giovedì 7 marzo 2019

Le vedove di Malabar Hill. 
Le inchieste di Perveen Mistry.
Sujata Massey
Neri Pozza
pag. 446
prezzo € 15,30
e-book € 5,99

La Trama
Bombay, 1921. Figlia di una rispettabile famiglia parsi, Perveen Mistry è da poco entrata a far parte dello studio legale del padre, situato in un elegante edificio nel quartiere del Fort, l'insediamento originario di Bombay. Laureata in legge a Oxford, oltre alle funzioni di procuratore legale, la giovane donna svolge anche quelle di segretaria, traduttrice e contabile. Ma non può certo lamentarsi: nessun altro studio legale in città sarebbe disposto ad assumere un'avvocatessa. Incaricata dal padre di eseguire il testamento di Mr Omar Farid, un ricco musulmano che ha lasciato tre vedove, Perveen si trova al cospetto di tre "purdahnashin", donne che non parlano con gli uomini e vivono in isolamento, musulmane ricche e in clausura che potrebbero rappresentare un'eccellente opportunità da un punto di vista professionale. Sfogliando, tuttavia, il carteggio relativo all'eredità, qualcosa di strano salta agli occhi dell'avvocatessa: in una lettera scritta in inglese, Faisal Mukri, amministratore dei beni della famiglia Farid, comunica che, su espressa richiesta delle tre donne, la rendita che, secondo le disposizioni patrimoniali, spetterebbe a ognuna di loro, va devoluta al "wakf" un fondo di beneficenza. Una richiesta davvero singolare, considerato che le tre "purdahnashin" rinuncerebbero in tal modo ai loro unici mezzi di sostentamento dopo la morte del loro marito; una richiesta, inoltre, che due delle firme apposte alla lettera, pressoché identiche, rendono a dir poco sospetta. Convinta che le tre vedove stiano subendo il raggiro di un uomo senza scrupoli, Perveen si reca a casa Farid per appurare la veridicità di quel documento. Giunta però nella ricca dimora del defunto Mr Farid, si imbatte nel corpo senza vita di Faisal Mukri. Dalla gola dell'amministratore sporge un coltello argenteo e il sangue inonda la nuca e il collo. Che anche le tre purdahnashin siano in pericolo di vita? Ispirato alle prime avvocatesse indiane: Cornelia Sorabji, prima donna a frequentare legge a Oxford nel 1892, e Mithan Tata Lam, prima donna ammessa al foro di Bombay nel 1923, il personaggio di Perveen Mistry annuncia l'entrata in scena di una nuova, formidabile investigatrice e il debutto di una serie ambientata nella Bombay degli anni Venti, una metropoli abbagliante in cui suoni, odori e colori di mille comunità danno vita a un luogo dall'anima unica e irripetibile.

Recensione
Le vedove di Malabar Hill di Sujata Massey è un romanzo che incuriosisce già dalla copertina. Un sapiente miscuglio di viola e zafferano che trascina, insieme al titolo, nella Mumbai degli anni ’20... quando era ancora Bombay e l'intera India era una colonia britannica. Qui, si svolge la vita di una donna avvocato, sospesa fra culture diverse (indiana, britannica, parsi), pregiudizi, aspirazioni pubbliche e desideri provati, società classista e famiglia liberista. Le indagini si svolgono con grazia femminile, le vittime e gli assassini si spostano in un mondo di segregazione e di costante sopraffazione e, alla fine, ci si chiede chi siano veramente le vittime e fino a che punto un crimine sia davvero tale, quando tutto ciò che circonda e' in realtà un crimine.
Insomma un romanzo scritto da una donna x le donne, senza falsa retorica e con una ricostruzione storica ed ambientale fedele!! Vi innamorerete di Perveen Mistry, dei suoi saree, del suo ufficio con la pasticceria difronte dove fuggire spesso, della sua cartella da avvocato e persino della sta ingenuità! Da mettere sul comodino per  l'8 marzo!
                 Giada Pauletto

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