giovedì 6 dicembre 2018

A.D. 1324. Alice Kyteler. La strega di Kilkenny
Lorena Marcelli
Le Mezzelane
pag. 312
prezzo 
e-book

La Trama
Richard de Ledrede, vescovo di Kilkenny, accusa la prima nobildonna della storia, Dame Alice Kyteler, di essere a capo di una setta eretica dedita alla stregoneria e alla magia nera. Dame Alice Kyteler, doveva essere una donna bella e avvenente, e questa supposizione è avvalorata dal fatto che si sposò per ben quattro volte e, ogni volta, con uomini ricchissimi e importanti, oltre che nobili. All'inizio del 1300 Alice decide di trasformare l'ostello di famiglia, il Kyteler's Inn, in un punto di ritrovo per uomini e donne dediti all'Antica Religione. Presto si comincia vociferare che nella locanda si svolgessero riti satanici e che all'interno della stessa fossero nascosti oggetti "molto importanti e pericolosi". Quando l'anziano quarto marito della nobildonna inizia a perdere peli e unghie, una serva lo convince a denunciarla al vescovo, che già dal suo arrivo in Irlanda sta raccogliendo prove contro di lei, e, soprattutto, sta cercando di entrare in possesso di un importante segreto che la donna conserva. Una storia mozzafiato, tratta dagli atti originali del processo redatti personalmente dal vescovo de Ledrede.

Recensione
Basandosi su fatti realmente accaduti, Lorena Marcelli tesse un arazzo storico riccamente intrecciato che ha per protagonista Alice Kyteer, aristocratica irlandese accusata di stregoneria.
C’è molto in questo romanzo interessante, coinvolgente e dalla prosa elegante che ci riporta indietro nel tempo, ad anni drammatici e crudeli la cui atmosfera di terrore e oppressione l’autrice sa rendere in modo magistrale.
C’è innanzitutto la nobildonna Alice, bella, intelligente, colta, capace di imporsi in un mondo spietato dominato dagli uomini. Una donna e soprattutto una wiccam dedita a una religione antica, visceralmente legata con l’Irlanda e le sue tradizioni e che il vescovo di Kelkenny perseguiterà in nome di una supremazia religiosa che nasconde la smania di potere e l’arroganza ottusa di chi si dice baciato dalla verità assoluta, da utilizzare, in ogni caso,  per brame e fini del tutto secolari e terreni.
A fare da cornice alla vicenda, l’Irlanda, altra protagonista del romanzo: una terra dove si scatenano guerre fratricide e di religione, preda della miseria, della fame e orgogliosamente, visceralmente legata proprio a quei riti che il cattolico Richard de Ledrede si impegna a sradicare.
Leggendo avremo l’impressione che l’altera e fiera Alice si fondi con la terra da cui proviene, che ama profondamente e che rappresenta in tutta la sua essenza, diventandone una sorta di alter ego.
A.D. 1324. Alice Kyteler.La strega di Kilkenny è un romanzo impeccabile che coinvolge e affascina grazie a un’accurata e precisa ricostruzione storica, al sapiente intreccio fra realtà e mito, a personaggi tratteggiati con grande acutezza e alla scrittura raffinata dell’autrice. 
E ci ricorda che i dogmi, l’oscurantismo, l’ignoranza cinica e meschina vanno combattuti e superati. in ogni epoca.


Una breve chiacchierata per conoscere meglio Lorena Marcelli, la nostra ospite di oggi.

Buongiorno, Lorena. innanzitutto voglio farti i complimenti per il tuo romanzo A.D. 1324. Alice Kyteler. La strega di Kilkenny che ho trovato interessante, coinvolgente e molto ben scritto. E ti chiedo subito perché la scrittura, cosa ti ha portato a diventare autrice.
Ciao Laura, e grazie per le belle parole che hai avuto nei confronti del mio romanzo. Entriamo subito nel vivo dell’intervista con la tua bellissima domanda. Ti rispondo raccontandoti una storia: da piccola amavo giocare con le bambole e, ogni giorno, inventavo una storia diversa. Forse iniziai in quegli anni a scrivere le mie storie, o forse iniziai anche prima, quando, leggendo i libri, mi accorsi che c’erano mille storie da vivere e mille posti da visitare, pur restando seduti su una poltrona o sul letto. Raccontare storie mi è sempre piaciuto, così come mi è sempre piaciuto inventare personaggi e farli muovere intorno a me. Non potevo diventare qualcosa di diverso, credimi. Io volevo diventare un’autrice e lo sono diventata perché scrivere mi rilassa, mi diverte e mi fa sentire sempre in compagnia.

