Giulia Beyman


Simona Zarcone incontra Giulia Beyman, autrice de Il cielo era pieno di stelle per Rizzoli YouFeel e chiacchiera con lei di letteratura e altro.

Cos'è per te scrivere? Cosa ti ha dato l'imput per iniziare? 
Innanzi tutto, grazie infinite per avermi ospitato su questo blog. Mi fa davvero piacere essere qui in così buona compagnia. Vorrei rispondere a questa domanda con qualcosa di molto intelligente, che passi alla storia, ma mi accontenterò di meno. Scrivo da sempre e non saprei immaginare di fare altro. Forse scrivere è una specie di terapia. Mi piace molto quello che ha scritto Emil Cioran: “Trovo l'ispirazione in uno stato di profondo squilibrio...” Ecco. Forse sono molto squilibrata. Non dev'essere un caso che nei miei gialli uccida spesso qualcuno.
Dopo due libri gialli, uno anche di recentissima uscita, che hanno riscosso un buon successo: cosa ti ha spinto verso un genere così diverso, come quello de Il cielo era pieno di stelle?
Ammetto che è stata una sfida affrontare un genere così diverso e ho anche avuto paura che qualche lettore mi rimproverasse il 'tradimento'. Ma sono stata onorata di poter partecipare a questo progetto di Rizzoli. L'ho fatto con entusiasmo e con passione. Non posso non ringraziare Alessandra Bazardi per avermi dato questa opportunità. Lei è davvero una forza della natura. Capacità, grinta e ottimismo a iosa. E ho trovato anche delle meravigliose 'compagne di avventura'. Un'altra grande spinta ad accettare la sfida mi è venuta dai tanti anni in cui ho lavorato come sceneggiatrice. Mi è capitato di scrivere i gialli di “Don Matteo”, ma anche il 'romance' di “Incantesimo”. Dall'esperienza televisiva ho imparato che si può essere più portati per un genere, ma per essere professionali bisogna saper scrivere un po' di tutto.
Cosa ispira i tuoi racconti? Quali sono gli spunti da cui “germoglia” una storia?
All'inizio di tutto per me c'è sempre il protagonista (più spesso 'la' protagonista) della storia. Immagino chi sia e quale sia il suo problema. Cerco di sentire cosa prova, lo immagino uno stato di scompenso emotivo (nel caso dei gialli: una minaccia, un omicidio, una perdita) che possa far partire la storia. Il resto piano piano viene da sé.                      Sono convinta che ogni storia sia soprattutto la storia del suo protagonista. Un personaggio emotivamente credibile, che attraversi difficoltà in cui il lettore possa riconoscersi è il motore di ogni racconto.
Scrittrice e giornalista, due modi differenti di usare la scrittura: uno come arte, uno come mezzo d'informazione. Quale senti più tuo?  
La narrativa senza ombra di dubbio. E al secondo posto metterei la sceneggiatura.                Quando da studentessa pensavo che avrei voluto diventare una scrittrice, mi sembrava un'aspirazione talmente ambiziosa che non l'ho mai detto a nessuno (sai mai che qualcuno mi avesse detto chiaro in faccia che ero una gran presuntuosa..). Così ci sono arrivata per avvicinamento. Ho fatto la giornalista per una decina di anni e poi, per altrettanti, la sceneggiatrice. E infine, con qualche sicurezza in più, sono arrivata al mio vero obiettivo: scrivere romanzi.
Diventare scrittori sembra difficile: ci sono case editrici che esigono un contributo in denaro per pubblicare ma esistono, naturalmente e fortunatamente,  anche case editrici serie... Ma, dicevamo, scrivere non è affatto cosa semplice. Quali consigli daresti a chi, come te, vorrebbe diventare scrittore?  
Consiglio numero uno: leggere, scrivere, studiare. Studiare, scrivere, leggere... Senza mai credere di saperne già abbastanza. Ho fatto scuole di giornalismo, di sceneggiatura, di scrittura creativa. E ogni giorno continuo ad imparare cose nuove. In questo lavoro ci si mette la faccia e gli errori si pagano. Consiglio numero due: evitare assolutamente gli editori a pagamento. Consiglio numero tre: se volete provare la strada del self-publishing (a me ha dato molte soddisfazioni) fatelo il più seriamente possibile. Trovate il modo di poter avere un editor che implacabilmente controlli il vostro testo, se non sapete impaginare fatevi aiutare da qualcuno che lo sappia fare bene, servitevi di grafici per una copertina che sia professionale. Se invece sapete già che il vostro obiettivo è una Casa Editrice tradizionale, lavorate seriamente al vostro libro e cercate un buon agente che vi aiuti e vi dia i consigli giusti. Forse sono un'inguaribile ottimista, ma credo che se ci si impegna a fare le cose onestamente e al meglio prima o poi i successi arrivano.
Quali meraviglie ci riserverai in futuro?
Sono in fase di editing finale per il mio terzo mystery, “La bambina con il vestito blu”, che dovrebbe essere online nel giro di poche settimane.
Poi magari, perché no?, se sarà possibile mi piacerebbe scrivere un altro YouFeel per Rizzoli. Alcuni lettori si sono affezionati alle sorelle De Feo e sarebbero contenti di leggere un seguito per sapere come se la stiano cavando anche Meg e Jo.
Ma potrei anche provare a proporre un 'romantic suspense' per non fare torto né ai miei lettori appassionati di gialli né a quelli che amano il romance. Vedremo...
In fondo la parte più interessante di questo lavoro è che ogni nuova storia è anche una nuova, faticosa e bellissima, sfida.
Bio
Giulia Beyman vive a Roma con la sua famiglia e i suoi gatti Zoe, Zeno, Reda e Lola. È una lettrice onnivora, appassionata di yoga e di cinema. Dopo una breve parentesi nell'editoria, ha lavorato per una decina di anni come giornalista free-lance occupandosi di libri, di moda e di cronaca, e per altrettanti come sceneggiatrice per la televisione italiana.
Ha pubblicato “Prima di dire addio”, bestseller Amazon da più di trecento giorni, e “Luce dei miei occhi”, dove è sempre protagonista Nora Cooper, affascinante agente immobiliare che ha il sorprendente dono di comunicare con l'aldilà. I due titoli sono stati tradotti in inglese con il titolo “Words in the Dark” e “A Cry in the Shadows”
Per la collana YouFeel di Rizzoli ha appena pubblicato “Il cielo era pieno di stelle”

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