Federico Ferrari


Una chiacchierata con Federico Ferrari, autore di fantasy dall’atmosfera onirica e di un intrigante e innovativo romanzo erotico che … si legge e gioca.

Federico, come e perché sei diventato scrittore?
Lusingato per l’epiteto di “scrittore”, ma non vorrei abusare del titolo senza averne i requisiti. Sicuramente posso definirmi “autore”, rimandando a pubblico e critica la scelta di concedermi il salto di qualità. Il vero scrittore, per come la vedo io, ha una competenza letteraria sconfinata e ha alle spalle un percorso tecnico-professionale che non posso ancora affermare di possedere pienamente.
Ad ogni modo, la scelta di scrivere seriamente è giunta come una folgorante ispirazione al termine della lettura della bibliografia di H. P. Lovecraft. Infatti, il primo libro ha un’ambientazione ed una trama piuttosto cupe.

Hai pubblicato un romanzo erotico, del quale parleremo fra poco, e un fantasy. Ci spieghi le motivazioni di queste scelte?
Partiamo dal secondo, che cronologicamente parlando è il primo libro nel quale mi sono cimentato. Il genere fantasy mi appassiona da sempre, anche se non sono il tipo che impazzisca per elfi, draghi e maghi col cappello a punta. Preferisco connotazioni più oniriche, dalle quali si possa instillare nel lettore il legittimo dubbio dell’interazione tra la realtà e qualcosa di alternativo, che di norma sfugga alla nostra piena consapevolezza, qualcosa che si annidi tra il surreale ed il mistico. Ne “La Camera di Ozio” ho concentrato molto di quello che mi aveva impressionato da ragazzo, traendo spunto da diversi ambiti culturali: la poetica del già menzionato Lovecraft, la macabra ispirazione del rocker Alice Cooper, le conturbanti allucinazioni tratte dalle illustrazioni di Alfred Kubin, ma anche gli intrecci e le alchimie che due professionisti indiscussi come Neil Gaiman e Tim Burton sono riusciti a regalarmi, l’uno nel campo della sceneggiatura e l’altro in quello della regia.
Come prima opera ho scelto di aggirarmi in meandri che ben conoscevo, con l’obiettivo di scrivere un libro che appassionasse anche me quando, un domani, lo avessi riletto.
Per il racconto erotico “Iris” è tutta un’altra faccenda: si è trattato di creare qualcosa di alternativo (senza troppe pretese dal punto di vista letterario) che avesse connotati distintivi rispetto ai generici romanzi rosa. Beninteso, non che abbia la presunzione di aver creato un “genere”: la letteratura erotica era nota anche al tempo degli antichi egizi e la possibilità del lettore di interagire con la trama era stata ampiamente sviluppata nei “libri-game” di qualche decennio fa. Ma il connubio dei due aspetti, credo non fosse stato ancora affrontato. Quando ho iniziato la stesura del testo, volevo fosse una lettura d’intrattenimento, stuzzicante per l’argomento trattato e coinvolgente per il fatto di essere chiamati a decidere il progredire della storia. La parte più impegnativa si è rivelata quella di immedesimarmi nella psicologia femminile e, per quanto sia stato coadiuvato dalle preziose osservazioni (tecnicamente si chiamano “critiche”, ma lasciatemi beneficio d’inventario) di mia moglie Annalisa, solo le lettrici potranno stabilire se sia riuscito ad avvicinarmi al loro punto di vista oppure abbia fallito miseramente. Nel qual caso, speriamo almeno che apprezzino lo sforzo!

“Iris – una notte di scelte” è un romanzo erotico particolare, nel senso che il lettore legge e gioca scegliendo diverse alternative che tu proponi per proseguire nella vicenda. Come è nata quest'idea e perché?
L’idea del libro, come quella di inserire i “bivi” nei quali il lettore decide l’evolvere della storia, è nata dalla semplice considerazione che, affrontando il delicato argomento dei rapporti di coppia, volevo ridurre al minimo la possibilità che qualche lettrice pensasse: “Ma io non mi sarei di certo comportata così!”. Perciò, è la sensibilità di ogni singola persona che si avvicina alla storia a guidarla nella direzione che avrebbe preso se si fosse trovata in una situazione simile. Certamente, sarebbe stato interessante sviluppare più di una scelta, visto che nella realtà ci sono infiniti dettagli che influenzano le nostre decisioni, ma si sarebbe rivelato un lavoro titanico e, probabilmente, ne avrebbe risentito la struttura stessa del racconto. Senza dimenticare che l’obiettivo del libro è quello di intrattenere piacevolmente per qualche ora e non già analizzare tutte le sfaccettature della muliebre sensibilità.
Il formato digitale mi è stato di grande aiuto per ottenere l’effetto realistico della scelta: il tempo di valutare le due opzioni, razionalmente o istintivamente, decidere e, con un  “clic” od un “tap”, proseguire la lettura. Mi è stato fatto notare, infatti, che nel formato cartaceo la ricerca della pagina a cui rinvia una delle scelte, può ridurre un po’ la tensione narrativa.

