lunedì 9 aprile 2018

Voglio segnalare Quando l’amore nasce in libreria di Veronica Henry un romanzo carino, una lettura semplice e gradevole, di quelle che ti sollevano il morale e ti mettono di buon umore. Un libro senza pretese se non quella di far passare al lettore qualche istante piacevole. Ambientazione suggestiva (una libreria in un paesino di campagna inglese), personaggi accattivanti non manca proprio nulla: l’amore, le false apparenze, le relazioni clandestine, i piccoli grandi segreti e, ovviamente, il finale felice.

“C’è un libro speciale per ognuno di noi
Io so dove trovarlo
Ti insegnerà ad aprire il tuo cuore”.


Quando l’amore nasce in libreria
Veronica Henry
Garzanti
pag. 320
prezzo € 12
e-book  € 6,99

La Trama
In uno stretto vicolo di un minuscolo paesino vicino a Oxford si nasconde un posto speciale. È una piccola libreria, tutta di legno. Gli scaffali arrivano fino al soffitto e pile di libri occupano ogni angolo disponibile. Il suo nome è Nightingale Books ed è proprio qui che Emilia è cresciuta. Fra le pagine di «Madame Bovary» e una prima edizione di «Emma» di Jane Austen, Emilia ha imparato che i libri possono anche curare l'anima. È proprio questo che suo padre ha fatto per tutta la sua vita e ora è compito di Emilia: aiutare i suoi clienti grazie ai libri. Thomasina, timida e introversa, ha scoperto la cucina e l'amore attraverso i romanzi di Proust e i libri del cuoco Anthony Bourdain; Sarah, la proprietaria dell'antica villa di Peasebrook Manor, trova il suo unico conforto tra le righe di «Anna Karenina»; Jackson riesce a comunicare con suo figlio solo grazie al «Piccolo principe». Perché per ogni dolore, per ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il libro giusto. Un libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l'amore. Ma adesso la libreria è in pericolo. I conti proprio non tornano, i creditori stanno diventando pressanti e un uomo d'affari senza scrupoli vorrebbe costruire al suo posto degli appartamenti di lusso. La tentazione di vendere è enorme, ma Emilia deve tenere fede alla promessa che ha fatto al padre, deve lottare per la Nightingale Books. Deve continuare ad aiutare gli altri attraverso le pagine dei libri. Grazie alle parole di Camus, Salinger, Burgess e Kerouac, forse Emilia riuscirà a trovare la chiave per risolvere i suoi problemi. Manca solo quella per aprire il suo cuore.
Bussola
Mathias Énard
E/O
pag. 418
prezzo € 18,62
e-book € 9,99

La Trama
Con questo romanzo-fiume Ènard ha vinto il Premio Goncourt nel 2015. Bussola è la storia d'amore tra Franz, uno specialista dell'Oriente, e Sarah, anch'essa studiosa delle civiltà orientali, un amore che dura anni e si snoda attraverso Europa, Iran, Siria e Turchia. Ma è anche la storia di un altro amore tormentato: quello tra l'occidente e l'oriente. Un amore raccontato attraverso le centinaia di storie di coloro, donne e uomini europei, che nel corso dei secoli hanno dedicato le loro vite (e spesso le hanno perse tragicamente) all'inseguimento di questa passione "impossibile". Énard racconta le vite avventurose e appassionate di scrittori, avventurieri, musicisti, viaggiatrici che si sono lasciate ammaliare dall' esotismo e dalla sensualità di luoghi come la Persia, Costantinopoli, Palmira; luoghi di questa passione divisa tra miraggio e illusione da una parte e vite reali e ben concrete dall'altra. Cos'è stato l'orientalismo? Un miraggio del deserto favorito dai fumi dell'oppio, dai profumi delle spezie e dalle mire coloniali dell'Europa, o un vero incontro tra culture diverse ma complementari, l'una bisognosa dell'altra, alla continua ricerca dell'Altro che ci completa?

Recensione
Bussola di Mathias Énard pare un romanzo tardo ottocentesco.
Già dalle prime parole “siamo due fumatori d’oppio" e poi dai toni notturni, opulenti, a tratti claustrofobici che ricordano atmosfere decadenti, serre colme di orchidee e piante carnivore, broccati sontuosi e profumo di tuberosa.
Un romanzo che si sviluppa nel corso di una sola notte, secondo il principio aristotelico di unità di tempo spazio ed azione. Notte insonne, dove un'intera vita si dipana, coi suoi amori le sue rinunce i suoi ricordi.
Romanzo colto, difficile, labirintico, pieno di citazioni, debordante, sconfinante (nel saggio, nell'incubo, nel sogno, nel delirio), romanzo d'amore: non solo quello dei protagonisti ma anche e soprattutto quello fra Oriente ed Occidente. Un amore impossibile perché l'Oriente vagheggiato non esiste. È una proiezione. Un'ombra. Quell'Oriente immaginato dagli Orientalisti che è illusione... la realtà è molto più complessa e dura. Come in tutti i veri amori.
                                                                                  Giada Pauletto

La cicala dell’ottavo giorno 
Mitsuyo Kakuta
Neri Pozza
pag. 398
prezzo  € 15,30
e-book € 8,99

La Trama
Kiwako è un'attraente ragazza quando, alla fine degli anni Ottanta, viene assegnata dalla K, una grande industria di abbigliamento intimo, alle Pubbliche relazioni col compito di illustrare sul bollettino mensile dell'azienda i profili dei nuovi impiegati. Incaricata di descrivere Akiyama Takehiro, un impiegato di Nagano appena approdato alla sede centrale di Tokyo, Kiwako commette un errore grossolano. Pubblica, a corredo dell'articolo, una fotografia che non ritrae il nuovo arrivato, ma l'impiegato oggetto del pezzo successivo. Quando va a scusarsi con Takehiro, questi risponde scherzosamente: "Invitami a cena e sarai perdonata". La cena si svolge, e si rivela fatidica. I due cedono senza ritegno alla passione e si legano in un rapporto che non risparmia a Kiwako umiliazioni e ferite. Takehiro, infatti, è sposato con Etsuko, un'impiegata part-time presso la K di Nagano, e non esita a ricorrere a menzogne, sotterfugi e false promesse, innanzi tutto quella di abbandonare la moglie, pur di tenere legata a sé Kiwako. Dopo aver subito un aborto dalle conseguenze irreparabili e aver assistito, sgomenta, alla nascita della bambina di Takehiro ed Etsuko, Kiwako compie qualcosa di inimmaginabile, un crimine per il quale finisce ricercata dall'intero commissariato di polizia di Hino, a Tokyo. Penetra in casa di Takehiro ed Etsuko e rapisce Erina, la loro figlia di sei mesi. Con la bambina in braccio, una neonata che sorride dolcemente, Kiwako riesce a far perdere le proprie tracce…

Recensione
Un buon libro lascia sempre il lettore con una domanda tra le mani e senza una mensola su cui appoggiarla: “Madre è chi ci ha dato alla luce o chi si è preso cura di noi?”
Certo, di solito le cose coincidono, ma a volte no, e a volte la divergenza può derivare da circostanze che impongono di essere narrate, magari con la delicatezza stilistica della Kakuta, portati per mano in un Giappone moderno, ma intriso di antiche tradizioni e contraddizioni. Condotti in un viaggio che a tratti ricorda La Strada di Cormac McCharty depurata dagli scenari catastrofici. Anche se per la cicala che passa una vita sottoterra per poi vivere sette giorni, l’alba dell’ottavo non potrebbe che essere apocalittica.
                                                                          Riccardo Gavioso