Loredana Limone


Una piacevole chiacchierata con Loredana Limone, autrice di Borgo Propizio, che ci racconta di sé, dei suoi libri e progetti.

Loredana autrice di fiabe, libri di gastronomia fino ad arrivare a Borgo Propizio. Raccontaci come è nata l’idea di questo tuo romanzo, cosa lo ha ispirato e le motivazioni che ti hanno portata a scriverlo.
I libri di fiabe e cucina erano un hobby che portavo avanti a latere della normale routine di impiegata, moglie e madre. Borgo Propizio, nato durante un periodo di lutti e problemi in cui volevo fuggire dalla mia vita, è scoppiato prepotente fino a farmi scegliere la scrittura come mestiere. Così, oltre a essere stato terapeutico, accogliendomi e aiutandomi a superare, è diventato sempre più reale con i tre romanzi pubblicati a tutt’oggi. 

Il borgo che descrivi, sonnolento e pacifico, rilassato e tranquillo, è un rifugio ideale anche per i mali dell’anima… Esiste un tuo Borgo Propizio? E credi che ognuno di noi possa “inventarsene, crearsene” uno?
Non c’è bisogno di inventarselo, crearselo; penso che ognuno di noi abbia un borgo propizio dentro, è la nostra risorsa, solo che a volte non lo troviamo. Ci vuole molto ascolto di sé: cui non sempre ci dedichiamo, ma che meriteremmo di fare, di regalarci.

Pensi che la letteratura possa avere sia per chi scrive che per chi legge un valore, un effetto “terapeutico”? In che termini?
A me sembra, a volte, che tra scrivere e leggere quasi non ci sia differenza. Ovviamente dipende da come si scrive e da cosa si legge. Io fungo da matita per i personaggi e la loro “dettatura” è sempre benefica; quindi facilmente chi mi legge può riceverne il messaggio.

Come nasce e si sviluppa il lavoro di Loredana scrittrice? Hai qualche autore o genere letterario che ti sta particolarmente a cuore?
Ho conservato le abitudini di quando lavoravo in ufficio: dunque la prima stesura avviene la sera, a penna. Il giorno successivo, al pc, ricopio e… taglio, cucio, stiro, attacco i bottoni ;-)
Preferisco le letture che alleggeriscono l’esistenza, che regalano risate con intelligenza; il filone è quello di Andrea Vitali, Giovannino Guareschi. In generale, però, a prescindere dal genere, mi piacciono le scritture spesse e gli scrittori intellettualmente onesti.

Loredana, napoletana di nascita milanese di adozione, cittadina insomma… ti trasferiresti a Borgo Propizio?
Non è proprio così: vengo dalla metropoli e abito in provincia e, più che di adozione, sono milanese per matrimonio. Infatti ho sposato un nordico. 
Il luogo dove abito è molto propizio, però è una cittadina grandina. Assolutamente sì, mi trasferirei in un vero e piccolo borgo. Anzi, spero di riuscire a farlo prima o poi, almeno per un certo periodo dell’anno. 

Sei un’autrice di indubbio successo, hai qualche consiglio per chi ha il classico manoscritto nel cassetto che vorrebbe veder pubblicato?
Successo è una parola grossa. Piuttosto sono un’autrice fortunata per l’enorme affetto che ricevo dai lettori con cui spesso si creano reali rapporti di amicizia.
Come sempre quando mi viene posta questa domanda, rispondo con lo stesso consiglio ricevuto dal compianto Giuseppe Pederiali in un per me fortunato incontro: avere pronto un romanzo inedito su cui puntare e affidarsi a un serio agente letterario. Mi sconsigliò i racconti, che definì poco amati dagli editori. 

Una delle tue iniziative è il laboratorio di scrittura Sapori Letterari. Ce ne vorresti parlare?
È un’iniziativa itinerante, nel senso che la faccio dove mi offrono lo spazio. L’inventai nel 2005, sentendo l’esigenza di condividere con altri appassionati la scrittura: scrittura intorno al cibo perché è più gustosa e risulta facile anche ai neofiti. Da lì sono nati diversi gruppi in diverse location, con la pubblicazione di due raccolte di racconti, l’ultima delle quali è di quest’anno, s’intitola 13 DONNE A TAVOLA (Fefè Editore) e i proventi vengono devoluti al Cadom Centro Aiuto Donne Maltrattate di Monza.

Loredana autrice in futuro cosa ci regalerà?
Sto consegnando il quarto romanzo della saga borghigiana. Spero che venga pubblicato, ma non ne ho ancora la certezza. Dipende da come andrà “Un terremoto a Borgo Propizio”. Le case editrici sono comunque delle aziende e nel commercio contano i numeri. Perciò io conto sui lettori!

Bio
Loredana Limone, napoletana di nascita e milanese per matrimonio, dopo una decina di libri che spaziano tra fiabe e gastronomia, ha esordito nella narrativa con BORGO PROPIZIO (Guanda 2012/Tea 2013), creando un luogo dell’anima molto amato dai lettori. Primo di una trilogia, è stato premiato al Premio Fellini 2012 e tradotto in Spagna, Germania, Bulgaria. Vi hanno fatto seguito E LE STELLE NON STANNO A GUARDARE (Salani 2014/Tea 2015) e UN TERREMOTO A BORGO PROPIZIO (Salani 2015).

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