Amanda Foley


Con Amanda Foley, autrice de La voce del vento edito da Rizzoli collana Youfeel, parliamo di Inghilterra vittoriana, letteratura e di tecniche di scrittura e lavoro.
Amanda, come e perché sei diventata scrittrice?
Per gioco. Una sera a cena da amici ogni uno ha detto qual era il suo sogno nel cassetto. Per la prima volta ho ‘confessato’ il mio ad alta voce e un amico mi ha detto: “Perché non lo fai, perché non provi, magari ci riesci”. Sono andata a casa, ho preso carta e penna ed ho iniziato a mettere giù quello che è stato poi il mio primo romanzo. Non avevo mai scritto nulla prima di allora, nessun elaborato, nessuna poesia, niente, nemmeno un diario, eppure appena ho preso in mano la penna quella sera, le parole hanno iniziato a riversarsi a fiume riempiendo pagine e pagine. Probabilmente erano già lì, chissà da quanto, aspettavano solo che le facessi uscire.
Ci racconti come è nata La voce del vento e perché hai deciso di ambientare la storia nell’Inghilterra Vittoriana? 
L’idea dell’ambientazione Vittoriana è frutto della mia passione per il romanzo storico, specie di quel periodo. Per quanto riguarda la storia mi sono ispirata ad un fatto realmente accaduto.
La protagonista Kitty è una donna del suo tempo, ma anche moderna: appassionata, decisa, indipendente. Cosa c’è di Amanda Foley in Kitty, a parte il desiderio di scrivere? 
Un mix di tutto, ma quello che più mi avvicina a Kitty è il bisogno di indipendenza.
Hai un genere letterario di riferimento, che apprezzi particolarmente come autrice e lettrice? 
Come lettrice sono molto attenta ai dettagli, allo stile e alla struttura. Non riesco ad affrontare un libro scritto male. Leggo perché voglio approfondire concetti e pensieri e imparare da chi sa scrivere davvero. Avendo letto classici per decenni ora, quando entro in libreria, i piedi mi conducono verso autrici che regalano importanti introspezioni psicologiche dei loro personaggi, soprattutto femminili. Il nostro mondo, quello femminile, è fatto di sfaccettature che meritano di essere analizzate per capirci e farci capire. Dalla Fallaci alla Dunne passando per la Fredriksson, la Chevalier e così via. Tanto di cappello a Baricco, Coelho. La lista è lunga…
Tu hai un’esperienza alle spalle come scrittrice con una Casa Editrice importante come Mondadori. Mi daresti un consiglio per chi ha un manoscritto e vorrebbe vederlo pubblicare? 
Essere il più accurati possibili nella stesura del manoscritto, mi riferisco alla grammatica, allo stile e agli eventi. Gli editori sono molto selettivi e non accettano approssimazioni. Pertanto prima di inviare consiglio di rileggere la propria opera fino allo sfinimento e quando per noi è ‘perfetta’ darla in pasto ad amici o conoscenti in grado di fare critiche dove ce ne sia bisogno. Fatto questo non resta che armarsi di pazienza e sperare in un miracolo…
Come prepari la stesura di un romanzo? 
Dovrei dire che preparo una scaletta, un piano di lavoro e via dicendo, ma la verità è che un’idea di base c’è, ma a parte questo il resto viene da sé. Apro il computer, guardo la tastiera e inizio a scrivere. La  prima frase è l’inizio di un viaggio di cui non conosco né tappe né destinazione. È la storia a condurmi, sono i personaggi a dare vita al romanzo. Detta così può sembrare assurda, una volta mi sono ritrovata con un cadavere nella seconda pagina e non avevo idea del perché fosse morto. L’ho scoperto durante la stesura. Per questo dico sempre che scrivere, almeno per me, è vivere una magia, entrare in uno stargate senza sapere cosa mi attende. 
E in futuro Amanda Foley cosa riserverà ai suoi lettori? 
Sono alle ultime battute di un romanzo che definirei spumeggiante, sia per il tema trattato che per lo stile mentre un altro è in corso di valutazione, ma sarà il verdetto inappellabile degli editori a decidere le mie sorti. Che il cielo me la mandi buona…

Breve Bio 
Amanda Foley è lo pseudonimo di Silvia Marangoni. Nata al Lido di Iesolo vive nel veneziano e lavora presso un’azienda di energie rinnovabili. Nel 2004 Il Messaggero ha pubblicato due elaborati nella rubrica Caro Diario di Maurizio Costanzo. Nel 2005 Mondadori ha pubblicato un romanzo storico uscito in edicola. Nel 2011 un elaborato in gara al concorso nazionale di scrittura ‘I Colori delle Donne’ è stato segnalato ed inserito nell’antologia I Colori delle Donne. Nel 2014 Rizzoli ha pubblicato il suo secondo romanzo storico nella collana You Feel.

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