Come è nata l’idea di scrivere A.D. 1324. Alice Kyteler. La strega di Kilkenny?
A.D. 1324. Alice Kyteler. La strega  di Kilkenny è nata subito dopo il thriller storico “L’enigma del Battista”. Anni fa lessi un trafiletto che parlava della famosissima strega di Kilkenny, e mi innamorai letteralmente di quella donna. Da quel momento in poi, quasi in maniera ossessiva, mi misi alla ricerca di documenti storici sulla sua figura, visto che erano stati pubblicati solo un paio di romanzi in inglese. Riuscii a trovare gli atti originali del processo e iniziai, insieme a un professore di latino, la traduzione dello stesso.  A un certo punto il professore mi abbandonò e io decisi di scrivere L’enigma del Battista dove, in parte, riportai la storia di Alice Kyteler. Il romanzo ebbe molto successo e io decisi di tornare alla traduzione per raccontare il resto della storia della “strega”. Dopo altri due anni di lavoro e di studio avevo fra la mani tutti gli elementi necessari per raccontare la storia fino alla fine. Come potevo non farlo?

La ricostruzione storica del romanzo è molto accurata e precisa. Che tipo di lavoro hai affrontato? Cosa suggeriresti a chi vorrebbe impegnarsi nella stesura di un romanzo storico?
Come ti dicevo sopra, ho affrontato anni di traduzione degli atti del processo e anni di ricerche sul periodo storico, sugli usi e costumi del tempo, sulla guerra contro l’Inghilterra e sulla stregoneria. Scrivere un romanzo storico non è uno scherzo; ogni dettaglio deve essere preciso e facilmente riscontrabile. Ci vuole molto tempo, per scrivere un romanzo storico, e bisogna armarsi di pazienza e di voglia di imparare ogni giorno qualcosa di più. Per scrivere in maniera credibile si deve conoscere ogni minimo dettaglio dell’epoca storica che si vuole narrare, al fine di evitare non solo errori, ma anche una mera elencazione di elementi ritenuti importanti per la vicenda. Il lettore deve avere l’impressione di trovarsi in quel luogo e in quella epoca, e non sempre è facile creare il giusto equilibrio narrativo. 

Ritrovi qualcosa di Lorena nella fascinosa, altera, colta e intelligente Alice? O è scattata in qualche istante della stesura del libro una i identificazione con la tua protagonista o con qualche aspetto della sua personalità?
Se ti dicessi che mi sento proprio Alice mi prenderesti per matta? Eppure io sono convinta di essere stata lei, altrimenti molte cose non si spiegano, così come non si spiega l’odio profondo che nutro nei confronti di Richard de Ledrede, il vescovo di Kilkenny. E, per avvalorare la mia tesi, ti racconto una vicenda che mi è accaduta proprio a Kilkenny, nel giugno scorso, e della quale ho già parlato sulla mia pagina Facebook.
Ero andata a presentare il romanzo nella Cattedrale di St. Canice, dove è sepolto Richard de Ledrede, e, dopo la presentazione, scattai molte foto con il mio cellulare. Una volta salita sull’autobus, che mi avrebbe riportata a Dublino, controllai le foto che avevo scattato e… erano tutte capovolte. Nessuno ha capito il perché di quella stranezza e, nonostante io le abbia raddrizzate diverse volte, le foto si capovolgono di nuovo tutte. Forse, mi dico, quando le riguardo, non sono del tutto matta e in me c’è molto di Alice. In ogni caso io e lei ci assomigliamo molto: entrambe indomite ed entrambe caparbie e coraggiose. Sono molto contenta di assomigliarle così tanto.

Secondo me, il tuo romanzo implica una condanna netta del dogma assoluto rappresentato dal vescovo de Ledrede  e che viene strumentalizzato per ottenere una posizione di supremazia politico-temporale, che con la fede autentica non ha molto a che fare.
Sì, è proprio così. In realtà il vescovo mirava solo a impossessarsi di tutti i beni di Alice (e lei possedeva mezza Irlanda), proprio perché la Chiesa, in quel tempo, spogliava gli eretici di ogni bene. Per Richard de Ledrede mandare Alice sul rogo significava poter ambire a un vescovado importante a Parigi, come lui desiderava da sempre.  Il suo accanimento era dettato dall’avidità e dalla sete di potere e non dalla fede autentica, poco ma sicuro.

