come sono diventato scrittore… domanda difficile! Io ho sempre scritto sin da piccolo e in modo del tutto spontaneo: inventare storie mi è sempre piaciuto tantissimo; così intorno ai sedici anni, ho scritto il mio primo romanzo fantasy e ho cominciato a informarmi per capire come pubblicare. Quel romanzo è stato cassato (giustamente, era orrendo), ma io non ho desistito e ho continuato a scrivere e ad allenarmi.
Quando non scrivo, faccio il prof d’Italiano: resto sempre in ambito letterario.

Che cosa ha ispirato l’idea di Quando Giulio tornò single e quanto di personale o autobiografico c’è nella vicenda che hai narrato e nei suoi personaggi.
L’idea di scrivere Quando Giulio tornò single è nata un po’ per gioco: una mia amica scrittrice (nonché mia editor di fiducia) mi ha consigliato di scrivere un MM. “Però usa lo stile ironico con cui scrivi i post su Facebook” mi disse. Così mi sono messo lì e ho immaginato di essere Giulio e di raccontare la sua storia come la racconterei a un amico, in maniera leggera e colloquiale.
Quanto c’è di autobiografico? In ogni romanzo c’è sempre qualcosa dell’autore, ma io non sono Giulio: ho la sua autoironia, il suo linguaggio (o forse viceversa), ma siamo due persone molto diverse: ad esempio, alcune sue scelte sentimentali per me sarebbero folli.
Le chat di Grindr invece sono vere, quella è roba che mi è arrivata sul serio e che ho semplicemente preso e incollato nel romanzo.

Nel tuo romanzo troviamo scene abbastanza spinte e rese con un linguaggio che non lascia nulla all’immaginazione. Come hai vissuto la fase di scrittura? E, nonostante tu sia molto ma molto esplicito, sei riuscito secondo me a evitare di scadere nel volgare. 
Grazie, per me è un complimento importante, perché ci vuole un attimo per scadere nel volgare, basta davvero anche solo una parola fuori posto!
Ho descritto il sesso esattamente come in altri romanzi ho descritto omicidi o paesaggi, cioè nei dettagli: questo è un romanzo di formazione e il sesso, in generale, è una delle fasi con cui un soggetto conosce se stesso e l’altro. Inoltre il sesso è qualcosa di meraviglioso, che rende felici e fa bene alla salute.

Credi che nel nostro paese il pubblico sia pronto per leggere romanzi LGBT?
Se un artista stesse ad aspettare il pubblico, non farebbe arte.
Nel caso di Giulio ho ricevuto tantissime dimostrazioni di affetto e, fra tutti i miei romanzi, è quello che è andato meglio. Lo hanno letto uomini e donne, amo ed eterosessuali, giovani e meno giovani. Consideriamo anche che il genere MM è uno di quelli che vende di più attualmente. insomma, per me il pubblico è più che pronto.

Come lavora Paolo Capponi autore? Scrivi di getto o pianifichi le tue storie?
Io vivo una lunga fase di pre-scrittura, durante la quale strutturo mentalmente il romanzo e i personaggi, cercando di chiarire a me stesso ciò di cui voglio parlare. Per questo motivo risulto spesso uno con la testa tra le nuvole: in realtà sto lavorando, ma vaglielo a spiegare!
Dopo questa fase apro il mio pc e comincio a buttar giù  la scaletta della prima metà del romanzo. La scrivo, scaletto la seconda parte e così via, finché non ritengo che la storia sia conclusa in modo soddisfacente.

Ci racconti il percorso che ha portato alla pubblicazione del tuo romanzo e hai qualche consiglio per gli autori esordienti?
Come ho detto prima, è nato tutto per gioco, non avevo mai affrontato il genere erotico, per me è stata una scommessa molto stimolante.
Il consiglio che do agli esordienti… posso darne due? Uno: cibatevi di tante storie e siate onnivori (libri, film, serie TV e fumetti di qualunque genere): è la benzina che mettiamo dentro e che ci permette di creare. Due: fate rete, conoscete gente, scrittori, editor, editori, chiunque! Il nostro è un mestiere solitario ed è facile smarrirsi: ogni tanto c’è bisogno di confrontarsi e darsi una mano.
Il tuo futuro di autore é

Nel 2019 ho due romanzi in uscita, un thriller (anche questo MM) e un chick-lit a dicembre, ma non dirò i titoli perché sono scaramantico!
Inoltre la storia dii Giulio non è finita come credevo, forse c’è ancora qualcosa da raccontare…

