Francesca Baldacci


Incontro con grande piacere Francesca Baldacci: con lei condivido l’ammirazione per Brunella Gasperini e l’affetto per una località davvero cara a entrambe… Insieme a Francesca parliamo del suo romanzo Vacanze da Tiffany, dei favolosi anni sessanta e di editoria.

Come e perché nasce Francesca Baldacci scrittrice?
Posso dire che sono nata… con la penna in mano. Ho sempre scritto sin da piccola, oserei dire ancor prima di imparare a scrivere: ideavo storie fantasiose che poi dettavo a mia sorella (ho ancora i quadernetti che lo testimoniano), e non ho mai smesso. Fiabe, poesie, brevi racconti, giornalini illustrati. Da ragazza poi ho scritto moltissimi romanzi (in media quattro o cinque l’anno) che puntualmente finivano in un cassetto. Nel 1979 ho inviato un racconto a una rivista a tiratura nazionale, di quelle che andavano per la maggiore all’epoca, ed è stato pubblicato: ho incominciato così a essere apprezzata anche da lettori “esterni”. Un’avventura che mi ha “dato il pane” per tutti questi anni.

Perché Tiffany e perché gli anni sessanta che fanno da s sfondo alla vicenda di Angy, la protagonista del tuo romanzo Vacanze da Tiffany? Cosa ha lasciato questo periodo così particolare a te e a tutti noi?
Gli anni sessanta li ho vissuti in prima persona, anche se ero solo una bambina, ma sono davvero stati un mito per tutti. Si respirava veramente un’atmosfera magica e particolare. Mi rendo conto che tutto questo non appartiene solo a me: infatti ne sono contagiati anche i giovanissimi, che li hanno vissuti di riflesso attraverso la nostra esperienza. “Colazione da Tiffany” ne è un fortissimo esempio: un’icona di quel tempo che è attuale anche oggi. Per quel che riguarda la mia ispirazione al film, è presto detto. “Colazione da Tiffany” è sempre stato il mio “film del cuore” e non solo il mio preferito. Di recente sono usciti diversi romanzi che recavano nel titolo la parola Tiffany, e la copertina aveva qualcosa che ricordava la magica pellicola con la fantastica Audrey, ma nella trama nulla faceva pensare al mito. Io ho voluto rendere giustizia…

La storia di Angy da cosa ti è stata suggerita? C’è in te qualcosa della tua pepatissima e determinata protagonista?
Indubbiamente sì. Da ragazza ero un po’ come lei, anche se non ho mai pensato a vendette particolari, simili a quelle che Angy attua all’inizio della storia. Adesso sono diventata più paziente e un tantino saggia. Mia figlia però dice che quando perdo le staffe, anche se non accade spesso, sono tale e quale alla protagonista del mio romanzo!

Nel libro ti riferisci a Brunella Gasperini, splendida persona e scrittrice. Quali altri autori hanno in qualche modo influenzato il tuo modo di essere, pensare, scrivere… e c’è un libro che per te è il libro di una vita?
Non proprio: il libro di una vita è… la vita stessa. Da ragazza, oltre a Brunella Gasperini, che leggo ancor oggi, ho apprezzato molto i classici, dalla Divina Commedia ai Promessi Sposi, ai romanzi di Verga, che mi sono rimasti dentro. Ho amato immensamente la letteratura latina e greca e un altro dei miei miti è Giacomo Leopardi. Molte sue poesie le ricordo a memoria e ne vado fiera.

Vacanze da Tiffany venne da te inizialmente autopubblicato su una nota piattaforma. Successivamente è stato pubblicato da Sperling & Kupler. Ci racconti com’è andata?
Dopo un’esperienza non proprio positiva con un’agenzia letteraria tedesca, con la quale avevo pubblicato in e-book un lungo racconto e un romanzo (uno di quelli che avevo scritto sui banchi di scuola!), ho deciso di provare l’avventura del self publishing, imitando l’esempio di alcune amiche. Dopo un primo romanzo andato discretamente, ho “lanciato” “Vacanze da Tiffany” che è balzato in testa alle classifiche di Amazon, sorprendentemente. È stato letto dalle editor della Sperling&Kupfer che mi hanno contattata, chiedendomi se i diritti del romanzo erano liberi: praticamente un sogno divenuto realtà dopo trentacinque anni, anche se non me l’aspettavo proprio. Ci tengo a sottolineare che alla Sperling ho trovato persone squisite, disponibili, oltre che una grande professionalità: dalle fantastiche editor all’ufficio stampa. Tutti mi sono sempre stati vicini.

