Miriam Tocci


Simona Zarcone ha incontrato Miriam Tocci autrice di Un cuore ovale per Rizzoli YouFeel e insiema a lei ha parlato di letteratura, creatività, torte e sport…

Quando è nata "Miriam scrittrice"?
Eh, bella domanda! Intanto questo “Miriam scrittrice” mi fa un certo effetto…ha un bel suono, direi!
A parte gli scherzi, posso dirti che da bambina giocavo inventando storie e ogni volta che mi rimettevo a giocare aggiungevo nuovi tasselli ai precedenti, quindi “la testa” di chi ama strutturare trame credo di averla sempre avuta. Poi dai tempi delle scuole medie ho iniziato a cimentarmi nella scrittura di piccoli racconti, addirittura di un giallo, se non ricordo male, tutte cose segretissime che conservavo in numerosi quaderni. 
Il mio primo vero romanzo l’ho scritto qualche anno fa, un Urban Fantasy che è stato pubblicato nel 2011.

Cosa ti ha spinto a cambiar genere, passando dal fantasy al romance? 
Scrivendo non si finisce mai d’imparare e volevo provare a scrivere storie di vita reale, problemi e situazioni di tutti i giorni in cui chiunque può ritrovarsi, con l’intenzione di lasciare un messaggio il più possibile positivo per ogni storia d’amore, un messaggio di rinascita, in qualche modo. 
Anche il mio Urban Fantasy era incentrato su una storia d’amore e sull’amore a tutto tondo. 
È sempre questa la chiave di lettura, il leitmotiv che mi è d’ispirazione: l’amore fra due cuori incorniciato dall’Amore con suoi mille volti. 
Possiamo dire che per il momento ho solo messo da parte il lato fantastico delle mie storie. 

Sei una creativa a tutto tondo, fotografia, cake design. Cos'è per te creare, scrivere, dare vita e corpo alle idee?  
Un’ esigenza, ecco, ho risposto a caldo. Sento di dovermi esprimere assecondando questo lato di me nonostante abbia una famiglia, due bambine e una professione in ambito fiscale a riempirmi le giornate. E poi le mie figlie sono felicissime delle mie torte!
Il poter “creare” non è un delirio d’onnipotenza che mi fa sentire padrona di fare e disfare, è più il piacere di stare a guardare cosa può venir fuori da un’immagine, un’idea, un piccolo particolare. È bello, mi fa bene al cuore!

C'era una volta... "Un cuore ovale". Cos'ha ispirato questa bella storia?  
Una partita di Rugby!
Ospitavo una carissima amica appassionata di questo sport. Essendolo anch’io, ci siamo messe a guardare il Sei Nazioni sul divano di casa mia e mentre seguivamo i ragazzi della nazionale ho cominciato a fantasticare sulla storia e sui connotati di Francesco: ruolo di pilone, stazza granitica e un grande, tenero cuore. Poteva essere uno qualsiasi dei giocatori sullo schermo. Ma l’ispirazione vera è arrivata dalla filosofia che anima il Rugby, uno sport in cui alla rudezza si contrappone il fascino di movenze quasi coreografiche delle figure di gioco, in cui la competizione sul campo diventa rispetto e amicizia anche fuori, fra avversari e tifosi: non a caso nel Terzo Tempo si festeggia tutti insieme come un’unica squadra! 
Il Rugby non è solo un gioco è davvero un modo di vivere. 
Con queste premesse ho pensato che l’anima gemella per un uomo come Francesco fosse Serena, una donna che “serena” non è, che cade e si rialza ad ogni colpo della vita come fa un giocatore di rugby, anche se lei di questo sport non sa un’acca, una donna tenera e forte, fatta su misura per lui.
 Quanto all’ambientazione, ho scelto luoghi a me cari, addirittura una fattoria davanti alla quale passo tutte le mattine che potrebbe benissimo essere quella di Serena! 