Bio
Paolo Capponi è un marchigiano trapiantato a Bologna, classe 1985.
Appassionato di giochi di ruolo e serie tv, dal 2011 pubblica racconti fantasy e sci-fi in diverse antologie di genere (I mondi del fantasy).
Nel 2014 pubblica il racconto storico “La strada del re” nell’antologia Strade, edita da Fernandel. Sempre nello stesso anno si aggiudica il Premio Letterario Diverso sarò io? indetto da Uaar col racconto storico “Atto terzo”. Il 2016 segna il suo esordio come romanziere con il thriller La quarta inquilina (Caracò editore) e l’erotico Quando Giulio tornò single. È del 2017 il suo ultimo romanzo, l’horror Kurnugia (Antonio Tombolini Editore).
Tra i progetti paralleli alla scrittura, un blog sperimentale di racconti da cento parole, “Il contagocce” (www.ilcontagocce.com).
Per altri dettagli: www.paolocapponi.com.
Viaggio in Albania
Joseph Roth
Passigli
pag. 69
prezzo € 6,80

La Trama
"Viaggio in Albania", qui per la prima volta tradotto in italiano nella sua interezza, raccoglie l'insieme dei reportages che il grande narratore scrisse in occasione del suo viaggio in Albania nel 1927 in veste di corrispondente della "Frankfurter Zeitung". Scritti con l'humour e la sensibilità ben noti ai suoi lettori, gli articoli sono penetranti descrizioni di quei luoghi: la terra e la natura aspra; il popolo albanese con le sue peculiarità e tradizioni, i suoi cerimoniali nazionali e lo stile di vita; le antiche città dalle suggestioni bibliche e quelle più moderne protese faticosamente al raggiungimento di una qualche forma di progresso: il tutto senza rinunciare mai alla notazione pittoresca, né ad un'attenta analisi storico-politica. L'autore è colpito soprattutto dagli elementi ancora arcaici che caratterizzano il popolo e i costumi albanesi in quei primi decenni del Novecento; a paragone del grande e ormai smembrato impero da cui Roth proveniva, questa ex provincia dell'impero ottomano non poteva non apparirgli ben distante dalla 'civilizzata' realtà che aveva conosciuto, sebbene con la consueta ironia Roth non risparmi nemmeno gli stessi 'europei', osservando che molto spesso tradizioni e costumi occidentali non risultavano poi così differenti, e a volte neppure superiori…

Recensione
Joseph Roth scrisse Viaggio in Albania tra il 1927 ed il 1939. È un reportage giornalistico ante litteram. Infatti, l'Autore non si limita a descrivere paesaggi, costumi ed abitudini che, all'epoca, sembravano esotiche, ma descrive anche gli avvenimenti politici, le relazioni con l'Italia fascista, la Jugoslavia pre-Tito e l'Europa dove cresceva, nel l'indifferenza generale, la gramigna del Nazismo.
Con uno sguardo disincantato ed uno stile caustico capace di improvviso lirismo, Roth ci trascina tra montagne imponenti e città che si aprivano alla modernità, austeri villaggi di pietra e scure foreste. L'Autore regala descrizioni etnografiche impareggiabili ma non si abbandona al folklore del racconto di viaggio. E non mancano note di ironia verso i costumi ed i valori cosiddetti occidentali, riflettendo, con profetica amarezza, sul fatto che sì, in Albania, si praticava la vendetta di sangue, ma, in Baviera, gli scrittori finivano in carcere senza sapere bene il perché…
                                         Giada Pauletto
Il peso della farfalla
Erri De Luca
Feltrinelli
pag.70
prezzo €10,96
e-book € 3,99

La trama
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.

Recensione
Capita, a volte, che la prosa esca dal bozzolo e spicchi il volo con le ali della poesia.
Questo racconto lungo vi ruberà al massimo un paio d'ore. È necessario, quindi, scegliere con cura momento e luogo della sua lettura, perché non si presta a essere interrotto dalla fermata della metropolitana o dalle priorità di un dentista.
Scegliete una notte di pioggia o di neve, se ne avete la possibilità in montagna, magari davanti al fuoco di un camino, se, fortunati, avete anche questa possibilità.
Dicevamo racconto, ma sarebbe più corretto chiamarlo favola, vista la presenza di ben due Re, uniti dallo stesso nome, dallo stesso regno e condannati da un fatto di sangue a esistenze rese parallele dall'inconsistente traversina rappresentata da una bianca farfalla.
Quanto al regno, si contendono quello dei silenzi, dei grandi spazi e della solitudine, e si accompagnano ai sudditi solo per potersene subito distaccare e tornare, dopo opportuna catarsi, a meglio godere delle loro ricchezze.
Ma, siccome la monarchia è sistema di governo perfetto, con il correttivo del regicidio, non potranno procrastinare ulteriormente il loro confronto e si troveranno al cospetto di un Imperatore che, per farsi beffe di corone, avrà bisogno di una misera manciata di grammi.
Consigliato, mi chiedete? … imperdibile.
Un ago prezioso nel pagliaio della letteratura italiana di questi anni.
                                     Riccardo Gavioso