domenica 27 gennaio 2019

Io, Agamennone
Giulio Guidorizzi
Einaudi
pag. 198
prezzo   € 11,90
e-book  € 7,99

La Trama
Uomo di potere, abituato a decidere le sorti della sua gente, orgoglioso, superbo, duro, Agamennone è solo nel buio della notte mentre, oltre la prua, scruta l'orizzonte. E ricorda i dieci anni di una guerra sanguinosa che ha visto cadere sul campo di battaglia uomini valorosi e forti, sprezzanti del nemico e del destino. Con uno sguardo meno affascinante di quello di Ulisse e Achille ma più complesso e obiettivo, il re di Micene ci porta dritti al centro del mondo omerico: i suoi eroi, i suoi valori, il suo senso della gloria e della vendetta, dell'amore e della morte. Spinto dal gusto e dal piacere del racconto, e guidato dal rigore filologico, Guidorizzi, attraverso una forma saggistica di tipo narrativo, ricostruisce la storia di una società tribale, in cui ogni uomo agisce dietro l'impulso di una sfida continua con le grandi forze dell'esistere e ci restituisce, dall'interno, il fascino di una cultura che parla a noi di noi.

Recensione
Io, Agamennone. Un saggio di Giulio Guidorizzi che scorre come un romanzo. 
Il mito raccontato dalle origini, la temibile famiglia degli Atridi, le nozze insanguinate di Pelope ed Ippodamia, la piana di Ilio, la contesa con Achille, le stragi, le battaglie, il ritorno, la tragedia a Micene. 
Miti eterni, teatro inesauribile delle passioni umane.
L'autore ci conduce filologicamente a riscoprire il senso ultimo di parole come gloria, valore, vergogna, destino. Parole che risuonano nella nostra mente dai tempi delle scuole e ancor prima, mescolate a quel groviglio arcaico di emozioni che ci portiamo dentro. Prima di aver consapevolezza di un Ego e di un Superego, prima di ogni legge scritta, di ogni pietà di ogni metafisica. Quando il sangue e le lacrime avevano un peso specifico e tutto era reale. Quando eravamo sicuramente più fragili e più violenti, ma non così noncuranti e così disillusi da pensare che per una passione o un dovere morale (la vergogna di Ettore verso le vedove e gli orfani che doveva proteggere) non sia degno lottare.
                                                           Giada Pauletto                                                     

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