Ester Rizzo


Simona Zarcone ha incontrato Ester Rizzo, autrice di Camicette Bianche. Insieme hanno affrontato argomenti attuali e delicati come la sicurezza sul lavoro, l’immigrazione, il razzismo e l’integrazione.

"Camicette bianche. Oltre l'otto marzo". Quale cammino ti ha portato a questa storia?
In questa storia mi sono imbattuta per caso quando mi sono accorta che tra le vittime era menzionata Clotilde Terranova, una mia concittadina. La ricerca su di lei mi ha poi spinto a cercare i luoghi di origine e le storie delle altre italiane.

Perché, secondo te, la memoria di quanto accaduto, si è andata perdendo?
I motivo sono molteplici: il ricordo di questa tragedia è stato fagocitato da eventi storici che hanno segnato il secolo scorso, come le due grandi guerre; poi perché si tende sempre ad "attenuare o cancellare" i danni provocati dalla corsa sfrenata al progresso e all'arricchimento di una società che quasi sempre mira al raggiungimento dei più alti profitti; poi perché purtroppo la morte delle donne negli ambiti lavorativi di quei tempi faceva meno scalpore di quella degli uomini; perché in generale ed a tutte le latitudini la storia delle donne non viene mai degnamente ricordata ed onorata; infine perché quelle migranti per il Paese di partenza e per quello di arrivo altro non erano che numeri fra milioni di persone.       

La Cotton e le sue vittime, cos'ha dato origine a questa storia? A questa fabbrica che non esiste, a questa storia che non esiste?
Anche se non vi è certezza sull'origine della falsa storia della Cotton, pare che questa notizia inizia a circolare nel dopoguerra. Alcuni affermano che sia stata creata per evitare che la data dell’ 8 marzo fosse riconducibile ad una protesta di donne avvenuta nel 1917 in Russia o all'istituzione di questa giornata, nel 1908, proclamata dal Partito Socialista Americano e quindi che avesse una matrice comunista. Sicuramente con il trascorrere dei decenni si sono confuse le notizie relative all'incendio scoppiato nella Triangle e si sono attribuite al falso incendio nella Cotton. Credo comunque che possiamo affermare che l'8 marzo altro non è che una data convenzionale, che ricorda vari eventi accaduti sia negli Stati Uniti d'America che in Russia, e il rogo della Triangle è uno di quegli eventi.

Anche in America vi erano discriminazioni fra italiani del nord e italiani del sud. A cosa pensi sia stata dovuta questa differenza?
Era sicuramente una differenza riconducibile ad usi, lingue e costumi diversi tra gli italiani del Nord e gli italiani del Sud. I meridionali apparivano "diversi" dagli altri connazionali e venivano considerati "non idonei" a svolgere determinate mansioni lavorative. La discriminazione partiva dal momento dell'arrivo, quando venivano appunto catalogati in provenienti dal Nord o dal Sud dell'Italia. A questi ultimi venivano assegnati lavori più pesanti, meno qualificati e con minor retribuzione.

Nel terzo capitolo hai riportato uno stralcio della relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del congresso degli Stati uniti. Non sembra una descrizione tristemente attuale degli emigranti che cercano fortuna in Italia? Non sembrano le stesse cose che molti italiani lamentano?
Sì, sembra una descrizione tristemente attuale, come affermi tu, dei migranti di oggi. Pare che cento anni siano passati invano.

In tema di immigrazione e sicurezza, quanto è stato davvero fatto e quanto ancora, secondo te, c'è da fare?
In tema di sicurezza, da quel lontano 25 marzo 1911 sicuramente i miglioramenti sono stati notevoli, anche se continuano ad esserci molte lacune nella legislazione attuale. Per quanto riguarda alcuni Paesi (es. sud-est asiatico) le condizioni lavorative sono addirittura peggiori rispetto a cento anni fa.
Anche in tema di immigrazione norme e condizioni in Italia sono sicuramente da migliorare. I cosiddetti "viaggi della speranza" odierni risultano più terribili di quelli dei nostri connazionali emigrati un secolo fa.

Spesso gli italiani, lamentano il fatto che a "casa loro" devono adattarsi allo straniero, sostenendo che dovrebbe essere il contrario, visto che, quando l'italiano, va a "casa d'altri" deve adattarsi. Secondo te è vero? Ci adattiamo allo straniero a casa nostra? Lo straniero non si integra? Questo "adattarsi a casa propria", se così fosse, credi sia dovuto al trattamento che gli italiani che emigravano subivano?
 "Le regole di adattamento" mi fanno sorridere. A mio parere, se in ognuno di noi albergasse uno spirito vero e concreto di solidarietà non esisterebbero problemi di integrazione. Penso che la specie umana debba ancora evolversi tanto, tanto, in tal senso.

Sicurezza sul lavoro. Pensi che lo stato offra soluzioni concrete? A cosa, secondo te, vanno imputate le morti sul lavoro? Quanto in questo senso si può e si deve ancora fare?
La legislazione italiana ha delle norme atte a tutelare i lavoratori, anche se in contesti particolari (es. industrie con emissioni cancerogene) non ci sono tutele adeguate. Le morti sul lavoro a volte sono imputabili alla violazione delle norme di sicurezza, ad atteggiamenti superficiali e a gravi inadempienze da parte dei proprietari di industrie alla bonifica dei territori. Si può e si deve fare ancora tantissimo.

Sul sito  www.change.org , troviamo la petizione "Ridiamo dignità alle donne vittime dell'incendio della Triangle Waist". Petizione che mira a mantenere viva la memoria delle vittime, dando ad una via, ad una piazza, ad un luogo pubblico il loro nome. Come si stanno muovendo le cose in questo senso? Puoi ritenerti soddisfatta dei risultati finora ottenuti?
La petizione è stata lanciata insieme dal Gruppo Toponomastica Femminile e dall'editore Navarra. I risultati sono eccellenti: ad oggi per le intitolazioni alle vittime hanno già deliberato il comune di Marineo per via Vincenza Benanti; il comune di Erice per via Giuseppina Cammarata. Hanno effettuato proposte di intitolazione il comune di Giardini Naxos per piazza Lucia Maltese; il comune di Letojanni per via Rosaria Maltese; il comune di Capaci per via Giuseppina Cammarata; il comune di Noto per via Gaetana Midolo; il comune di Bisacquino per via Maria Anna Colletti e via Michela Nicolosi; il comune di Sambuca di Sicilia per via sorelle Caterina e Rosa Bona; il comune di Casteldaccia per via Vincenza Pinello e via Provvidenza Bucalo Panno; il comune di Licata per via Clotilde Terranova; il comune di Cerami per via Rosa Grasso e via Concetta Prestifilippo; il comune di Casamassima per via Antonia e Anna Vita Pasqualicchio.

Ester in futuro, ci farai dono di altre storie "perdute"?
Ho un'altra storia perduta che spero di poter recuperare.

Bio
Laurea in Giurisprudenza. Diploma di specializzazione Istituto Superiore di Giornalismo. Responsabile Commissione Donne Pari Opportunità Distretto Sicilia Fidapa. Referente per la provincia di Agrigento del Gruppo Toponomastica Femminile. Docente del corso di Letteratura al Femminile al CUSCA (Centro Universitario Socio-Culturale Adulti) di Licata. Collaborazione con testate giornaliste regionali e nazionali

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