Emanuela Torri


Ospitiamo Emanuela Torri, autrice di The babymaker E poi arriva l’amore. Con lei parliamo di letteratura, fecondazione assistita ed efficienza scandinava. 

Emanuela, come e perché hai deciso di scrivere?
Ciao Laura (ti do del tu), da piccola, come molte bambine, amavo mettere su carta i miei pensieri e compilavo pile e pile di diari segreti che non avrebbero mai visto la luce (ma che custodisco tutt’ora). Con il passar del tempo, mi sono appassionata alla lettura e mi è venuto quasi spontaneo dar vita alle mie fantasie nero su bianco. Due anni fa ho iniziato a buttar giù le prime cose e poi il tutto è venuto da sé.
The babymaker E poi arriva l’amore è un romance sicuramente originale e particolare sia per l’ambientazione che per la tematica di fondo (la fecondazione assistita) che viene trattata. Cosa ti ha portata a scriverlo, cosa ti ha ispirata?
Sai, l’ispirazione arriva quando meno te lo aspetti e ti colpisce con tutta la sua immediata naturalezza. Su Facebook mi è arrivato un video promosso dal governo danese in merito all’incremento delle nascite. Sono rimasta piacevolmente colpita da questo filmato e dalla naturalezza con cui un popolo parlava di “aumento la popolazione” anche incentivando le coppie stesse. La cosa mi ha fatto riflettere e sorridere al tempo stesso… da lì è nato tutto. 
Penelope, la protagonista, è una donna apparentemente forte e determinata, passionale… Quanto c’è di Emanuela nella protagonista? E hai pensato concretamente in qualcuno di tua conoscenza per delineare i caratteri dei vari personaggi del romanzo?
In Penelope c’è moltissimo di Emanuela, quindi non sono andata troppo lontano per la caratterizzazione di questo personaggio. Penelope è al tempo stesso una donna determinata e intransigente in ambito lavorativo, ma poi in campo amoroso, mostra tutti i limiti e le incertezze di una donna restia ad innamorarsi. L’ironia è la sua arma migliore, come del resto è per me… meglio ridere e non prendersi sul serio il più delle volte. Per quanto riguarda gli altri personaggi, mi sono ispirata alle persone che mi gravitano intorno. Difficilmente riesco a scindere la vita reale da quella che racconto nei libri. Colgo alcune sfaccettature e da lì ne delineo i personaggi. Tutti hanno le proprie eccentricità, le mancanze, le peculiarità… sta solo saperle cogliere e in alcuni casi portarle allo stremo.
La fecondazione assistita è una tematica estremamente attuale. Se non sono indiscreta, ci dai il tuo parere al riguardo?
Più di qualche volta, nella stesura del romanzo, mi sono chiesta se stessi mancando di rispetto alle persone che con questa tematica avevano avuto a che fare e che magari avevano dovuto affrontare situazioni estenuanti o dolorose… o anche meravigliosamente gioiose grazie alla fecondazione. Ho cercato di muovermi in punta di piedi, alleggerendo una tematica che già di per sé ha poco di leggero ed ironico. Come in ogni ambito della vita credo che ci si possa avvicinare con ironia e una certa dose di spensieratezza, sempre avendo il dovuto riguardo ovviamente!

Dalle righe del tuo libro, traspare una certa ammirazione (che condivido) per la capitale danese, affascinante e ordinata e per i suoi cittadini sempre cortesi e professionali. 
Copenaghen è stata scelta proprio per rendere più veritiera la storia, dato che la Danimarca ha diramato realmente il video sulla natalità. Ho l’impressione che Copenaghen per noi italiani sia sinonimo di rigore, efficienza e funzionalità, oltre che di immensa educazione: un Santo Graal di cui avremmo tanto bisogno in Italia.
Ci racconti il percorso che ti ha portato alla pubblicazione di The babymaker?
The babymaker ha avuto luce grazie al self publishing. Ho pubblicato autonomamente questo libro sui principali store online e grazie al passaparola e alle recensioni positive, la VandA Epublishing mi ha contattata per far parte della loro collana rosa. Sono stata entusiasta della loro attenzione e ho accettato di buon grado di collaborare con questa casa editrice tutta al femminile.
Che consigli daresti a chi ha un manoscritto che vorrebbe pubblicare?
Un consiglio? Concentrarsi sulla storia in primis e poi affidarsi a qualche esperto del mestiere. Credo che un buon editing sia fondamentale al giorno d’oggi anche nel self publishing che sta diventando sempre più accurato e professionale. La distanza tra il self publishing e la pubblicazione editoriale tradizionale è sempre più sottile e non nego di reputare alcuni lavori autonomi più meticolosi e professionali di altri pubblicati con fior fiore di case editrici. Inoltre un occhio di riguardo per la grafica della vostra copertina perché un buon lavoro ha bisogno di una buona confezione.
Progetti futuri…
The babymaker è il mio secondo lavoro. La mia prima pubblicazione è stata Toyboy, sempre edito VandA Epublishing. Al momento sto lavorando alla storia di Laura, che i più hanno conosciuto come amica di Penelope e medico nel suo stesso ospedale. Laura sarà alle prese con una situazione spinosa e surreale che la metterà davanti ad un bivio: sarà in grado di affrontare il destino o cederà sotto gli inflessibili colpi della sua intransigenza? Grazie mille per questa intervista e per la splendida recensione, sono onorata che il mio lavoro ti sia piaciuto… e spero che anche i prossimi saranno di tuo gradimento.    
Bio
Nata in provincia di Frosinone, classe 1977, Emanuela si barcamena tra la famiglia ed il lavoro. 
Insegnante di sostegno e di educazione fisica, nel tempo libero coltiva diversi hobbies tra cui la lettura e la scrittura. Nel 2014 il suo primo libro, Toy Boy, seguito da The babymaker e poi arriva l’amore, edito Vanda Epublishing nel 2015. 
Due figlie femmine dette hooligans, un marito indaffarato e una passione spasmodica per i gelati: le sue giornate non hanno un attimo di quiete!

Nessun commento:

Posta un commento