venerdì 21 dicembre 2018



Il silenzio della verità
Simona Luibicich
Kindle edizioni
pag. 263
prezzo € 0,99

La Trama
Italia, Dolomiti 1962-1985. 
Un fatto inquietante sconvolge la pigra amenità di un paesino tra le Dolomiti al confine con l'Austria. 
Due ragazzine del posto vengono date per disperse; solo una di loro — Patrizia Montaldo — viene ritrovata dopo tre giorni, in stato confusionale e con un'amnesia che durerà ventitré anni, fino a che i fantasmi del passato, forse reali presenze spiritiche, torneranno a chiedere giustizia svelando segreti inconfessabili e una verità sconcertante.

Recensione
La maestosità delle Alpi, la quieta bellezza di un borgo di montagna fanno da cornice a questo thriller che segna l’esordio di Simona Liubicich in questo genere. Un esordio degno di nota, perché Il silenzio della verità è un romanzo dalla trama incalzante e ben costruita che alterna momenti di grande tensione emotiva a suspense e drammaticità.
Leggendolo, vi sentirete sempre sull’orlo dell’abisso, come in attesa di un qualcosa di irreparabile, definitivo che vi faccia scoprire una verità da fin troppo tempo taciuta e che si rivelerà in tutta la sua inattesa, sorprendente tragicità.
Gli ingredienti per un ottimo thriller ci sono tutti e l’autrice li sa dosare a amalgamare al meglio: una morte misteriosa avvenuta durante l’adolescenza della protagonista, ricordi che riaffiorano improvvisi e prepotenti, eventi e apparizioni inspiegabili, il sospetto strisciante di una latente follia, verità nascoste e segreti inconfessabili.
Personaggi ben tratteggiati e approfonditi, vicenda interessante e ben sviluppata, prosa attenta ed efficace per un libro sicuramente da leggere.


Due chiacchiere con l’autrice de Il silenzio della verità.

Simona, complimenti per Il silenzio della verità un thriller ben scritto che tiene incollato il lettore fino all’ultima riga. Tu sei un’affermata autrice di romanzi erotici e rosa: cosa ti ha spinta a scrivere un thriller?
Ciao Laura, diciamo che con la “Signora degli spiriti” e “Oltre ogni limite” avevo già sperimentato una sorta di ‘prova’ del genere. Mi sono decisa quando mi è balenata in mente questa trama un po’ diversa dalle altre, ambientata in Italia e in un luogo come le Dolomiti, decisamente inconsueto, un paesino non specificato che all’apparenza pare un gioiello incastonato tra le rocce, ma che nasconde segreti impensabili, orrendi. Non è mancato l’appoggio di colleghe come Raffaella Poggi, quella che più mi ha spinto a fare questo salto, e Laura Gay, che si è occupata con minuziosità dell’editing aiutandomi a smussare gli angoli.

Che differenza hai notato nella stesura de Il silenzio della verità rispetto ad altri tuoi libri? Che tipo di lavoro ha preceduto la scrittura di questo tuo ultimo romanzo?
È un lavoro completamente differente. Il genere è così particolare che ha stravolto tutto ciò che facevo prima, mettendomi di fronte a una realtà nuova, intrigante, molto difficile. Tenere il lettore sul filo del rasoio per trecento pagine, non annoiarlo, regalargli un finale che non si aspetta è una grande responsabilità. Ho faticato per sei mesi cambiando, cancellando, migliorando il testo. Insomma, una salita ripida

Hai qualche autore del genere thriller che preferisci e consideri per te essenziale?
Be’, partendo da Edgar Allan Poe, passando per Hitchcock e Agatha Christie, arrivo sino a Giorgio Faletti. 
Stephen King? Sì, ma non sempre. Alcuni suoi libri mi hanno deluso molto, li ho trovati noiosi e stiracchiati, come se fossero scritti solo per un fine commerciale. Altri, come ‘IT’, un capolavoro único.

In futuro, Simona Liubicich cosa ci regalerà?
Non rinnegherò mai il romance storico: sono a metà di un vittoriano erotico e desidero finirlo al più presto.
Spero, a San Valentino, di presentarvi un romanzo breve contemporáneo paranormal e ho la bozza del nuovo thriller che inizierò durante le vacanze di Natale. Insomma, lavoro ne abbiamo da fare.

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