Paola Grimaldi


Si chiacchiera di letteratura, scienza e mondi apparentemente inconciliabili, con Paola Grimaldi autrice di Un tramonto ancora edito da Rizzoli YouFeel.

Paola come hai deciso di diventare scrittrice?
Non penso di averlo deciso o pianificato, è venuto naturale. Mi ha sempre resa felice raccontare storie, inventare personaggi, costruire trame. È da quando sono ragazzina che riempio pagine e pagine. A un certo punto però tutto quello scribacchiare ha preso una forma più concreta e si è trasformato in qualcosa di consapevole. Volevo provarci sul serio e riuscirci. 

Tu hai una formazione scientifica. Esiste una possibile contraddizione fra questa e la tua vena creativa, artistica? E se esiste, come armonizzi queste due componenti della tua vita e del tuo carattere?
Io sono laureata in Scienze Naturali ma anche se conosco i processi fisici attraverso i quali si formano le nuvole quando guardo un cielo azzurro cosparso di ciuffetti bianchi non penso alla temperatura dell’aria e al punto di condensazione dell’acqua. Voglio dire che per quanto mi riguarda non c’è contraddizione: background scientifico e creatività si mescolano nella mia vita di tutti i giorni senza darsi fastidio a vicenda. Anzi, sono due caratteristiche della mia personalità, la prima acquisita con lo studio e la seconda innata, che si compensano e si aiutano.

Come è nata l’idea de Un tramonto ancora?
A volte mi capita di star lì con lo sguardo perso nel vuoto e la testa piena di pensieri, e sentire che un cassettino della mia fantasia si apre facendo uscire un abbozzo di idea. Poi se lo lascio andare, il granellino si ingigantisce e il resto della storia prende forma piano piano, con il tempo. Ciò di cui ero sicura quando ho iniziato Un tramonto ancora era l’ambientazione: volevo raccontare la Florida, luogo che ho scoperto durante un bellissimo viaggio fatto con la mia migliore amica. E poi quando l’ho cominciato stavo trascorrendo un periodo pieno di cambiamenti sentimentali, di persone incontrate, di esperienze vissute, di rinascite emotive e di amore ritrovato. Insomma, avevo davvero un sacco di cose da dire, anzi da scrivere!

Paul, il protagonista maschile, oltre che biologo è un uomo impegnato nella salvaguardia dell’ambiente. Quanto di tuo c’è in questo personaggio?
Di mio e di quello che è la mia vita c’è qualcosa in tutti i personaggi: Paul è un biologo e io sono una naturalista appassionata e felice della sua scelta universitaria, Alma è una giornalista e io scrivo da dodici anni articoli e notizie scientifiche per una delle principali riviste italiane di divulgazione, don Pedro è un ballerino di salsa e io ho fatto un corso di balli latino americani (ahimè, con risultati scarsini visto che non posseggo il benché minimo movimento di bacino). Anche la presenza di Bobak, il cagnone di Alma, non è un caso così come fa parte di me anche il ricorrente gazpacho; sono cresciuta con i quattrozampe e sono una fanatica mangiatrice e “preparatrice” di questo piatto spagnolo. 

Raccontaci di come hai deciso di contattare Yoyfeel…
In questi anni mi è capitato di conoscere tante persone: alcune sono scivolate via senza lasciare traccia, altre invece mi hanno dato fiducia e deciso di puntare su di me. È quello che è successo con Youfeel! 

Hai qualche consiglio per chi, avendo il classico manoscritto nel cassetto, volesse tentare di pubblicarlo?
Non ho la presunzione di dare consigli ma posso dire di non disperare e continuare a perseverare. Io ho fatto così e la mia tenacia, unita a un po’ di fortuna, è stata ripagata.

Che progetti hai per il futuro come autrice?
Ora che il  mio sogno di fare la scrittrice è diventato più reale vorrei trasformarlo in un progetto vero e proprio: continuando a imparare e diventando sempre più esperta, desidero seguitare a scrivere libri e farlo sempre meglio. E poi non credo che riuscirei a smettere, infatti nel mio fido computer ci sono già un sacco di pagine di un nuovo romanzo. Mi piace troppo scrivere! 

Bio
Vivo e lavoro a Sesto Calende, dove il lago Maggiore finisce e inizia il corso del fiume Ticino. Ho passato molti anni a Parma dove ho studiato Scienze Naturali. Dopo la laurea e un master in comunicazione naturalistica ho deciso che la divulgazione scientifica era il modo migliore per unire i miei due amori: la natura e la scrittura. Da allora collaboro con una delle riviste italiane più conosciute occupandomi di animali, di scienza ma anche di storia, di antropologia e di tutto un po'. La voglia di raccontare, e non solo di fossili e cambiamenti climatici, mi ha sempre accompagnata e spinta a inventare trame e personaggi, spesso tinti di rosa.

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