Tiziana Lia

Nostra ospite Tiziana Lia, autrice de Ai confini del cuore un romanzo che ci parla di sentimenti autentici, e vita vera.

Tiziana, come e perché nasce Tiziana Lia scrittrice?
Sono sempre stata una persona piena di fantasia, una sognatrice e una grande lettrice. Passare alla scrittura è stato quindi naturale per dare voce a storie che altrimenti sarebbero rimaste soltanto nella mia mente. Ho iniziato a scrivere alle scuole medie ma i tempi sono stati molto lunghi. Per giungere ad oggi ho dovuto superare le mie paure, soprattutto quella di non sentirmi sufficientemente preparata ad affrontare un pubblico o i gusti dei lettori, ritenendomi anche immatura nello stile. Ammetto che ho tergiversato parecchio prima di lanciarmi, ma oggi sto seguendo il sogno che mi ha sempre camminato accanto: scrivere.

Che generi letterari prediligi e per quale motivo? Hai qualche autore che senti particolarmente vicino?
Sicuramente adoro i romanzi sentimentali e i gialli: i primi perché come sognatrice sono molto romantica e adoro le storie appassionanti, quelle al lieto fine; i secondi perché mi piace anche stare sulle spine, riuscire a capire chi possa essere il colpevole, restare col fiato sospeso e incollata alle pagine. Proprio per questo motivo adoro anche nei romance una buona dose di mistero e suspense, lo ammetto. Il mio autore preferito è Ken Follett perché nelle sue opere, ricche di intrighi, intrecci e suspense spesso c’è una storia passionale. Mi piacciono le sue trame perché coinvolgono il lettore e in questo lo sento particolarmente vicino: vorrei davvero che anche chi legge un mio romanzo possa trovarvi un po’ di tutto e restare tanto preso dalla lettura da non voler mai smettere.

Ci racconti come è nata l’dea di Ai confini del cuore?
Quando mi sono trasferita ad abitare in campagna, alle porte di Roma, ho ripreso a leggere molto e a poco a poco la mia fantasia è ripartita. Avevo bisogno di scrivere, di mettere su carta le mie emozioni. Fino a quel momento, tutti i romanzi che avevo letto avevano trattato l’amore e le relazioni “classiche” dove al massimo uno dei protagonisti aveva un figlio. Volevo invece scrivere una storia dove entrambi i personaggi fossero genitori, che vivessero le problematiche legate alla gestione dei figli e che avessero anche molto in comune in tal senso. In pratica volevo un romanzo che parlasse di una mamma. All’epoca avevo già due figlie e mi sarebbe piaciuto trovare e leggere una storia vicina a me. Così è nata una prima versione de Ai confini del cuore. Era il 2009 e l’impronta era prettamente stile romance inteso come storia d’amore, punto. Il titolo era Dimmi che mi ami. Poi nel 2014 ho deciso di rivederlo perché in realtà non mi aveva mai entusiasmato del tutto: ciò che avrei voluto emergesse era appena accennato. Una lettrice inoltre mi aveva scritto anni fa e mi aveva posto una domanda: da lì è nata l’urgenza di rivederlo totalmente. Infatti, ne sono usciti nove capitoli in più, con scene inesistenti nella prima versione, i personaggi che non avevano voce o erano appena accennati in questa edizione hanno un corpo, una personalità particolare. Anche gli aspetti psicologici degli stessi protagonisti sono stati approfonditi. Talmente tutto cambiato che il vecchio titolo non aveva più senso ed è stato necessario sceglierne uno attinente.

Fanny, la protagonista, è una donna che ha sofferto molto nella sua vita ma che ha saputo lottare, reagire. Posso chiederti se e quanto c’è di te in lei? E, in ogni caso, nel costruire i protagonisti del tuo romanzo ti sei ispirata a qualcuno in particolare?
Per mia fortuna io sono una persona che ha avuto una vita serena, nonostante la separazione dei miei genitori quando ero molto piccola. Di me in Fanny c’è la forza di andare avanti e di combattere per un figlio: se trovassi uno dei miei figli in difficoltà o se li dovessi proteggere, come lei, anche io diventerei una tigre. Per il protagonista maschile, Ray, in principio mi sono ispirata un po’ al mio papà, perché lui non si è più risposato e ha messo me al centro della sua vita. Per il loro aspetto psicologico, per la costruzione globale dei due protagonisti, invece, mi sono lasciata andare alla pura fantasia.

Credi veramente che l’amore possa “rivoluzionare” la vita di una persona?
Diciamo che nella parola “amore” io inserisco tanto altro: il rispetto, la condivisione del pensiero e delle esperienze passate e presenti (anche le più sciocche, senza segreti), l’umiltà di ammettere i propri errori, la pazienza, la comprensione. Per me l’amore è quel “per sempre” che va oltre il semplice romanticismo e se anche uno ha commesso degli errori nella vita, incontrare il genere di amore che ho appena descritto, beh, sì rivoluziona l’esistenza di una persona. 

