Elisabetta Motta


Incontro con Elisabetta Motta autrice del romanticissiomo e sognante Incontro Veneziano per Rizzoli Youfeel.

Elisabetta come e perché sei diventata scrittrice? E perché il romance?
Per puro caso, direi.  Non mi sarei mai aspettata di diventare un’autrice, né avevo le intenzioni. E se oggi ho pubblicato due ebook per una grossa CE come Rizzoli lo devo ad Alessandra Bazardi che, conoscendomi come traduttrice, mi ha chiesto di lanciarmi in quest’esperienza completamente nuova per me. In realtà, in quel momento, io stavo scrivendo i primi capitoli di Incontro veneziano, ma senza mai pensare di pubblicare un romanzo. Scrivevo semplicemente perché sentivo l’esigenza di farlo, quasi come spinta da un impulso irrefrenabile di mettere nero su bianco ciò che sentivo dentro di me. Perché il romance? Come ho detto, traduco da tanti anni e sono specializzata nel settore del romanzo rosa. Quindi potrei dire di avere il romance nel sangue.

Come è nata l’idea di Incontro Veneziano?
L’idea di Incontro veneziano è nata dopo avere fatto un viaggio a Venezia con mio marito e i nostri due figli. L’atmosfera magica della città, il bellissimo posto in cui ho soggiornato mi hanno ispirato la storia di Lucy e Michele. Le descrizioni di Palazzo Sartori, la nobile residenza del 400 in cui alloggia la protagonista del romanzo, sono reali.

Hai qualche autore o genere letterario di riferimento? E quali sono i tuoi “libri di una vita”? 
Non ho un autore preferito. Leggo di tutto, anche se prediligo la narrativa e il genere romantico. Mi piace anche il mystery. Il romanzo che sto leggendo in questi giorni è imperniato sul rapporto con l’al di là, un argomento che mi affascina molto. I miei “libri di una vita”? Il primo che mi viene in mente è Il Piccolo principe di Saint-Exupéry e aggiungerei Cuore di De Amicis. Sono i libri che, secondo me, ognuno di noi dovrebbe leggere almeno una volta nella vita.

Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare un libro?
Bella domanda… Non è semplice rispondere così come non lo è pubblicare un libro. Ci vogliono talento, determinazione e una buona dose di fortuna. Io ammetto di essere stata molto fortunata. 

Hai una tua metodologia di lavoro specifica o sei più istintiva?
Sono decisamente istintiva. Ho iniziato a scrivere Incontro veneziano di getto, senza avere una precisa trama in mente. Posso dire di averla costruita via via che scrivevo. Niente schemi in testa né una scaletta, la stessa cosa posso dire di Mora selvatica.

Ci racconti qualcosa del tuo nuovo romanzo Mora selvatica e dei tuoi progetti futuri?
È un’intensa storia d’amore, ricca di sentimento, ambientata nella splendida Costa Smeralda. In questo romanzo ho cercato di racchiudere le emozioni, le sensazioni che questo angolo di paradiso mi trasmette tutte le volte che vado lì in vacanza. Nelle pagine di Mora Selvatica si percepiscono i colori, i profumi, il soffio del maestrale e il sapore della mora che nel racconto ha un doppio significato. Spero di essere riuscita, a mia volta, a trasmettere tutto questo. Per quanto riguarda i miei progetti futuri, se i lettori risponderanno con entusiasmo a questi miei primi due lavori tirerò fuori dal cassetto le idee per la prossima storia che sono già in fermento.

Bio
Sono nata a Catanzaro ma vivo a Roma da molti anni. Subito dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, conseguita nel 1990, ho incominciato a lavorare come traduttrice letteraria per Abramo Editore e successivamente è iniziata la mia lunga collaborazione con le riviste Intimità e Love Story, un’esperienza che continua ancora oggi, affiancata di recente da quella di autrice di racconti pubblicati dai due settimanali. Dal 2008 è iniziato il mio rapporto professionale con Harlequin Mondadori per cui ho tradotto parecchi romanzi, in particolare della collana Jolly. 
Sono sposata, ho due figli e amo viaggiare. Sono proprio i luoghi che visito e le persone che conosco a ispirare i personaggi e le storie che scrivo.

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