lunedì 13 novembre 2017


Il malinteso
Irène Némirovsky
Adelphi
Pag.190
Prezzo € 6,80

La Trama
"L'amore, mia cara, è un sentimento di lusso!": questo cerca di spiegare una madre che ha molto vissuto (e che dalla vita ha imparato una grande lezione: "Dare pochissimo e pretendere ancora meno") alla figlia innamorata e infelice. Ma lei, Denise, non lo capisce: quando suo marito glielo ha presentato sulla spiaggia di Hendaye, Yves le è apparso come un giovanotto elegante, raffinato, di bell'aspetto; e poiché alloggiava nel suo stesso albergo, ha creduto che fosse ricco quanto l'uomo che ha sposato, e a cui la lega un affetto tiepido e un po' annoiato. Poi il marito è stato richiamato a Londra da affari urgenti, e quelle giornate di settembre "piene e dorate " sono state come un sogno: la scoperta della reciproca attrazione, le passeggiate, le notti d'amore. Il ritorno a Parigi ha significato anche un brusco ritorno alla realtà: no, Yves non è ricco, tornato dal fronte si è reso conto di aver perduto tutto, ed è stato costretto (lui, cresciuto in un mondo in cui "c'erano ancora persone che potevano permettersi di non fare niente") a trovare un impiego che lo avvilisce e lo mortifica. In questa cronaca di un amore sghembo, in cui si fronteggiano due inconsapevoli egoismi, la giovanissima Irène Némirovsky sfodera già il suo sguardo acuminato e una perfetta padronanza della tecnica narrativa.

Recensione
Un piccolo gioiello scritto da Irène Némirovsky in giovane età.
Denise e Yves si incontrano in una rinomata ed elegante località balneare della costa basca francese. Si frequentano, si innamorano e tutto sembra così facile, così semplice.
Il ritorno a Parigi segna il confronto con la realtà: quella di lei, una donna affascinante, sposata a un uomo ricco e che dalla vita ha avuto quasi tutto e quella di lui che, in vita sua, ha perso fin troppo. 
Lei cerca e vuole la passione vera, quella che brucia, incendia. Lui vuole che la loro relazione sia un’oasi di pace dove potersi rifugiare e dimenticare le umiliazioni, le preoccupazioni di un’esistenza grigia.
Desiderio inconciliabili che originano incomprensioni, frustrazioni, noia e rabbia, mentre il sentimento va riducendosi a un’ombra sbiadita di quello che era stato. Fino a che non rimarrà null’altro che un ricordo venato di egoismo e di pratico cinismo. 
Con una prosa sobria, di un’eleganza scarna e a volte tagliente (perfettamente resa nell’ottima traduzione), Irene Némirovsky analizza e racconta l’amore, la sua magia, la sua sconfitta.
Un libro amaro e dolce, allo stesso tempo. Come la vita, come l’amore.

Baires
Chiara Rapaccini
Fazi
Pag.237
Prezzoo € 15,30
E-book  €  9,99

La Trama
«Baires è un romanzo autobiografico, un noir, un libro di avventura, e perché no, un mistery. Non ultimo, è una storia per bambini». Così l’autrice descrive questo suo libro originalissimo e pieno d’atmosfera che narra la perdita di sé e le conseguenti disavventure di una donna ritratta in un momento di crisi. Sensuale, ipnotico, scritto con una lingua ironica e strabordante di immagini che richiamano atmosfere tipiche del realismo magico, il racconto si dipana tra Buenos Aires, la provincia argentina e Roma. La protagonista, alter ego della scrittrice, è Frida, una donna di mezza età, stilista e disegnatrice per bambini che, annientata dal lutto per la perdita del marito, fugge dalla sua città verso un territorio misterioso e contraddittorio: l’Argentina. Viaggiando, la donna si spoglia poco a poco di strati sovrapposti, convenzioni, certezze, narcisismi e sicurezze che, come bucce di cipolla, l’hanno avvolta per almeno metà della sua esistenza. Elegante, sicura di sé, ancora bella, a causa e grazie al dolore per la perdita del compagno, un geniale uomo di cinema che l’ha resa dipendente e insicura, recupera a poco a poco il nocciolo duro della propria anima prendendo dolorosamente coscienza di sé così come dell’inevitabile passare del tempo. Perdendosi nelle strade affollate e bollenti di Buenos Aires, attraversando lande desolate tra i fiumi Uruguay e Paranà, incontrando la magia grazie alle mani di una sciamanna, in un incontro a metà tra sogno e veglia, Frida finalmente ritroverà se stessa attingendo forza, tra le altre cose, dalla propria creatività artistica.

Recensione
A metà fra un diario e un romanzo, Baires racconta del viaggio in Argentina della protagonista e, parallelamente, del viaggio più intimo e personale all’interno di se stessa per tentare di liberarsi da un lutto troppo grande, forse fin troppo ingombrante per essere sopportato e superato. Quest’ultimo aspetto del libro è ben sviluppato, approfondito e sentito.
Il resto della trama presenta una serie di luoghi comuni e stereotipi relativi al Sud America venati da un malcelato snobismo e una petulante condiscendenza. Non manca una pennellata di realismo magico di maniera.
Terminato il romanzo, rimane un senso di incompiuto, come se fra le varie fasi attraverso le quali si sviluppa e si snoda la vicenda non esista una continuità, una reale armonia e un fine che ne determina lo scorrere.