Chiara Parenti


Una chiacchierata con Chiara Parenti, la frizzante e simpatica autrice di Tutta colpa del mare (e anche di un po’ di mojito) per Rizzoli Youfeel.

Quando e perché nasce Chiara Parenti scrittrice?
Oddio, scrittrice è una parolona! Autrice mi pare più azzeccato. Ho sempre adorato inventare storie ma l’idea di scriverle è nata per caso: per gioco, in realtà. Un pomeriggio d’estate del 2008, scherzando con mio marito sul mutuo da pagare, mi disse che avrei dovuto mettermi a scrivere le mie storie, così sarei diventata famosa come la Rowling e ci saremmo trasferiti in un castello senza più il mutuo da pagare. Ora, ovviamente non abitiamo in un castello (e il trasferimento non pare neanche tanto imminente, per la verità) e la rata del mutuo arriva puntuale ogni mese come le mestruazioni, però ho scoperto che scrivere mi piace sopra ogni cosa. Oggi i libri sono diventati la mia più grande passione e ora non so più come si fa a smettere.

In che modo sei venuta a conoscenza della collana Rizzoli Youfeel? 
È stato un puro caso, oppure era destino, decidete voi. Nell’inverno scorso, stavo come sempre sbattendo la testa qua e là in cerca di qualcuno che volesse pubblicare un mio romanzo. Su suggerimento di una mia amica, bussai alla porta delle EWWE, l’associazione a cui sono iscritta (European Writing Women Association), per avere qualche dritta su come muovermi nei territori aspri e impervi dell’editoria italiana: mi consigliarono di chiedere ad Alessandra Bazardi. Ecco, quella telefonata ad Alessandra Bazardi non la scorderò mai più. Io stavo blaterando di questo mio romanzo e lei a un certo punto mi interruppe (anche perché sì, lo ammetto, sono logorroica) e mi chiese di mandarle una storia per un nuovo progetto a cui stava lavorando. Non poteva ancora rivelarmi di cosa si trattasse, ma ricorderò per sempre le sue parole: “Hai presente il famoso treno che passa una sola volta nella vita? Be’, questo è un Freccia Rossa. Ti conviene non perderlo...” E capii subito che doveva essere davvero un’opportunità da cogliere al volo, specie per una come me che non era neanche mai arrivata in stazione. 
Ah, tanto per la cronaca, l’altro romanzo, quello da cui tutto è partito, giace ancora beato nel cassetto, tra muschi e licheni.

Quanto c’è di te in Maia, la protagonista del tuo romanzo “Tutta colpa del mare”?
Potrei dire che Maia è il frutto della mia fantasia, ma chi mi conosce bene mi smentirebbe entro due secondi. Maia mi somiglia, eccome! E anche i suoi compagni di avventura, sia quelli simpatici sia quelli più tremendi, hanno un loro “alter ego” nella realtà. Ma non dico altro, altrimenti qui finisce che mi denunciano!

Tu e la Versilia. Quale ricordo ti lega a questa terra?
Se dici mare, io dico Versilia. Abitando a Lucca e quindi a soli pochi chilometri di distanza, è lì che ho passato la maggior parte delle estati da quando ero piccolissima. Perciò ambientarci la storia di Marco è Maia è stato naturale per me, e i ricordi che ho di questo “mare”, sono quelli di una vita.  

Una delle tue passioni è la scrittura creativa. Chi si avvicina a questo tipo di scrittura? Solo gli aspiranti scrittori?
In generale, direi che la scrittura, da un punto di vista psicologico, dà all'uomo “l'illusione” di poter lasciare un segno, di far sì che i propri pensieri gli sopravvivano. Molti psicoterapeuti individuano nell’attività del narrarsi il fulcro del processo terapeutico. Per questi, l’uomo costruisce e ricostruisce i propri mondi narrandoli, e con questi la propria identità. Quindi, scrivere fa bene a tutti, non solo agli aspiranti scrittori. Pubblicare, però, è un’altra cosa.

Hai scritto un saggio: “Come correggere il proprio romanzo”. Quali consigli ti senti di dare a chi vuole intraprendere la strada dell’auto pubblicazione?
Oggi l’autopubblicazione è un ottimo modo per farsi notare dai grandi editori. Sono sempre di più i casi di romanzi self che, dopo aver scalato la classifica di Amazon, sono stati acquisiti dalle big dell’editoria. È indubbio che tra i prodotti auto pubblicati, ci siano quelli buoni e quelli meno buoni. Il consiglio principale credo sia quello di far revisionare sempre il manoscritto a un bravo editor perché la fase di editing è imprescindibile e non può essere fatta dall’autore stesso. 

Oltre che una scrittrice sei anche una giornalista e in questa veste hai scritto un libro: “Papa Francesco. Apertura, dialogo e umiltà. Ecco il pontefice della svolta”. Cosa ti ha maggiormente colpito di questo papa?
La sua semplicità. Guarda all’essenziale, arriva dritto al cuore. È Rivoluzionario in certi modi di fare e, di certo, un gran comunicatore. Qualche mese fa, per via del mio lavoro, ho avuto l’opportunità di vederlo di persona. Uno può essere credente o meno, ma stare sul sagrato di San Pietro, con la piazza gremita davanti e a pochi passi da lui, è stata un’esperienza che difficilmente si può dimenticare.

Progetti per un tuo prossimo romanzo: un’altra storia d’amore?
Sì, sono una romanticona, in fondo. Anzi, a pensarci bene, neanche così tanto “in fondo”. A brevissimo uscirà un’altra storia rosa sempre per Youfeel (Rizzoli). In questi casi, mi pare che si debba dire che è tutto ancora top secret e non posso parlarne, quindi mi adeguo. Dirò solo che è una storia molto diversa da “Tutta colpa del mare”, più ironica, ma comunque sempre romantica. Un po’ sullo stile di Emma Chase, hai presente? Ecco. E a raccontarla, stavolta, sarà il protagonista maschile. È la prima volta che indosso i panni di un uomo e devo dire che mi sono divertita tantissimo.

Bio
Chiara Parenti è laureata in Filosofia, è giornalista pubblicista e lavora nell’ambito dell’editoria e della comunicazione. Appassionata di scrittura creativa, è autrice di un manuale di scrittura e coautrice di diversi saggi. Per info: www.chiaparenti.com

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