Una curiosità: hai frequentato una scuola di scrittura creativa. Cosa puoi dirci di questa tua esperienza? 
Grazie alla scuola di scrittura, frequentata presso il Circolo Virtuoso “Il nome della rosa” di Giulianova, una cittadina qui vicino, ho riscoperto il piacere di scrivere (avevo lasciato da un po’), e la voglia di rimettermi in gioco. In realtà devo tutto a Roberto e Domenico, i due artefici del corso di scrittura, se poi la mia vita ha preso la strada che avevo sempre desiderato intraprendere, quindi ti posso dire che questa è stata un’esperienza non solo utile, ma proprio “magica”.  

Hai pubblicato con diverse case editrici: hai un consiglio per chi vorrebbe pubblicare il suo manoscritto?
Uno in primis: evitare le case editrici a pagamento. 
Subito dopo consiglierei di individuare le CE che hanno, in catalogo, il genere a cui appartiene il romanzo scritto, di cercare di capire quali sono i generi che i lettori apprezzano particolarmente, e di scrivere un romanzo che abbia una struttura solida, oltre a una storia interessante. In ultimo, ma non per importanza, presentare un manoscritto che rispetti le regole basilari: cartelle editoriali standard, testo giustificato, font Times New Roman 12, tanto per citarne qualcuna. Poi è necessario leggere le regole dettate dalle case editrici per inviare i manoscritti. In poche parole bisogna essere professionali e allegare una sinossi ben scritta e una breve biografia scritta in terza persona. In questo modo ci si presenta in maniera giusta e si ha la possibilità di non essere cestinati subito.

Veniamo a Lorena e ai suoi progetti futuri. Cosa puoi anticiparci al riguardo?
Ho quattro romanzi in uscita e una nuova edizione di L’enigma del Battista. Il primo che verrà pubblicato sarà un nuovo romance ambientato in Abruzzo, regione dove abito e che amo moltissimo. Poi ho due romanzi da finire di scrivere e un nuovo thriller che ho già scritto nella mia mente. Per il momento basta così, oserei dire.

Bio
Lorena Marcelli nasce nel 1965, vive in Abruzzo e lavora in un Ente pubblico. Laureata in Giurisprudenza scrive dal 2011 e ha vinto diversi concorsi nazionali.   Al suo attivo ha diversi romanzi e raccolte di racconti, è curatrice di antologie a scopo benefico e con la sua Associazione culturale ha finanziato tre Centri antiviolenza abruzzesi, una raccolta di medicinali per il Venezuela e un corso di ippoterapia per minori portatori di handicap. Da sempre appassionata dell’Irlanda e di storia medievale irlandese, ma anche dell’Abruzzo, non manca mai di ambientare i suoi romanzi in queste due terre, perché è convinta che la promozione turistica di un territorio passi anche attraverso la letteratura. 
Bibliografia
2010- MG Editore “Intramontabili inquietudini quotidiane”- Raccolta di racconti; - MG Editore “Le figlie della Terra” - Romanzo di narrativa
2014 - “Uno strano scherzo del destino” –(tradotto  in inglese e tedesco)  e “Per Averti” - romanzi erotici - Pubblicati con pseudonimo Laura Fioretti 
2014 “L’enigma del Battista” - Thriller Storico - Marcelli Editore
2015 - “Avrò cura di te” –romanzo erotico- Pubblicato con pseudonimo Laura Fioretti - 
2015 - “La Collina dei Girasoli” - Romanzo di narrativa -  Edizioni Esordienti Ebook
2016  - “Un’altra direzione”- Romanzo di narrativa - Edizioni Esordienti Ebook
2017 - “Un battito di ciglia” Emma Book - romance -- “Silver Rose”  romance - collana You Feel Rizzoli- Pubblicati con pseudonimo Laura Fioretti

2018 - “A.D. 1324 Alice Kyteler, la strega  di Kilkenny”- Romanzo storico - - “Sposami per un anno e un giorno” - Romance - Le Mezzelane Casa Editrice - 

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