Diego Collaveri


Incontriamo oggi Diego Collaveri per parlare del suo ultimo romanzo giallo Anime Assassine e dell’iniziativa umanitaria a favore dell’associazione Aiuti per l’Etiopia alla quale andranno i proventi della vendita del libro.

Musicista, sceneggiatore, poeta e scrittore, sei un artista eclettico.  Fra queste espressioni d’arte ce n’è una che senti istintivamente più tua e che esprime meglio te stesso?
Sicuramente la sceneggiatura, in quanto è legata a una profonda passione per il cinema ed è stato il mio lavoro per parecchi anni. È un concetto di scrittura molto più ampio e complicato, perché concerne veicolare la fantasia e la trama a una realizzazione possibile, quindi vanno tenute in considerazione molte variabili, rispetto a quando si scrive narrativa.

Il tuo debutto nella narrativa è avvenuto con un giallo.  Per quale motivo hai scelto questo genere? E c’è un autore giallo e un romanzo giallo che consideri imprescindibili ed essenziali?
Sono da sempre un appassionato del giallo classico e sicuramente l'autore che più mi ha affascinato e influenzato è stata Agatha Christie. Il sottile gioco tra i personaggi, le trame nascoste, il saper dosare gli eventi per celare gli indizi. Beh, è senza dubbio la regina del genere, inarrivabile. L'opera che più mi ha intrigato è stata “Dieci Piccoli Indiani”. Il concetto che è alla base del libro è davvero incredibile.

Raccontaci com’ è nata l’dea dell’ispettore Quetti.
L'idea è nata mentre svolgevo il servizio civile durante l'anno di leva obbligatoria. Con gli altri obiettori volevamo prendere in giro il coordinatore che avevamo nell'associazione, un personaggio ridicolo. Così è saltato fuori Tarzelli, il segretario dell'ispettore Quetti, e pensai che fosse un'ottima spalla da affiancare a un personaggio totalmente all'opposto. Presi la palla al balzo per partecipare a un concorso di narrativa e così scrissi “l'Enigmista” un racconto breve, che poi sarà il capitolo d'apertura del primo libro di Anime Assassine.

Libro tradizionale o ebook?
Per gusto personale amo la carta. Amo vedere gli scaffali pieni. Lo stesso vale per il cinema; i film che possiedo li ho tutti originali. Come tutte le cose mi rendo conto dei pro e dei contro, e senza dubbio il mercato digitale è la nuova frontiera. Quindi bisogna farne parte senza pregiudizi.

Cosa consiglieresti a chi si avvicina al mondo della scrittura e vorrebbe pubblicare il suo libro? Mi riferisco sia all’ipotesi di self publishing che al caso di pubblicazione tramite casa editrice.
Ho sempre preferito la pubblicazione tramite casa editrice, per il concetto alla base che un autore non può giudicare obiettivamente il proprio lavoro/capacità. Deve esserci un filtro qualitativo e professionale che fa da spartiacque e giudica oggettivamente un prodotto, anche perché oggi si assiste sempre di più alla tendenza del “se lo fa lui posso farlo anch'io”, cosa che mal si sposa con la scrittura. Al tempo stesso però oggi assistiamo a un mercato editoriale soffrente e votato solo all'aspetto economico del prodotto, quindi il self è un'ottima alternativa. Purtroppo, non avendo il filtro che dicevo prima, ci ritroviamo gli store saturi di prodotti che non avrebbero dovuto vedere la luce, in cui spariscono gli autori meritevoli. È un po' come un cane che si rincorre la coda.

Parliamo adesso di un tema estremamente importante come la iniziativa umanitaria che hai voluto intraprendere e legare al tuo libro Anime Assassine Anche tu te ne andrai.
Volevo  dare a quel che facevo una dimensione più utile, uscendo dalle logiche editoriali. Da anni sono un papà a distanza, tramite l'associazione Centro Aiuti per l'Etiopia a cui andranno i proventi del libro, e ho sempre sentito molto forte questa cosa. Non avendo la possibilità di poter contribuire di più economicamente ho pensato che potevo donare ciò che avevo, in questo caso la scrittura e il personaggio a me più caro.

Penso sia evidente e palese che a livello di grandi organismi internazionali (ONU, FAO) non si stia facendo abbastanza per il continente Africano. Vorrei conoscere la tua opinione al riguardo ed eventuali idee e proposte che, secondo te, si potrebbero e dovrebbero prendere in considerazione.

Purtroppo finché gli interessi economici delle grandi potenze continueranno a sfruttare i paesi poveri per il proprio tornaconto, senza permettergli di crescere, l'unica cosa che può esser fatta è tamponare il possibile, anche se è sempre troppo poco. Mi piacerebbe avere una soluzione, ma credo che sarebbe solo utopia. L'unica cosa che credo è che tutti possiamo aiutare e dare il proprio contributo quando si crede che questo, per quanto piccolo, possa significare qualcosa.

Bio 
Diego Collaveri, nasce a Livorno il 27/02/’76. Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale come chitarrista e arrangiatore, collaborando per EMI Music. 
Nel 2000 si cimenta con la scrittura e i vari concorsi di poesia/narrativa, da cui arrivano subito riconoscimenti e pubblicazioni.
Nel 2001 comincia a lavorare dietro le quinte di alcune compagnie di musical, per poi arrivare al progetto “Rocco e i suoi orrori”, proponendo a livello nazionale una riduzione musicale di The Rocky Horror Picture Show, che verrà annoverato tra i cast internazionali dell'opera.
Nello stesso anno debutta nella sceneggiatura, prima teatrale e dopo per il cinema breve.
Nel 2002 la passione per il grande schermo lo porta a dirigere, con mezzi di fortuna, il primo cortometraggio che vince il concorso Minimusical indetto dal quotidiano La Repubblica e la casa di produzione Fandango, che gli permette di divenire collaborato di quest'ultima per i successivi tre anni.
Per implementare le conoscenze registiche intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi) per apprendere le tecniche di regia, studiando al tempo stesso testi didattici e storia della cinematografia.
Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per la produzione di cortometraggi, videoclip e riprese di spettacoli live. Molte delle opere realizzate hanno ricevuto premi a livello nazionale e distribuzioni televisive.
Nel 2004 partecipa, assieme ad altri registi, alla realizzazione di un mediometraggio prodotto e distribuito da EmmeFilm srl, che entra nel circuito dei festival cinematografici internazionali. 
Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a  intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. 
Dal 2009 è inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei Italiani. 
Nel 2013 alcuni racconti brevi dell'ispettore Quetti sono stati pubblicati sul settimanale Cronaca Vera.
Da Febbraio 2014 è tra i collaboratori di LaTelaNera.com realizzando articoli e recensioni cinematografiche.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è presente in molte antologie letterarie; per maggiori dettagli,

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