Roberto Alba


Simona Zarcone ha intervistato Roberto Alba autore de L’estate di Ulisse Mele affrontando con lui diverse e importanti tematiche come l’handicap, la necessaria sensibilizzazione del nostro paese nei confronti dei disabili senza dimenticare la letteratura.

Quando “vede la luce"Roberto Alba scrittore?
Roberto Alba “scrittore” ha visto la luce in un tardo pomeriggio di settembre del 2011. Vince il concorso per racconti brevi “Cartabianca”, il racconto La Grande Acqua darà il titolo all'antologia poi pubblicata da Taphros editrice. E il primo passo, forse è stata la goccia di un'insperata consapevolezza. Forse dovevo provarci seriamente a scrivere. Non solo racconti, ma qualcosa di più “grande”, un romanzo. Così, ho partecipato al primo concorso “Io Scrittore” del gruppo editoriale Gems. Ho vinto con La spiaggia delle anime (pubblicato da ed. Gremese). L'insperata consapevolezza è diventata più forte... nasce Ulisse, il mio piccolo Ulisse.

Nei tuoi racconti si può assaporare la bellezza della tua terra, la Sardegna. Molto spesso gli isolani hanno un rapporto di amore e odio con la propria terra. Tu? Com'è il tuo legame con la bella Sardegna?
La mia terra ha il sapore dolce-amaro del miele di corbezzolo, il salato di un mare che ci tiene legati stretti. Ci scorre sulla pelle l'acqua e il vento di secoli di storia. La Sardegna è una terra che bisogna viverla per accarezzarne lo spirito. Raccontarla è come guardare una foto da un chilometro di distanza con un cannocchiale mentre piove. Io non racconto la mia terra, io ci faccio vivere i miei personaggi, lascio al lettore la voglia di immaginare qualcosa che c'è, che impregna ogni parola, ma che rimane distante.

"L'estate di Ulisse Mele". Cos'ha ispirato questa storia, come è nata l'idea di un noir visto con gli occhi di un bambino?
Volevo raccontare la “verità” che si nasconde dietro i fiumi di parole che questa società “Usa e Consuma” per raccontarci la vita. Le terribili stragi di innocenti che ci propinano telegiornali e talk-show, ma tutto doveva essere filtrato dall'innocenza di un bambino, di un bambino sordo e per questo incapace di essere manipolato dalle parole degli adulti. Il piccolo Ulisse Mele rappresenta gli occhi di chi ha il coraggio di guardare oltre le verità apparenti. L'estate di Ulisse Mele non è solo un noir o un giallo, il mio desiderio era quello di raccontare una storia probabile vissuta dall'interno di una famiglia sconvolta da un orribile crimine.

Ulisse è un non udente. Quanto, secondo te, la società di oggi conosce e rispetta le disabilità?
Poco. Quando si pensa alla disabilità si fotografa la persona paraplegica che ha difficoltà nel muoversi. Ma la disabilità è qualcosa di più complesso che investe tutti noi. Siamo poco  istruiti nel riconoscerla pienamente e nel dare risposte proporzionate e corrette. Una notizia mi rattrista molto. È del 12 novembre  l'annuncio che la lingua LIS (il linguaggio dei sordi) non è ancora riconosciuta dallo stato italiano. Solo tre paesi in Europa hanno questo triste primato: l'Italia, Malta e  Lussemburgo. Ieri sono scesi in piazza Montecitorio i delegati  dell'Ente Nazionale Sordi. Si spera in un cambiamento di rotta. Si spera. Vi lascio all'articolo e vi invito a condividerlo a questo link http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/montecitorio_sciopero_fame_sordi/notizie/1007720.shtml

Hai vinto un importante premio letterario con il racconto "La grande acqua", due volte finalista finalista al concorso letterario IoScrittore e la pubblicazione del romanzo "La spiaggia delle anime", ogni passo ti ha portato sempre più lontano. Quali emozioni ti hanno dato queste conquiste?
Un grande brivido e la paura di quello che sarà. Cosa scriverò poi? Io scrivo per il piacere di far leggere le mie storie. Non  ho la presunzione di piacere a tutti, scrivo ciò che mi piacerebbe leggere. Credo che chi si affezionerà  a me come “scrittore” dovrà prepararsi al peggio e aver la voglia di assaggiare gusti diversi. Non sono uno scrittore seriale, non scrivo mai una storia che cerca di assomigliare ad un'altra. Ho iniziato con un giallo storico ambientato nella Grecia fascista (la spiaggia delle anime), ho proseguito con L'estate di Ulisse Mele, e spero di sorprendere il lettore nel prossimo.
Ogni scritto è una scommessa, racconto storie dove ci metto un po' di me...

C'è chi, quando è in fase creativa, vuole silenzio assoluto, chi, si lascia cullare dalla musica, chi si arma di tazzoni di caffè e chi non può fare a meno del gatto dispettoso che si accuccia sulla tastiera, costringendo lo scrittore a spostarlo di volta in volta. A te di cosa piace circondarti in fase creativa?

Scrivo nei miei due angoli speciali!
Il primo è il letto. Esattamente sogno. Penso, immagino la storia. Viaggio con i miei personaggi e vedo cosa vogliono fare. Mi parlano, mi raccontano e spesso mi stupiscono, hanno la proprietà di fare e disfare quello che vogliono.
Il secondo e la piccola scrivania in legno che ho nella cantina. La dotazione si completa con stufa elettrica, sigarette, frigobar, macchinetta del caffè e computer preistorico con word2000. Stampante Laser in b/n con tuner obsoleto ormai introvabile (devo agitarla per stampare). Questo secondo punto che vi ho raccontato e la parte romantica del mio scrivere, il resto lo faccio nel mio ufficio dopo la pausa pranzo. Tecnologia al top.

In futuro quali altre storie ha inserbo per i lettori Roberto Alba?
Chissà, una storia “rivoluzionaria”!?. Ma, per il momento cerco di coccolare il mio piccolo Ulisse che deve ritirare una Menzione speciale al premio Alziator a Cagliari. Per il  futuro si vedrà.

Bio
Roberto Alba è nato nel 1964 a Decimomannu (CA). Dirige un centro di formazione a Cagliari, insegna informatica e tecnologia. Nel 2011 ha vinto il premio letterario CartaBianca con il racconto La grande acqua (Taphros Editrice). Finalista nel 2011 e 2012 del concorso letterario IoScrittore, ha pubblicato il romanzo La spiaggia delle anime (Gremese Editore, 2012), L'estate di Ulisse Mele (Ed. Piemme 2014) - Menzione Speciale al Premio Alziator 2014 con L'estate di Ulisse Mele.

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