Scrivere erotici può risultare difficile e richiedere particolare abilità per non scadere nel volgare, per non superare il tratto sottile che distingue l’erotismo dalla pornografia.
Su questo punto rimando al giudizio del lettore, augurandomi di non essere scivolato né nel volgare né, tantomeno, nella pornografia. Sicuramente qualcuno potrebbe trovare la lettura di “Iris” un po’ spinta, mentre altri forse rimarranno delusi perché abituati ad una maggiore crudezza. Personalmente ho letto alcuni stralci di testi erotici sulla rete ed in molti casi li ho trovati ingiustificatamente brutali. Ma come dicevo, è una questione di sensibilità personale. Confido che lo sforzo creativo di immedesimazione femminile, abbia contribuito a smussare alcune asperità tipiche della percezione maschile riguardo agli occasionali rapporti di coppia.
Comunque, per eccesso di zelo, ho inserito il bollino rosso in copertina: chiunque decidesse di acquistare il libro è avvertito che gli argomenti trattati non sono adatti ad un pubblico eccessivamente sensibile.

Il tuo romanzo fantasy, La camera di Ozio risulta particolare per la presenza di un tuo, definiamolo così, alter ego… ci puoi svelare qualche dettaglio in più?
Approfitto della domanda per fare un distinguo: da una parte abbiamo Ozio, il protagonista, che incarna la figura dell’essere umano, nella sua condizione di perenne ricerca esistenziale interferita dagli eventi della vita e dall’interazione con gli altri; dall’altra c’è Mr. Corbell, una figura ambigua che contemporaneamente rappresenta salvezza e perdizione, verso il quale si prova attrazione e repulsione. Mr. Corbell è “l’alternativa”, il diverso che ci affascina e ci fa paura, l’alieno che può intervenire a nostro favore o crearci ulteriori difficoltà.
Personalmente sono convinto che in ogni persona convivano un Ozio ed un Mr. Corbell, i quali talvolta collaborano per il raggiungimento di uno scopo oppure si scontrano per affermare il proprio autonomo diritto ad esistere.

Hai degli autori di riferimento sia nella letteratura fantasy che in quella erotica?
Per quanto riguarda la letteratura erotica confesso la mia completa astinenza, se vogliamo escludere certi passaggi del D’Annunzio o di Lawrence. Ah no, quasi dimenticavo, qualche anno fa ho letto “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire” di Melissa Panarello.
Di puro fantasy conosco solo la trilogia del “Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit” di Tlokein, mentre “Il Silmarillion” è stato abbandonato quasi subito, in quanto mi sono cimentato nella sua lettura alla prematura età di dodici anni.
Se, invece, vogliamo considerare “fantasy” la macroclasse di tutti quegli autori che hanno trattato l’immaginifico, l’onirico, il surreale ed il mitologico, allora non posso esimermi dal menzionare H. P. Lovecraft, W. H. Hodgson e R. E. Howard come punti di riferimento, coadiuvati da un nugolo di altri scrittori di indiscusse capacità evocative come I. Calvino (per citare un italiano), O. Wilde, E. A.  Poe e G. Meyrink.
Se mi fosse concesso in questa sede, vorrei segnalare ai lettori “L’altra parte”, un romanzo (anzi l’unico romanzo) di Alfred Kubin che apre una finestra su un mondo di sogno, ma nonostante tutto molto simile al nostro.

