lunedì 6 agosto 2018

Viaggio in Albania
Joseph Roth
Passigli
pag. 69
prezzo € 6,80

La Trama
"Viaggio in Albania", qui per la prima volta tradotto in italiano nella sua interezza, raccoglie l'insieme dei reportages che il grande narratore scrisse in occasione del suo viaggio in Albania nel 1927 in veste di corrispondente della "Frankfurter Zeitung". Scritti con l'humour e la sensibilità ben noti ai suoi lettori, gli articoli sono penetranti descrizioni di quei luoghi: la terra e la natura aspra; il popolo albanese con le sue peculiarità e tradizioni, i suoi cerimoniali nazionali e lo stile di vita; le antiche città dalle suggestioni bibliche e quelle più moderne protese faticosamente al raggiungimento di una qualche forma di progresso: il tutto senza rinunciare mai alla notazione pittoresca, né ad un'attenta analisi storico-politica. L'autore è colpito soprattutto dagli elementi ancora arcaici che caratterizzano il popolo e i costumi albanesi in quei primi decenni del Novecento; a paragone del grande e ormai smembrato impero da cui Roth proveniva, questa ex provincia dell'impero ottomano non poteva non apparirgli ben distante dalla 'civilizzata' realtà che aveva conosciuto, sebbene con la consueta ironia Roth non risparmi nemmeno gli stessi 'europei', osservando che molto spesso tradizioni e costumi occidentali non risultavano poi così differenti, e a volte neppure superiori…

Recensione
Joseph Roth scrisse Viaggio in Albania tra il 1927 ed il 1939. È un reportage giornalistico ante litteram. Infatti, l'Autore non si limita a descrivere paesaggi, costumi ed abitudini che, all'epoca, sembravano esotiche, ma descrive anche gli avvenimenti politici, le relazioni con l'Italia fascista, la Jugoslavia pre-Tito e l'Europa dove cresceva, nel l'indifferenza generale, la gramigna del Nazismo.
Con uno sguardo disincantato ed uno stile caustico capace di improvviso lirismo, Roth ci trascina tra montagne imponenti e città che si aprivano alla modernità, austeri villaggi di pietra e scure foreste. L'Autore regala descrizioni etnografiche impareggiabili ma non si abbandona al folklore del racconto di viaggio. E non mancano note di ironia verso i costumi ed i valori cosiddetti occidentali, riflettendo, con profetica amarezza, sul fatto che sì, in Albania, si praticava la vendetta di sangue, ma, in Baviera, gli scrittori finivano in carcere senza sapere bene il perché…
                                         Giada Pauletto

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