Il romance sta ottenendo un certo successo, secondo te per quali motivi? E credi che si stia in qualche modo “liberando” dalla fama non proprio positiva che lo accompagna?
Che io sappia, benché sia stato sempre classificato come genere “da femminucce”, il romance ha sempre avuto successo e secondo me il motivo è semplice: le persone vogliono viaggiare con la fantasia, vogliono sognare, vogliono sperare in un lieto fine perché la vita in mezzo a tante sofferenze deve pur riservare qualcosa di positivo no? Sarà che io amo guardare il bicchiere mezzo pieno. Non so poi se si stia liberando della fama che ha avuto finora. Purtroppo, sempre secondo il mio semplice parere, la fama infelice che ha avuto sinora il romance è dovuta anche al tipo di copertine che spesso si trovano legato ad esso, con i due protagonisti che sembrano a volte divorarsi, mezzi nudi etc etc. Nessuno associa un romance a una storia che possa anche trattare anche temi importanti, intensi, attuali. Su questo forse si deve lavorare ancora un po’, considerando anche che negli ultimi tempi sta andando molto il romance erotico e questo non aiuta in tal senso.

Pensi che Internet possa essere utile a uno scrittore?
Sicuramente internet è un mezzo che non deve mancare nella vita di uno scrittore perché nulla più del web arriva ovunque. Basti pensare che se uno organizza una presentazione in libreria, in una giornata può invitare con pochi click migliaia di persone o via pc, o col tablet o col cellulare… E poi è importante per farsi conoscere, attraverso interviste, presentazioni on line, per lanciare le promozioni del proprio romanzo. Chi più ne ha ne metta, ma tutto viaggia via internet, un mezzo irrinunciabile.

Cosa suggeriresti a chi vuole pubblicare? E a chi vuole scegliere la strada del self publishing?
A livello tecnico non mi sento in grado di dare grossi consigli perché io per prima mi sto muovendo appena ora. Fondamentale, però, è non lanciare il proprio romanzo sul mercato senza aver fatto un approfondito editing, avvalendosi anche di aiuti di colleghi o di professionisti. A volte si impiega di meno a scrivere che a correggere il proprio testo, ma ne vale la pena se si vuole mettere sul mercato un’opera apprezzabile. Io come lettrice bado molto ai refusi, ai dettagli nelle descrizioni e come scrittrice sto con l’ansia finché non sono certa che tutto sia perfetto (e quanto mi arrabbio se qualcosa mi sfugge!). D’altro canto una storia può anche non piacere, ma se poi ci si mette un cattivo editing, ecco che uno scrittore si è già scavato mezza fossa, china non sempre semplice da risalire. Ritengo che questo piccolo consiglio valga sia per chi vuole autopubblicarsi sia per chi vuole proporre un manoscritto a una casa editrice. Personalmente ho scelto la strada del self publishing perché è una buona pista di lancio per chi è sconosciuto, per chi deve rompere il ghiaccio. La mia è stata un’esperienza interessante perché attraverso l’autopromozione ho avuto modo di conoscere tante persone, scrittori e scrittrici con cui condividere la passione ma anche le conoscenze, imparando molto. Personalmente ho pubblicato prima in ebook e poi in cartaceo (Createspace) decidendo i prezzi per andare incontro alle tasche dei lettori, considerando che se non sono conosciuta è complicato che qualcuno sia disposto a pagare anche 12-14 euro per un cartaceo di 300 pagine! Il self publishing permette anche questo: decidere tutto da sé, anche come e con quale canale promuovere. Ci sono anche piattaforme di self publishing che seguono e consigliano l’autore in tal senso, ma seppure si scegliesse di autopubblicarsi in autonomia, in entrambi i casi, mai buttarsi in questa impresa se non si ha una grande dose di fiducia e di intraprendenza.

Tiziana e i suoi progetti futuri…
Di progetti ne ho alcuni di vario tipo e spero solo di avere il modo di realizzarli tutti. In ordine cronologico, devo ultimare i dettagli di un romanzo da inviare a un concorso (e manca ancora tutto l’editing!!), ho intenzione di scrivere un chick-lit per mettermi alla prova con un testo che abbia una buona dose di ironia, in ultimo un romanzo che abbia questa volta come protagonisti giovani adolescenti (16-18 anni). 
Ovviamente sempre con il giusto suspense che possa tenere il lettore sulle spine . Per entrambi questi due ultimi progetti ho già in testa tutta la trama, purtroppo mi manca il tempo da dedicare alla scrittura. Spero di riuscirci dal prossimo settembre quando il più piccolo di casa andrà all’asilo in modo tale che la mattina sia tutta mia! Nel frattempo non disdegno aiutare qualche collega con l’editing di loro scritti, cosa che mi piace tanto fare, mi rilassa. Non pensare costantemente alla scrittura delle mie storie, mi aiuta nel momento in cui mi ci dedico: le idee scorrono più veloci in testa.

Bio
Sono nata e cresciuta a Roma, sono sposata e ho tre figli. Abito in campagna in un paesino che adoro perché è a dimensione d’uomo che in una città grande come la capitale non esiste più. Vivere nella natura mi aiuta molto quando scrivo. La maggior parte dei romanzi che ho scritto risale al periodo 2009-2010, ma sono tutti nel cassetto e sono da rivedere perché nel frattempo il mio stile è molto maturato.
Tale cambiamento è dovuto alla lunga collaborazione con riviste di tiratura nazionale per le quali ho scritto più di cento racconti, alcuni romanzi tra brevi e a puntate. Al momento un romanzo cui tengo molto, di ambientazione western, è al vaglio di una CE, mentre l’unico mio romanzo sul mercato è Ai confini del cuore e mi sta donando molte soddisfazioni in termini di giudizio da parte del pubblico, cosa che non avrei mai sperato. Ovviamente tutto ciò mi sprona a continuare su questa strada, pur avendo paura di non riuscire a bissare l’apprezzamento ricevuto e quindi di deludere. 

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