Mara Roberti


Incontriamo oggi Mara Roberti, autrice del romanzo “Le scarpe son desideri” per  conoscerla meglio e per parlare con lei del suo lavoro, i suoi progetti e di romanzo rosa. 

Quando e per quali motivi hai cominciato a scrivere?
Un paio di anni fa, mi sono accorta che mi commuovevo in continuazione, alla minima cosa, una canzone in treno, una frase speciale detta per strada, alle feste della scuola, insomma, iniziava a diventare imbarazzante. Mi sono fatta qualche domanda e mi sono accorta che fra le tante cose che avevo trascurato di me, dopo la nascita dei figli, c’erano anche le emozioni. Le emozioni richiedono tempo e impegno, per viverle bene, e io le avevo cacciate tutte da qualche parte dentro di me, proprio come si fa con le cose che non si ha il tempo di rimettere in ordine. Le emozioni però non le freghi come i calzini sporchi, prima o poi vogliono tornare a galla, e le mie lo facevano così, prendendomi a tradimento nei momenti più assurdi. Ho iniziato a scrivere rosa per questo, per vivere le mie emozioni, andare a cercare quello che mi emozionava di più, che mi emozionava davvero, e metterlo sulla carta per tirarlo fuori da quel posticino nascosto dentro di me. E funziona!

Quali sono i tuoi modelli e autori di riferimento?
Non ne ho uno preciso. Un po’ perché la mia scrittura continua a cambiare, di libro in libro. Un po’ perché sono troppo incostante per averne alcuni fissi. Di solito, sono i libri che sto leggendo mentre scrivo, qualunque essi siano, a qualunque genere e a qualunque epoca appartengano. In tutti trovo qualcosa che mi serve per la mia storia, un modo di descrivere i personaggi, di creare tensione, di rendere più efficace un episodio o più coinvolgente una relazione. E poi ci sono le recensioni dei libri precedenti, che mi aiutano molto, a capire dove raddrizzare il tiro, dove limare, dove dilungarmi di più, a prendere le misure della storia, insomma.

Quali fattori influenzano o condizionano la tua scrittura?
Ottima domanda! E anche difficilissima! A volte immagino di essere una spugna, che si imbeve a poco a poco di idee e di spunti e poi, al momento buono, deve strizzarli fuori. Più si è bravi e più impegno ci si mette, più forte si strizza la spugna e più idee ne vengono fuori. Ma dipende anche dal punto della spugna che si strizza in un determinato momento o dal verso in cui si gira. Insomma, entrano in gioco un sacco di fattori. Per la storia del tè, che mi sta facendo penare tanto, mi è servita una canzone. Un giorno ero in macchina e l’ho sentita e mi ha emozionata. E ho capito che era quello che volevo succedesse alla mia protagonista e che invece le mancava. “She packed her hopes and dreams” dice la canzone (degli Eagles) e il giorno dopo mi sono rimessa a scrivere ascoltandola fino allo sfinimento! 

C'è qualcosa di autobiografico in quello che scrivi?
Solo nelle pagine migliori, quando riesco a essere davvero sincera. In qualche breve passaggio, qualche annotazione emotiva. Il racconto più autobiografico che ho scritto è quello per l’antologia Buon lavoro. Lì sì, c’è qualcosa di me in ogni donna che ho descritto. Negli altri libri, farei più fatica a rintracciare i passaggi autobiografici. In compenso, c’è molto delle mie amiche, di mia sorella, di tutte le persone a cui ho rubato qualche episodio!

Cosa consiglieresti a un aspirante scrittore?
Io stessa mi considero un aspirante scrittore. Quindi darei il consiglio che do a me stessa: continuare a imparare, ritagliarsi il tempo per scrivere (è vero che il tempo è poco, ma è anche vero che volendo lo si trova), leggere moltissimo e avere pazienza.

Hai qualche progetto per l'immediato futuro?
Sì! Una storia sul tè che mi sta facendo dannare, perché ci ha messo un bel po’ a prendere forma. Ora forse (forse!) ho individuato la strada giusta da seguire. Nelle mie intenzioni, sarà un modo per raccontare se stessi e il proprio modo di vivere le emozioni e la vita, attraverso il tè. 

Breve bio
Mara Roberti nasce nel 2013, con le prime commedie romantiche scritte per Emma Books, una casa editrice femminile e digitale. 
Quello con Emma Books si rivela un viaggio affascinante, grazie allo staff della casa editrice e alle altre autrici, che si sono rivelate di un entusiasmo e di una solidarietà e voglia di crescere insieme davvero incredibili. L’intenzione delle mie commedie è far sorridere, proporre letture piacevoli e convincere chi legge a tornare a credere nei sogni. Sono piccole favole moderne, in cui il lieto fine è assicurato, come vuole il genere, per guardare alla vita con uno sguardo nuovo. Ho pubblicato in digitale “Love Trainer” e “Le scarpe son desideri”, entrambi con Emma Books, oltre a due racconti per altrettante antologie (“Gli uomini preferiscono le befane”e “Buon lavoro”).
Il mondo del rosa italiano sta cambiando molto e per questo ho aperto un gruppo su Facebook, chiamato Verde bianco e rosa: perché mancava un gruppo dedicato al rosa italiano e per seguirlo e monitorarlo più da vicino insieme ai membri del gruppo. 
Anche questa è stata una sorpresa, per la crescita rapida del gruppo e per la ricchezza e l’entusiasmo degli interventi. 
Chi disdegna il rosa, non conosce le sue lettrici, non immagina neanche quanto siano variate le loro letture, in realtà. Il gruppo cresce rapidamente e sta diventando, grazie ai contributi di tutte, una fantastica vetrina della letteratura sentimentale italiana. Oltre ad avermi permesso di conoscere persone molto speciali, che mi aiutano a crescere come lettrice e come scrittrice.