Francesca Raffaella Guerra


Una chiacchierata con Francesca Raffaella Guerra, giallista, studiosa di criminologia, “friulana per passione” e molto altro ancora.

Francesca, come e perché nasce Francesca Raffaella Guerra scrittrice?
Il mio sogno fin da bambina è stato quello di potermi dedicare alla scrittura e di far compagnia alle persone attraverso la lettura di avventure scaturite dalla mia fantasia. A volte, i sogni non scompaiono al mattino, ma per far sì che ciò accada, occorre credere in loro e dedicarcisi con passione e abnegazione.

I gialli che compongono la collana Friuli Terra di Misteri hanno come scenario alcuni fra borghi e città più suggestivi della regione. Come decidi in quale ambientare una tua storia? Ti fai guidare dalla suggestione, dall’impressione e dalle sensazioni che un posto ti suscita?
Una nutrita task force di amici, conoscenti e lettori mi segnala luoghi e comuni dove sanno essere accaduto qualcosa di particolare, dove hanno mangiato bene, dove hanno goduto di un panorama particolare. Appena posso mi reco nei posti di cui mi è stato raccontato e, se vengo colta da una suggestione, decido solitamente di approfondire… 

Raccontaci in che modo nasce uno dei tuoi gialli e svelaci che tipo di lavoro ne precede la stesura.
…una volta deciso di approfondire, mi reco direttamente in comune, dove mi presento e chiedo la cortesia di essere messa in contatto con una sorta di “tuttologo” del luogo che abbia la pazienza e la buona volontà di scortarmi a zonzo per la località in cui vive, raccontandomi aneddoti, tratti storici, accadimenti popolari, cenni folkloristici etc. che possano aiutarmi nello sviluppare uno scenario per un romanzo. Solitamente nel corso della visita stessa già la mia immaginazione delinea la storia, che poi prenderà corpo vero e proprio nei giorni seguenti. Nel caso del romanzo “Il Sussurro del Legno”, la fascinazione è stata folgorante: il romanzo è nato nell’arco del mio ritorno in macchina a casa. In mezz’ora la nuova avventura di Manuèl era già completa nella mia testa.

Il protagonista dei tuoi libri è Manuèl Feruglio, padre friulano, madre catalana. Un bel mix di culture differenti.  Come è nato questo detective, libero, a volte un poco rude ma sicuramente un uomo tutto d’un pezzo? E cosa c’è in lui di “furlano” e di catalano?
Manuèl è nato dal desiderio di creare un personaggio che fosse in parte molto simile a me per confrontarmi e dialogare col pubblico attraverso la mia parte maschile, e in parte totalmente diverso, per scoprirlo ogni giorno, piano piano, come accade con un estraneo. 
La parte friulana è quella ruvida, tutta d’un pezzo, la parte “sconosciuta”. Quella catalana, fatta di emotività, estroversione e un pizzico di follia è la mia.

C’è qualche autore, giallista o no, che in un certo modo ti faccia da ispirazione e guida?
La mia guida è stata ed è, anche se non è più fra noi dal ’95, il veterinario scrittore James Herriot. Un narratore nato, un grande uomo, professionista, marito, padre e nonno. Vorrei che fra cent’anni qualcuno scrivesse di me queste stese parole.

Francesca, tu ti definisci “friulana per passione”. Da friulana a friulana, vizi e virtù della nostra regione e della nostra gente…
La grande virtù è l’infaticabilità, qualsiasi professione si affronti, coniugata all’onestà, elemento che sta diventando sempre più rara…
Per vizio invece si tende a sminuire la propria origine, quasi che questa non fosse uno dei luoghi più belli e preziosi d’Italia, sotto ogni punto di vista. Vorrei che la valorizzazione del territorio partisse da ciascun friulano attraverso la fierezza di esserlo.

Cosa consiglieresti a chi vuole scrivere e pubblicare?
Vorrei consigliare agi aspiranti scrittori di non cadere nelle trappole che tendono on-line e certe piccole case editrici che domandano il contributo spese per la pubblicazione. Una cosa infatti è acquistare un certo numero di copie con lo sconto: i romanzi vengono consegnati e con pazienza l’autore cerca di piazzarli ( è successo anche a me, con il mio romanzo di formazione). Il romanzo è nelle mani di chi lo ha scritto e può rivenderlo non solo recuperando quanto speso ma anche guadagnandoci. Quando, au contraire, viene richiesto il contributo, non ci sono sconti e il romanzo deve essere pagato in toto dall’autore qualora volesse averne qualche copia. 
Attenzione però: in entrambi i casi, queste case editrici non fanno che una minima distribuzione, in qualche “libreria civetta”. 
Il consiglio è quello di insistere con le grandi case, la tenacia è una dote fondamentale per farsi notare.

Progetti futuri…
Altre avventure di Manuèl, magari a zonzo per l’Europa, e riuscire a pubblicare quel romanzo rimasto nel cassetto da oltre vent’anni… ma sarà per la prossima intervista !

Bio
Francesca Raffaella Guerra nasce e cresce a Milano, dove studia lingue e coltiva, fino dai 16 anni, lo studio della criminologia, materia che ancora oggi non smette di appassionarla. Nel 2006 si trasferisce in Friuli Venezia Giulia, terra in grado di infonderle l’energia artistica necessaria ad inventare il personaggio Manuèl Feruglio, il giornalista-investigatore della sua serie. Ha intrattenuto una fitta corrispondenza con un serial killer.
È mamma di Ambra Sophi e vive in campagna, circondata dal verde e dai suoi cani.

3 commenti:

  1. Salve, è possibile avere un qualsiasi tipo di indirizzo per poter contattare la scrittrice Francesca Raffaella Guerra ?

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  2. Salve, ho conosciuto la scrittrice Francesca Raffaella Guerra durante la presentazione dei suoi libri, è possibile avere un qualsiasi suo contatto per poterle scrivere in privato ?
    Luca Foccardi

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  3. Puoi contattare Francesca tramite mail a questo indirizzo ubiminor@live.it

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