Aspetti positivi  e  limiti del self publishing e dell’editoria tradizionale e un tuo consiglio a chi vorrebbe proporsi come scrittore autopubblicandosi o inviando il suo lavoro a una casa editrice.
Il talento è qualcosa naturale e a mio avviso non c’è scuola di scrittura creativa che tenga: o ce l’hai o non ce l’hai. Al di là di questo, però, è importantissimo curare i particolari. Non finire mai di chiedere pareri, di limare il proprio testo. Il lettore va rispettato, non bisogna lasciare nulla al caso. So che tanti si autodefiniscono “scrittori” dopo aver piazzato sul mercato digitale lavori magari zeppi di errori ortografici. Ecco: questo no, non va. Assolutamente no: tanto più, se si vuole inviare il proprio lavoro a una casa editrice. L’aspetto positivo dell’autopubblicazione è l’occasione che offre a tutti di proporsi, quando magari l’editoria tradizionale non riesce a dare una risposta. Ma il negativo è che purtroppo si è creata, a seguito di questo, una grande confusione. Con l’entrata in gioco dei cosiddetti “cartelli”, molti romanzi scadenti prendono il volo, con recensioni anche fasulle. Non si capisce più qual è il lavoro di qualità e quale non lo è. Io penso che a questo punto la casa editrice tradizionale possa fare una “scrematura” in tal senso.

Quali sorprese ci riservi in un prossimo futuro?
Ho moltissimi progetti, ma per il momento sono tutti top secret. Lavoro comunque sempre per le riviste di narrativa femminile. La prossima settimana incomincerà un mio romanzo a puntate!

Bio
Francesca Baldacci, scrittrice e giornalista, ha iniziato a pubblicare racconti per riviste dal 1979, a ventun anni, e da allora ha collezionato svariate attività nel campo editoriale, tra cui segnaliamo la collaborazione per quattordici anni a una rivista mensile di calcio dove ha realizzato servizi, e interviste ai più grandi campioni. Ha curato inoltre svariate sceneggiature per i fotoromanzi e per la Walt Disney Company (“Minni” e “Sirenetta”). È poi tornata al suo… primo amore, novelle e romanzi per riviste di narrativa femminile a tiratura nazionale, che scrive tuttora. 
Dopo una collaborazione con l’agenzia letteraria tedesca Chichili Agency, (ricordiamo “Nuvole a colazione”, numero 3 della collana “Chick Chick Urrà” e il romanzo in quattro parti “Ciao Luca”), di recente sono usciti in self-publishing alcuni suoi ebook che hanno ottenuto un bel successo di pubblico, “Il Principe della Notte”, mystery chick, “L'amica americana”, romanzo giovane e drammatico, la raccolta di racconti “W l’estate”. In cartaceo è apparsa la biografia di Gabriele Lorenzi, mitico tastierista della Formula 3, “La macchina del tempo”, di cui è co-autrice, edito da Miremi. Sono usciti, come e-book autopubblicati, “Il principe della notte”, “L’amica americana” e le due raccolte di racconti “W l’estate” e “Come eravamo”.
Anche “Vacanze da Tiffany”, prima di uscire con la Sperling & Kupfer, è stato un romanzo autopubblicato, pur se in formato… ridotto. 
Nella vita di tutti i giorni è moglie e madre felice di due figli e cerca di conciliare come può le sue attività familiari con quelle lavorative. Vive a Crema da sempre.
Su Facebook ha una pagina personale, dove potrete trovare il sunto di tutte le sue innumerevoli attività, ma particolare cura è dedicata alla pagina del suo romanzo,

2 commenti:

  1. Quoto in pieno la risposta riguardante il self publishing. Ma anche il resto delle risposte a un'intervista molto accurata. Vacanze da Tiffany è un romanzo molto bello e originale, pur rientrando nel genere rosa. E' un tuffo negli anni sessanta e nella nostalgia per chi li ha vissuti, ma è anche un lettura adatta ai giovani che ne hanno sentito solo parlare. Si capisce che è il frutto di un grande talento unito a tanto lavoro e dedizione per la scrittura.

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  2. Un grazie di cuore a Laura Schiavini!
    Francesca Baldacci

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