Dicono che viviamo in un mondo dove s'insegna alle donne a difendersi dalla violenza degli uomini, ma non s'insegna agli uomini a non esser violenti con loro. Tu cosa ne pensi? 
Credo sia impossibile esprimere un pensiero in poche righe su questo argomento tanto complesso. 
Per “violenza degli uomini” immagino s’intenda quella fisica ma la violenza ha molte facce, non ci sono solo le botte fra le mura domestiche, è anche psicologica, non lascia segni visibili ma crea disagi interiori ugualmente invalidanti e difendersi diventa più difficile. 
Quanto “all’insegnare agli uomini a non essere violenti con le donne”, penso che l’insegnamento, nel bene e nel male, venga dalla famiglia in primis e in buona parte dalla società con i fatti e con l’esempio, bisogna partire da qui. Le persone violente spesso hanno ricevuto violenze a loro volta e diventa un circolo tragicamente vizioso. 
Quello che mi fa riflettere è che al giorno d’oggi si stiano diffondendo fenomeni violenti come il “bullismo” fra i giovani e più giovani, maschi e femmine, e questa distinzione di sesso fra chi è vittima e carnefice non sembra esserci più..

Miriam lettrice. Quali sono i mondi in cui ama viaggiare? 
Spazio molto e ho molti miti! 
Ho iniziato con mondi fantastici e atmosfere celtiche, quelli delle saghe di Marion Zimmer Bradley (Avalon e Darkover); nel mio cuore è, e resterà sempre, “La Storia Infinita”di Michael Ende. 
Ogni tanto riprendo in mano alcuni classici della letteratura italiana e britannica e trovo sempre molto da imparare!
 Adoro il romance - che sia contemporaneo o storico, romantic suspense o paranormal - nelle sue molteplici varianti, e potrei elencare un bel po’ di titoli e nomi non solo d’oltreoceano, perché qui in Italia abbiamo bravissimi autori e autrici! 
Leggo narrativa, mi piace il thriller e il noir, le poesie. Amo viaggiare in Mondi di storie, insomma!  

Quali altre storie ci donerà la tua penna in futuro?
Beh, al momento sto lavorando a un’altra storia d’amore e rugby…come vedi io per prima mi sono affezionata al soggetto, o meglio, AI soggetti!
 Poi ho un paio di altri progetti nel cassetto, un romanzo paranormal da terminare e un altro romance contemporaneo… e poi, e poi, e poi, nel senso che adoro scrivere storie esplorando mondi nuovi ed è quello che farò!

Bio
Miriam Tocci nasce a Roma nel maggio del 1977. Appassionata sin da giovanissima di libri e di mitologia greca e celtica, trascorre ore sui romanzi di Marion Zimmer Bradley e Michael Ende. Le prime storie comincia a scriverle a dodici anni e in ognuna, fino a oggi, il leitmotiv è sempre stato l’amore nelle sue molteplici manifestazioni.
L’esordio nel 2011, con un romanzo Urban Fantasy intitolato: “Il Destino dei Due Mondi-L’Angelo dalle ali nere”; nel 2012, con il racconto: “La sua voce in un respiro” si classifica in un concorso e partecipa all’antologia intitolata: “Stirpe Chimerica Vol.1”. Sempre nel 2012 mette da parte la vena fantastica per dedicarsi al romance, quindi scrive racconti d’amore per alcuni blog e, come coautrice, pubblica il suo“ Natale ancora” in un’antologia intitolata: “Love at Christmas – Tre racconti di Natale”. Nel 2013 è di nuovo coautrice della raccolta: “C’è amore nell’aria – Quattro romantiche storie d’amore” con il racconto: “Backstage in love”.
Nella vita ama gli animali, la sua caotica famiglia e tutto quello che stuzzica in lei la creatività: dagli scatti con la Reflex, al cake design. 
«Esistono mondi di storie» titola il suo blog, «e vale la pena di viverle e di scriverle».
Il link al mio blog è http://miriamtocci.wordpress.com/  
Il link alla pagina facebook di “Un cuore ovale” è 

Nessun commento:

Posta un commento