mercoledì 4 luglio 2018

Le signorine di Concarneau
Georges Simenon
Adelphi
pag. 136
prezzo   € 13,60
e-book  € 9,99

La Trama
Jules Guérec - quarant'anni, celibe, proprietario di due pescherecci - è sempre vissuto nella cittadina bretone in cui è nato, nella casa adiacente all'emporio che la sua famiglia gestisce da generazioni, nello stesso odore "di catrame, cordami, caffè, cannella e acquavite", insieme alle due sorelle rimaste nubili, che lo accudiscono con una sollecitudine benigna, occhiuta e possessiva. A loro Guérec deve rendere conto di come spende ogni centesimo. Persino quando gli capita di andare a Quimper, e di non resistere alla tentazione di tornare in quella certa strada dove un paio di signore "arrivate da Parigi" passeggiano "gettando agli uomini sguardi provocanti", il pensiero di come farà a giustificare i cinquanta franchi mancanti gli rovina il piacere. Sono loro, le sorelle, a sorvegliare tutto, a provvedere a tutto. Anche quella volta che lui, da giovanotto, ha messa incinta una ragazza, è stata Celine - che delle due è la più penetrante e la più spiccia, e che afferma di conoscere il fratello come fosse un figlio suo - a prendere in mano la situazione. Una notte, però, Guérec, senza quasi accorgersene, sarà la causa di un evento tragico, le cui paradossali conseguenze potrebbero forse spingerlo a uscire dal bozzolo soffocante, ma anche tiepido e rassicurante, dei legami familiari.

Recensione
E dopo tanti libri orientali (di ispirazione, autore o ambientazione) ecco un classico occidentale: Georges Simenon, Le signorine di Concarneau.
Non è un giallo, ma un romanzo intimista.
Un romanzo sulle relazioni familiari, sul troppo amore che non fa crescere, sulla responsabilità negata, sui piccoli peccati quotidiani. Troppo miseri per fare davvero il male, ma, al tempo stesso, capaci di avvelenare lentamente l'anima.
E, come scenografia, la Bretagna d'inverno, le brume, il mare agitato, le donne con la cuffia inamidata, il traghetto, il vecchio selciato ed i tetti d'ardesia. Una bellezza selvaggia e libera che contrasta con l'universo ora povero ora piccolo borghese della cittadina.
E infatti, gli unici attimi di assoluto respiro sono le uscite dei pescatori, in alto mare, verso scogliere frastagliate. Immensità.
                                       Giada Pauletto

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