Elisa Manzini

Ospitiamo Elisa Manzini, artista dalle molteplici sfaccettature: scrittrice, sceneggiatrice, conduttrice radiofonica e molto altro ancora.
Elisa, scrittrice, sceneggiatrice, membro dell’ Actors Studio, conduttrice radiofonica, sognatrice e che altro ancora? Come convivono tutte queste sfaccettature di Elisa?
La verità è che mi annoio facilmente quindi devo sempre essere stimolata da novità, nella vita e sul lavoro. Ho studiato canto e recitazione per anni, nel 2005 ho vinto un concorso come autrice televisiva e mi sono ritrovata a scrivere per Comedy Central avendo Pietro Galeotti come mentore (autore di Fabio Fazio). Da lì sono stata assunta a Endemol e ho lavorato su due reality shows. Quando il mio contratto è scaduto ho deciso di fare una lunga vacanza a Los Angeles e mi sono innamorata del clima (sono meteoropatica!). Ho iniziato a scrivere per il cinema e per il teatro.

Come è nata l’idea del tuo romanzo Specchio, specchio delle mie brame? Ci puoi svelare qualche particolare della vicenda di Nicole?
L’idea della storia è nata quasi sei anni fa dopo aver visto un documentario su un broker di Wall Street che, in seguito ad un incidente, aveva perso la memoria. Il documentario mostrava filmati di lui prima e dopo l’incidente e ricordo di essere stata colpita dal fatto che sembrava due persone diverse: prima di perdere la memoria era un freddo uomo d’affari senza tempo libero e senza nessuna relazione sentimentale. Dopo l’incidente era diventato una persona dolce, mansueta, affettuosa, aveva lasciato il lavoro e trovato una compagna. Il suo modo di parlare era cambiato e persino il suo sguardo. Pensai subito fosse una storia incredibile.
Nicole si sveglia senza memoria dopo un incidente e si rende conto di non essere una persona piacevole. Ora però si sente diversa e vuole recuperare alcuni rapporti affettivi che aveva trascurato per anni. C’è però un colpo di scena (che non posso svelare).

Elisa sceneggiatrice, Elisa scrittrice… che cosa accomuna e differenzia questi due ruoli? 
La cosa che accomuna credo sia un computer e l’ispirazione che deriva dalla vita quotidiana e dalle persone che incontro (e qui a Los Angeles c’è tanta gente strana).
La differenza è che come sceneggiatrice devo dare spazio ai dialoghi, mentre come scrittrice di romanzi devo essere attenta anche alle descrizioni (anche se spesso il mio stile è poco descrittivo… la mia prof al liceo mi diceva sempre di essere troppo concisa).

Hai un genere letterario o degli autori che più di altri influenzano la tua scrittura
Non so se mi influenzano, ma amo Chuck Palahniuk (i primi romanzi), David Sedaris, autori teatrali come Tennessee Williams, Harold Pinter, David Mamet e classici francesi come Zola o Flaubert.
Amo romanzi che esaminano la psicologia dei personaggi.

Hai pubblicato il tuo romanzo con una casa editrice di grande nome. Ci racconti il percorso che ti ha portata ad Harlequin Mondadori
Ho iniziato a scrivere il libro parecchi anni fa, nei ritagli di tempo. Vivevo già a Los Angeles e scrivevo in inglese quindi non pensavo di pubblicare nulla in italiano, ma ho mandato il manoscritto a diversi agenti letterari. Dopo qualche mese un’agente mi ha risposto e da quel momento Rossella Monaco ha lavorato per me, cercando case editrici interessate a pubblicami. Devo tutto a lei e a La Matita Rossa.

Leggendo la tua biografia, si ha l’impressione che tu abbia attraversato diverse e numerose fasi artistiche, vivendo esperienze differenti e tutte interessanti. Ti definisci però “sognatrice”. Che altro sogna Elisa?
Il 2015 è stato un anno magico per me (tocco ferro e spero la magia continui per altri anni a venire): ho pubblicato il libro, ho trovato un uomo meraviglioso (e a Los Angeles è come trovare un ago in un pagliaio!), uno dei miei spettacoli teatrali è stato prodotto da un teatro importante e ho ripreso a viaggiare. Quello che sogno ora è di veder prodotto uno dei miei film (dopo tanti cortometraggi è ora di fare il salto di qualità). Sogno tante altre cose che sembrano sempre più importanti nel mondo: più tolleranza nelle persone, più compassione e meno egocentrismo e individualismo… sto cercando di lavorare su queste cose nel mio piccolo.

Come sei arrivata al prestigiosissimo Actors Studio?

Per caso (tutto nella mia vita è successo un po’ per caso). Un vecchio amico, Ron Gilbert, attore di talento e membro dello Studio, mi ha suggerito di mandare uno dei miei copioni alla Playwright/Directors Unit, la sezione per registi e drammaturghi dello Studio. Senza molte aspettative ho seguito il consiglio e un paio di mesi dopo mi hanno mandato un’email di benvenuto. L’Actors Studio mi sta facendo crescere come scrittrice e come artista, ho mentori come Mark Rydell e Martin Landau che mi incoraggiano e supportano e ogni giorno  incontro persone interessanti (oggi ero seduta di fianco a Bette Midler durante la sessione).

Progetti futuri…
Sto lavorando all’adattamento di uno dei miei spettacoli teatrali che tratta di schizofrenia e disturbi mentali, spero di scrivere un film interessante.
Voglio venire presto in Italia e magari fare un salto in Irlanda (meta sognata da tempo).
Sto scrivendo il mio secondo libro (speriamo piaccia alla mia agente e a Harlequin).
E nei ritagli di tempo aiuto mio marito a promuovere la sua band, Gun Hill Royals.
Grazie mille per l’intervista, mi sono divertita molto a rispondere a domande interessanti, ora vado a scrivere delle email di ringraziamento alle persone che mi hanno aiutato ad arrivare fin qui (a volte ci dimentichiamo di ringraziare).

Bio
Elisa Manzini nasce a Lecco. Frequenta il DAMS di Bologna, dove si laurea con una tesi sulla commedia musicale. 
Viene assunta come autrice a Comedy Central dopo aver vinto un concorso per giovani autori. Collabora con Endemol come autrice e casting director e per loro sviluppa nuovi programmi. 
Nel 2010 si trasferisce a Los Angeles. Scrive lungometraggi e continua a produrre segmenti per la TV e la radio italiana (Radio 24). Si cimenta anche sul web: crea una miniserie per la rete,“Hollywood Angels”. Scrive e dirige diversi cortometraggi presentati a vari festival. 
Nel 2013 diventa membro del prestigioso Actors Studio in qualità di drammaturgo. 
Per il teatro scrive gli spettacoli: “Going Down”, “It hits you when you know it”, “Portrait of a Soul” e “Tango and Love” (selezionato per il Summer Playwrights Festival di Los Angeles e prodotto dal Greenway Theatre a gennaio 2015). 
Attualmente sta lavorando all’adattamento cinematografico del suo play “Portrait of a Soul”. 




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