Giada Trebeschi


Quando vede la luce "Giada scrittrice”?
La Giada scrittrice nasce a teatro. Ho recitato molti anni e a un certo punto ho deciso di mettere per iscritto le storie che, nel mio immaginario, nascono sempre per immagini. Non a caso la prima pièce teatrale che ho scritto è stata per il teatro-danza.

Cos'ha ispirato "La Dama rossa"?
L’aver avuto tra le mani gli incartamenti che parlavano della scoperta dello scheletro della Dama a Poggio Catino negli anni ’30. I miei romanzi nascono sempre da un fatto storico realmente accaduto. La Storia mi regala l’ispirazione. Le spoglie mortali della Dama si possono visitare a Roma al Museo Criminologico.

Sei l'autrice di altri due romanzi storici. Cos'ami di questo genere?
La libertà. Sembrerà strano ma in un romanzo storico dove bisogna stare attentissimi a ogni dettaglio per non fare errori di ambientazione o riferimenti storici, dove bisogna descrivere più nel dettaglio i costumi e gli usi di un tempo “altro” rispetto al nostro, si è in realtà molto più liberi di fare riferimenti al mondo attuale e di suggerire punti di riflessione e paralleli con quello contemporaneo. 

Cosa ti piace della storia
La Storia racconta la vita. Quello che eravamo influenza fortemente ciò che siamo diventati, cosa potrebbe esserci di più interessante da studiare?

Qual è il periodo storico che preferisci?
Questa è una domanda molto difficile. Ho un dottorato in Storia e sono una “modernista” cioè una studiosa di Storia Moderna anche se adoro il medioevo e la storia romana. Forse più che un periodo preferito direi più un luogo: l’Europa e il Mediterraneo.

Giada attrice. Cosa ami del teatro? 
Come la Storia, il teatro racconta la vita. I sentimenti, i vizi e le virtù umane. Gli uomini si dono evoluti molto dagli albori della civiltà a oggi, ma i loro sentimenti sono sempre rimasti fedeli a se stessi. Un geloso lo era alla fine del ‘500 esattamente come oggi, un soldato romano in Germania provava le stesse paure di un marines in Afganistan, o l’amore, non mi pare ci siano grandi differenze, con i dovuti distinguo, da Saffo alla Merini. E il teatro più di ogni altra forma d’arte rappresenta questo sentire sia attraverso le parole che i gesti e lo rende “visibile agli occhi”.

Cos'è per te recitare?
Recitare è una sfida prima di tutto con me stessa. E io adoro le sfide. Su un palco puoi essere chi vuoi, puoi regalare a un personaggio i tuoi pensieri proibiti, puoi osare la discesa nella tua parte più nera per rendere credibile un personaggio cattivo. Ancora una volta, pur nella costrizione di alcune regole, così come per la scrittura del romanzo storico, è libertà.

Che emozione ti ha dato sapere che anche all'estero leggono i tuoi libri?
Io vivo all’estero da molti anni e la prima cosa che ho pensato è stata: ah, finalmente anche i miei amici sapranno che cosa faccio tutto il giorno! Il fatto di aver vissuto in molte parti d’Europa ti spinge a considerarla un po’ casa e dunque non fare molte differenze di pubblico. Io scrivo per i lettori italiani in primis certo, ma anche per gli spagnoli, i francesi, gli inglesi, i tedeschi…

Quale percorso ti ha portata a pubblicare con una casa importante e prestigiosa come Mondadori?
Certamente la pubblicazione e il successo del libro prima in traduzione spagnola ha fornito una buona base di partenza ma il resto è stato frutto della qualità del libro e del lavoro della mia agente Cristina Tizian.

Con La Dama Rossa sei stata finalista al prestigioso premio Scerbanenco. Raccontaci qualcosa di questa esperienza.
In realtà sono stata finalista per il pubblico votante che mi ha voluto in cinquina ma solo semifinalista per la giuria che poi ha deciso diversamente. Ad ogni modo è stata una soddisfazione grandissima soprattutto per il fatto che sono stata selezionata fin dall’inizio dalla giuria senza che l’editore mi avesse nemmeno proposto. La cosa più emozionante è stato l’incredibile supporto del pubblico che mi ha appoggiata e votata fino a spingermi in cinquina. Una scalata che La Dama Rossa ha fatto tutta da sola, sulle sue gambe. Non posso che essere molto fiera del risultato.

E in futuro? Quali altre avventure donerai ai tuoi lettori?
Ho appena terminato un romanzo ambientato a Venezia alla fine del ‘500, un romanzo molto nero e duro e mi sono messa subito all’opera per il nuovo romanzo che sarà invece ambientato nell’800 ma non dirò altro, si sa, gli attori sono tutti scaramantici.

Bio
Nata nel 1973 a Reggio Emilia ma sono cresciuta a Bologna che è la mia città. Scrittrice di testi teatrali e attrice, ho due lauree, una in Lingue e una in Lettere indirizzo Storia dell'Arte; ho un dottorato di ricerca in Storia. Nel 2012 ho esordito in Spagna con La dama roja pubblicato da Algaida, Boveda.
Nel 2014 ho pubblicato La dama rossa per i tipi di Mondadori.

Attualmente vivo e lavoro in Germania.

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