giovedì 7 marzo 2019

Un corpo nel lago 
Arnaldur Indridason
TEA
pag.318
prezzo  € 7,65
e-book € 7,99

La Trama
Uno scheletro spunta dalle acque del lago Kleifarvatn, a sud di Reykjavík, nel punto in cui il bacino si sta prosciugando per cause non chiarite e la sabbia rivela i suoi segreti. A trovarlo è una giovane idrologa addetta ai rilevamenti: la polizia, al telefono, inizialmente pensa a uno scherzo. Si tratta dei resti di un uomo, databili intorno agli anni Sessanta del Novecento. Lo scheletro è legato a uno strano apparecchio di fabbricazione sovietica, in apparenza una ricetrasmittente. Nel cranio c'è un foro, grande come una scatola di fiammiferi. Omicidio o suicidio? Delle indagini è incaricato il solitario e spigoloso agente Erlendur Sveinsson, che per ragioni personali è ossessionato dai casi di persone scomparse, soprattutto se ignorati dai più e lontani dai clamori della stampa. Come sempre, Erlendur è affiancato dai colleghi Sigurður Óli ed Elínborg, mentre nell'ombra lo aiuta il suo ex capo, Marion Briem, ormai in pensione. Gli indizi sono scarsi, le tracce confuse, tuttavia un elemento decisivo emerge con forza: la scomparsa dell'uomo è collegata in qualche modo a una rete spionistica del Patto di Varsavia, che operava ai tempi della Guerra fredda, quando il territorio islandese era considerato strategico dal punto di vista militare e ospitava una grande base NATO americana. Ma lo spettro del comunismo si aggira ancora per l'Islanda? Per trovare la risposta, Erlendur dovrà disseppellire rancori mai sopiti, ideologie tradite e amori indimenticati.

Recensione
Consigliato: a chi abbia in casa problemi di natura idrica, per scoprire che anche i laghi hanno delle perdite e che l'alternativa a un idraulico può essere un idrogeologo... e magari si risparmia qualcosa.
Consigliato: a chi abbia problemi di dialogo in famiglia, per scoprire che rispetto a quelli di Erlendur Sveinsson, i vostri sono del tutto trascurabili, e riflettere sul fatto che i vostri figli non vi hanno mai denunciati alla Stasi.
Consigliato: a chi pensa che Stalin sia il fratello simpatico dell'uomo della birra Moretti e Walter Ulbricht abbia giocato in Italia-Germania 4-3.
Sconsigliato: a chi ama i gialli alla Agata Christie, quelli di Arnaldur Indridason sono più all'Agota Kristof, non ci sono maggiordomi e scoprire il colpevole è un trascurabile corollario, rispetto a scoprire la Storia... quella con la "esse" maiuscola.
Sconsigliato: a assaggiatori di vino e sommelier, visto la deprecabile abitudine degli islandesi a bere litri di Chartreuse.
Facciamo i seri: gran bel libro, il quarto della serie, quasi più uno storico che un thriller o un noir.
Riccardo Gavioso

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