Tu hai pubblicato sia come self che con una casa editrice. Raccontaci di entrambe le tue esperienze.
Il self-publishing incarna una forma di democrazia letteraria assoluta in quanto permette, a cifre davvero modiche, di immettere sul mercato editoriale la propria opera. Sicuramente, non è semplice gestire correttamente tutte le variabili in gioco e perciò, come ogni realtà non regolamentata con precisione, l’auto-pubblicazione indiscriminata rischia di generare alcune problematiche di difficile soluzione.
Infatti, la “modica cifra” non comprende alcun servizio editoriale se non l’impaginazione e l’assegnazione del codice ISBN. Dunque, correzione dei refusi, editing, realizzazione della copertina e della quarta di copertina e molti altri aspetti, sono rimessi alla capacità dell’autore. Chi si avvicina al self-publishing come prima esperienza, dovrebbe mettere in conto di investire qualche euro in più per comprendere il funzionamento del mondo dell’editoria. Idee eccellenti, espresse in un italiano stentato o ridondante, enunciate in maniera confusa o addirittura con errori di ortografia e sintassi, rischiano di annullare il potenziale di un’intuizione vincente o di una storia ben congeniata.
Probabilmente dovrei essere più cauto nell’elargire consigli, visto che sono anch’io alle prime armi e con “Iris” ho probabilmente commesso qualcuno degli errori di cui accennavo prima. Però posso affermare con orgoglio che è un libro realizzato da me dall’inizio alla fine: oltre all’editing classico, mie sono anche la copertina, le illustrazioni all’interno e la quarta di copertina, oltre al book-trailer postato su Youtube.
Per “La Camera di Ozio”, ho fortunatamente trovato un’editrice concittadina che ha creduto immediatamente nelle mie capacità e mi è stata vicina nella realizzazione complessiva del prodotto finito. La casa editrice “Liber Iter” è però di taglio innovativo, in quanto ha voluto perseguire una politica che punta esclusivamente sul formato digitale che, se da un lato abbatte i costi di produzione, dall’altro scontenta i lettori tradizionali che traggono piacere non solo da una buona lettura, ma anche dalla possibilità di toccare la carta con mano.
La distribuzione, ormai, non è più un problema: il web permette di raggiungere gli utenti di tutto il mondo e le ditte di spedizione provvedono al resto. Il difficile è far conoscere al mondo la propria opera! Per questo è necessario studiare comunque un’efficace strategia promozionale da coordinare assieme al proprio editore oppure, impresa piuttosto impegnativa, da gestire in prima persona. Sicuramente è importante essere attivi su internet con social network, blog, forum, ecc., ma anche fisicamente cercando di sfruttare ogni occasione per effettuare una presentazione in pubblico, partecipare a fiere ed eventi specializzati nonché, quando possibile, a concorsi e rassegne di natura letteraria.

Che progetto hai in futuro?
Come autore  sono in attesa di collezionare idee e materiale per una seconda opera alla stregua de “La Camera di Ozio”. Ho in mente di narrare un’avventura, magari dove ci sia una donna come protagonista, ma contemporaneamente vorrei inserire concetti di ampio respiro a sfondo esistenziale e metafisico, nel senso che vorrei affrontare alcune questioni che permettano al lettore di meditare su ciò che li circonda e di quanto possa esistere al di là della semplice percezione sensibile. Sempre senza la presunzione di salire in cattedra con le risposte a tutti i problemi, ma con la speranza di stuzzicare la curiosità ed indurre ad approfondire alcuni aspetti che magari appartengono alla sensibilità di molti, pur non riuscendo a concretizzarsi in un pensiero cosciente.
Con la narrativa erotica, credo di potermi ritenere soddisfatto così. Non è un argomento che mi stia particolarmente a cuore sviluppare ed “Iris – una notte di scelte” è stato per lo più un esercizio letterario che ha tratto origine da alcune righe scritte verso i diciassette anni e ritrovate in un file del mio vecchio PC qualche anno fa. Certo, qualora un domani dovesse diventare un best-seller, poteri anche piegarmi alla logica del profitto (e probabilmente neppure in modo disdegnoso), ma un nuovo erotico rischierebbe di perdere quell’originalità che mi auguro contraddistingua la lettura di “Iris”.

Quando non scrive, a  cosa si dedica Federico Ferrari?
Sono attivo nel settore immobiliare e, occasionalmente, docente di contrattualistica presso un ente di formazione professionale.
Attualmente, però, sto cercando di sviluppare anche una serie di iniziative di carattere turistico per la promozione del mio territorio. La provincia della Spezia ed il suo Capoluogo non sono ancora valorizzate pienamente per le potenzialità che possono esprimere. Oltre alle bellezze naturali ed architettoniche che incantano tutti coloro che hanno avuto la fortuna di transitare dalle mie parti, in città si trova un circuito museale di tutto rispetto che spazia dall’ambito del mare a quello della cultura etnografica, dai trasporti alla pittura ed alla scultura.
Per quanto riguarda il tempo libero cerco di leggere, andare al cinema e partecipare agli eventi che la mia città propone. Mi piace anche viaggiare e, quando riesco a ritagliarmi più di un weekend, cerco di visitare l’Italia in lungo e in largo, con una particolare predilezione per le città d’arte ed i percorsi enogastronomici.

Bio
Nasce a La Spezia il 25 aprile 1978.
Consegue la maturità scientifica nell’istituto scolastico cittadino e pratica pallanuoto al livello agonistico nella società sportiva “Lerici Sport”. Successivamente consegue la laurea magistrale in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Parma.
Lavora come impiegato amministrativo e contabile in un’impresa edile della città natale per circa dodici anni, anche se passione personale e predisposizione al contatto col pubblico lo portano ad avvicinarsi saltuariamente ad altre professioni come quella del barman, responsabile della sicurezza per i bagnanti, agente immobiliare e da ultimo (per ora) sommelier.
Nel 2013 ha pubblicato con la Liber Iter casa editrice elettronica il romanzo La camera di Ozio e, tramite la Youcanprint, il racconto a bivi Iris una notte di scelte.

Nessun commento:

Posta un commento