lunedì 6 agosto 2018

Il peso della farfalla
Erri De Luca
Feltrinelli
pag.70
prezzo €10,96
e-book € 3,99

La trama
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.

Recensione
Capita, a volte, che la prosa esca dal bozzolo e spicchi il volo con le ali della poesia.
Questo racconto lungo vi ruberà al massimo un paio d'ore. È necessario, quindi, scegliere con cura momento e luogo della sua lettura, perché non si presta a essere interrotto dalla fermata della metropolitana o dalle priorità di un dentista.
Scegliete una notte di pioggia o di neve, se ne avete la possibilità in montagna, magari davanti al fuoco di un camino, se, fortunati, avete anche questa possibilità.
Dicevamo racconto, ma sarebbe più corretto chiamarlo favola, vista la presenza di ben due Re, uniti dallo stesso nome, dallo stesso regno e condannati da un fatto di sangue a esistenze rese parallele dall'inconsistente traversina rappresentata da una bianca farfalla.
Quanto al regno, si contendono quello dei silenzi, dei grandi spazi e della solitudine, e si accompagnano ai sudditi solo per potersene subito distaccare e tornare, dopo opportuna catarsi, a meglio godere delle loro ricchezze.
Ma, siccome la monarchia è sistema di governo perfetto, con il correttivo del regicidio, non potranno procrastinare ulteriormente il loro confronto e si troveranno al cospetto di un Imperatore che, per farsi beffe di corone, avrà bisogno di una misera manciata di grammi.
Consigliato, mi chiedete? … imperdibile.
Un ago prezioso nel pagliaio della letteratura italiana di questi anni.
                                     Riccardo Gavioso

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