Viviana Giorgi


Una piacevole chiacchierata con Viviana Giorgi autrice di Un amore di fine secolo edizioni Emma Books a proposito di letteratura, romance, libri importanti…

Viviana perché un romance ambientato nel passato? Come  è nata l’idea di Un amore di fine secolo?
Intanto, Laura, vorrei ringraziarti moltissimo per avermi invitata nel tuo blog, per la bellissima recensione che hai scritto e per questa intervista. Dunque… L’ho ambientato nel passato perché io amo i romance storici – anche se oggi vanno meno di moda che in passato - e da tempo volevo pubblicarne uno. Figurati che ne ho altri due più o meno pronti, in attesa di una bella revisione, ambientati in Inghilterra in epoca Regency. Chissà, forse un giorno ce la farò a riprenderli in mano.

La protagonista del romanzo, Camille, è una donna intensa, anticonformista, appassionata e forte. Quanto di Viviana ritroviamo in lei?
Ma…Vorrei dirti molto, ma io in verità sono meno impulsiva e determinata di lei e meno passionale. Forse è per questo che riverso nelle mie protagoniste quelle caratteristiche che non mi appartengono veramente, ma che non mi spiacerebbe che fossero mie.

Perché hai deciso di ambientare il tuo romanzo a New York? E come scegli, in generale, il luogo dove si svolgono le vicende che racconti?
Ho scelto New York alla fine del XIX secolo: primo, perché sia il periodo che la location non sono particolarmente sfruttati nel romance storico; secondo, perché mi sembrava il periodo migliore per dare vita a un’eroina un po’ fuori dagli schemi tradizionali che si potesse comportare in modo moderno senza risultare anacronistica.
In generale, le location nei miei romanzi sono fondamentali e la storia non può prescindere dal luogo, perché è il luogo stesso a determinarla. Poi è anche vero che sono anche un po’ esterofila e che mi piace viaggiare anche quando scrivo. Scelgo spesso gli Stati Uniti perché li amo, ma nei prossimi romanzi tornerò in Italia e mi limiterò ad un viaggetto oltre Manica. Le mie eroine, comunque, sono e saranno sempre italiane: la cultura e le tradizioni italiane non mancheranno mai nelle mie storie.

Che tipo di lavoro precede un romanzo come Un amore di fine secolo, ricco di riferimenti storici?
C’è parecchio lavoro di documentazione (anche se vorrei specificare che il mio è un romance e non uno storico puro) e molto lavoro di verifica perché è facile cadere nel trabocchetto storico. Non solo ho 
controllato nomi, vicende e luoghi, ma spesso le mie ricerche sono andate oltre le esigenze del racconto perché mi entusiasmavano!  New York, alla fine dell’800 era una città vivacissima, piena di fermenti e impulsi anche per una donna, con personaggi eccezionali che avevano il desiderio di trasformare la loro città nella prima città al mondo, anche nel campo della cultura. Be’, quella che vediamo oggi è la città che si è sviluppata in quegli anni, in fondo, no? E poi, io adoro New York  ed esserci tornata, anche se solo con la mente, mi ha reso felice. 

Una curiosità, c’è un libro che ti piacerebbe aver scritto?
Uno? Non sai quanti! Non solo i grandi capolavori, ma anche romanzi di evasione (come sono i miei) che mi sembrano perfetti. Perché, mi chiedo spesso leggendo, questa storia non è venuta in mente a me? Orgoglio e Pregiudizio, Madame Bovary, quindi. Ma anche certi titoli della Chase o della Quinn, per rimanere in campo romance storico, o di Lee Child o Robert Crais in campo thriller, un altro genere che amo.

Daresti un consiglio a chi ha un manoscritto nel cassetto e vorrebbe vederlo pubblicato?
Consiglierei di mandarlo agli editori digitali, che hanno tempi molto più veloci di quelli tradizionali. E, nel caso decidessero di autopubblicarsi (una via che offre moltissime possibilità), farsi fare un editing da un editor professionista, non dall’amica o dalla mamma. E infine, consiglierei anche di stare attentissimi agli errori di ortografia che sfuggono a volte anche agli editor. Un libro sciatto, poco curato, con troppi errori anche se con buone idee, è a mio avviso illeggibile. 

Editoria tradizionale o digitale?
Entrambe. I vantaggi del digitale sono evidenti e se, come sta già accadendo, i numeri del mercato digitale continueranno a crescere, i due tipi di editoria, almeno in materia di vendite, saranno più bilanciati. Certo, uscire con un editore tradizionale permette all’autore di allargare la propria fascia di lettori e di promuoversi più direttamente (non mi dispiacerebbe un giorno vedere un mio libro nella vetrina di Feltrinelli o Mondadori), ma, in ogni caso, l’ importante è ricordare sempre che un romanzo è un romanzo, che sia stampato su carta o su una piattaforma digitale, e che la cura che si deve impiegare nella sua stesura e nel dargli una veste editoriale degna è la medesima. Digitale NON significa di serie B. Dopo avere incontrato al recente Women’s Fiction Festival un’autrice/imprenditrice come Bella Andre, posso dirlo ad alta voce. 

In un prossimo futuro Viviana ci regalerà…
Grazie per questa domanda Laura… Spero di poter uscire per Natale con una nuova commedia romantica, incrocio le dita per farcela. Sono piuttosto indietro, lo ammetto. Ma mai dire mai.

Bio
Ex giornalista, milanese, amante dei bassotti e dei gatti rossi, Viviana Giorgi scrive per lo più commedie romantiche contemporanee, più speziate che sfumate, con eroine decise, ma un po’ imbranate e non certo sofisticate, ed eroi gloriosamente da sballo. Tra una romantic comedy e l'altra, ogni tanto si lascia tentare anche dal lato più sorridente e vivace del romance storico, suo primo indimenticato amore. Il lieto fine per Viviana Giorgi? Obbligatorio e altamente glicemico, sia che la sua eroina vesta in jeans o in stile impero. Perché, come ripete spesso: se si deve sognare, meglio farlo alla grande, no?
È tra le socie fondatrici di EWWA, European Writing Women Association.
Al momento pubblica per EmmaBooks.

Viviana su Twitter: @VivianaGiorgi1

2 commenti:

  1. Grazie Laura per avermi invitata sul tuo bellissimo blog e grazie per le bellissime domande che mi hanno dato la possibilità di parlare di me e di ciò che amo scrivere.
    Un abbraccio
    Viviana

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  2. Grazie a te Viviana, anche per me è stato piacevolissimo e interessante!!!

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