Claudio Danzero


Una chiacchierata fra letteratura, storia e psicologia con Claudio Danzero, autore del bel romanzo storico La sposa del Sud per Edizioni Esordienti E-book.

Come e perché nasce Claudio Danzero scrittore?
Claudio Danzero scrittore nasce in seguito all’entrata in quiescenza. Stavo preparando la tesi di laurea ma i primi giorni della pensione furono comunque di temporaneo disorientamento. Casualmente mi venne da pensare a quanti epiteti dialettali esistessero a Torino e in Canavese. Presi un blocco e cominciai ad annotarli commentandone il significato ed anche la funzione psicologica che essi portavano all’interno del colloquio. Quando il piccolo libro fu pubblicato fu un successo di critica (due recensioni su La stampa e su altri settimanali nazionali.). Il successo non poté che spronarmi a continuare.

Claudio, scrittore e psicologo, quanto l’uno deve all’altro?  Quanto l’uno influenza l’altro?
Come si legge tra le righe precedenti studiare psicologia ha stimolato questo esordio. Paradossalmente (per scelta di una dei docenti) la mia tesi di laurea ripercorse lo stesso argomento del mio primo libro (Cattiverie d’altri tempi)

Che cosa ti ha portato a scrivere La sposa del Sud?
Ancora un intreccio fra corso di laurea e romanzi. Uno dei docenti di facoltà (di famiglia nobile) ebbe a far notare come certi privilegi e consuetudini si fossero mantenuti fino quasi ai giorni nostri. Nella fattispecie: ancora suo nonno poteva vantare lo “ius primae noctis”. Mi venne da commentare che, se si mantiene un diritto apparentemente così innaturale, ci deve essere connivenza tra le parti (ergo interesse comune), di qui la storia.

La protagonista femminile del romanzo, Enza, è una donna intensa, appassionata, sicuramente indipendente e moderna. Chi ti ha ispirato questo personaggio?
Non saprei esattamente. I titoli possibili del romanzo erano: La sposa del Sud, Il diritto di prima notte e Le amiche. Ecco, la personalità delle tre amiche doveva coprire le possibili note caratteriali delle giovani fanciulle dell’epoca: la sottomessa, la succube e la ribelle.


Nel tuo libro, si traccia un affresco dell’Italia risorgimentale, evidenziando le notevoli diversità fra Nord e Sud, che tutt’ora permangono. Credi che sarà possibile raggiungere una maggiore omogeneità fra queste zone e come?
Credo che si raggiungerà. Ma, amaramente, l’omogeneizzazione avverrà, senza scampo, al ribasso, cioè saranno i valori negativi a prevalere sugli altri (ne sono un esempio: la politica, il dilagare della mafia e la perdita di valori sociali.)

Che tipo di lavoro ha preceduto la stesura di un romanzo storico come La sposa del Sud?
Una lunga elaborazione cognitiva e di ricerca etnografica territoriale. Oltre ad essere pontese, sono stato a Piazza Armerina ed a Milazzo ma non a Santa Lucia del Mela. Però conosco nativi di Santa Lucia che possedevano il mulino da me descritto che mi hanno fornito notizie. Altre le ho assunte dall’Assessore alla cultura del Comune. Inoltre le notizie industriali canavesane sono tratte dal mio precedente saggio sulla Manifattura di Pont. (La Porta)

Tornando alla psicologia, la scrittura è o può essere terapeutica?
Credo di sì, aiuta a uscire dalla noia, dall’abulia, o meglio impedisce di cadervi o, meglio ancora, può avere almeno un effetto palliativo.

Che progetti ha Claudio Danzero autore?
Di continuare fino a che riesco senza limiti e nei filoni più disparati: dalla fantascienza al teatro, alla Commedia Musicale.

E che consigli, come autore e come psicologo, darebbe a chi vuole scrivere e pubblicare?
Di scrivere per se stessi, oppure di cercare agganci e conoscenze se si intende avere un ritorno economico o di consenso allargato. La meritocrazia non esiste nel nostro Paese, perché già la classe dirigente è scelta al di fuori di questo criterio.

Bio
Claudio Danzero nasce nella casa dei nonni a Pont Canavese a causa dei bombardamenti subiti dalla città di Torino durante la guerra.  Ritorna in città all’età di cinque anni e vi rimane fino al 1982 quando si trasferisce nella villetta costruita a Buttigliera Alta, nella seconda cintura torinese. Continua a frequentare il paese natio durante ogni vacanza.
Dopo essersi diplomato all’istituto tecnico industriale si impiega all’ENEL dove occupa la posizione di Quadro con la responsabilità della rete ad alta e bassa tensione su un comprensorio di 140 Comuni ed un’utenza di 160.000 contatori. È coadiuvato in questo incarico da oltre 200 collaboratori fra cui tre Quadri, una cinquantina di impiegati e circa 150 operai.
Negli ultimi anni di lavoro si laurea in psicologia clinica e di comunità.
Appena in pensione svolge il tirocinio da psicologo presso la ASL di Collegno e prosegue presso la ASL di Torino come collaboratore volontario per più di due anni.
È sposato con Lina. Il primogenito Paolo è dirigente industriale sposato con Simonetta e ha un figlio, Pietro. La secondogenita Elena è sposata con Luca ed ha due figli, Chiara di otto anni e Matteo di tre.
Scrive il suo primo libro che raccoglie un migliaio di epiteti dialettali piemontesi e ne descrive l’uso amicale oltre che ingiurioso e la loro funzione sociale.
Il secondo libro, Nojautri Canavzan, ricerca le dinamiche sociali presenti all’interno del tessuto canavesano durante gli anni Cinquanta. Questo periodo è emblematico della cultura precedente perché conserva ancora la quasi totalità delle forme e delle espressioni di aggregazione di un passato molto più remoto.
Il terzo libro, La Porta è la storia, in chiave sociale, della prima grande industria piemontese: la Manifattura di Annecy e Pont, fondata tra il 1804 e il 1824 con oltre 2000 dipendenti.
Ha scritto saltuariamente sulla Gazzetta del Canavese e collabora con le riviste locali con articoli di costume ed antropologia culturale.

Passa poi al genere romanzesco con Amore di Masca, ambientato in Canavese e in val di Susa a cavallo tra il 1400 e il 1500 dove la inquisizione la faceva da padrona, dal processo alle streghe di Levone alla nomina di un inquisitore stabile perfino nel piccolo paese di Pont, la cui chiesa (unica al mondo per i suoi due altari) sarà al centro della vicenda.

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