martedì 6 novembre 2018


Quel treno per il Pakistan
Khushwant Singh
Marsilio
pag. 208
prezzo € 5,52

La Trama
"Protagonista del romanzo è l'India con la sua saggezza e la sua follia, il suo fascino e la sua ferocia. Un romanzo che parlando di ieri ci aiuta a capire molto dell'India di oggi, delle sue tensioni e della sua speranza di riscatto. Che si realizza nell'ultima pagina, per l'ultimo treno: in un commovente, indimenticabile finale." (Marco Restelli) 

Recensione
Quel treno per il Pakistan, di Khushwant Singh è un libro durissimo e straordinario. Pieno di poesia, la poesia dell'India, delle sue campagne immemori, dei suoi villaggi e dei suoi tramonti, delle notti fragranti e dei canti, i dolci ghazal. E, al tempo stesso, la violenza più atroce si mescola a questa poesia, la violenza che ha sconvolto il Paese alla vigilia della separazione, quando è nata l'India democratica, quando è nato il Pakistan ed improvvisamente i villaggi, le campagne, le città si sono divisi in quartieri, fazioni, parti. Si fatica a leggere che l' odio è scoppiato tra vicini di casa, i politici hanno ignorato o fomentato gli eccidi, gli intellettuali hanno fallito nel tentativo di rinnovare le coscienze. Si fatica, nonostante la prosa superba, perché siamo intimamente consapevoli che nessun luogo, nessun popolo, nessuna realtà sono immuni da questo virus ferale. E, allora, solo l'esempio del protagonista ci può aiutare. Solo la consapevolezza che l'amore può scardinare falsi miti e false ideologie. Cosi, nelle pagine finali, che invito il lettore coraggioso ad assaporare in tutta la drammaticità, si scopre come un gesto d'amore, uno solo, possa avere ripercussioni enormi e salvifiche. Mirabile butterfly effect!
                     Giada Pauletto

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