domenica 22 luglio 2018

Il rifugio delle ginestre
Elisabetta Bricca
Garzanti Libri
pag. 196
prezzo € 14,31
e-book € 9,99

La Trama
È una calda mattina d'estate sulle colline umbre e nell'aria aleggia un profumo inconfondibile di rose e lavanda. Sveva è solo una bambina e sta correndo felice nei campi non lontani da casa. Al collo il suo ciondolo preferito. Non è un ciondolo qualsiasi: racchiude una piccola radice di ginestra, il fiore della forza e dell'attaccamento alle proprie origini, simbolo di un passato che le parla di tradizioni popolari e antiche leggende. Ormai sono passati anni da allora e Sveva non crede più in quelle storie. Da quando si è trasferita a Roma per fare la copywriter in un'agenzia di grande successo, ha preferito lasciarsi alle spalle quel passato ingombrante in cui non si riconosce più. Eppure, è in quel casale della sua infanzia, pieno di ricordi e segreti nascosti, che ora deve tornare. Gliel'ha fatto promettere sua madre. Sua madre che, prima di morire, riesce solo a rivelarle che lì potrà trovare piccole tracce in grado di condurla a suo padre. Quel padre che Sveva non ha mai conosciuto. Per lei non c'è altra scelta che partire. E non appena arriva in quella terra dove è ancora la natura a dettar legge, il ciondolo recupera la sua antica forza e le ricorda che solo qui potrà trovare le risposte alle tante domande su sé stessa e sulle proprie origini che la tormentano da anni. Ora, Sveva è pronta a cercare e conoscere la verità. Per lei è finalmente arrivato il momento di chiudere una volta per tutte con il presente e guardare al futuro con occhi nuovi. Ha bisogno di recuperare le proprie radici e sentirsi di nuovo a casa, proprio in quel luogo che conserva echi di amicizie autentiche e di amori che superano la prova del tempo. Perché non è mai troppo tardi per scegliere ancora la vita e l'amore, anche se a volte sembrano lontani e inafferrabili.

Recensione
Un bel romanzo, di quelli che appassionano, coinvolgono e convincono.
Il rifugio delle ginestre è la storia di Sveva una donna che, in fondo e nonostante tutto, non ha paura: non ha paura di cambiare, di rivoluzionare la sua vita, di affrontare il passato per riappropriarsi di se stessa e della sua più profonda e intima essenza. 
Sveva sa volare alto, sa lasciarsi andare e cedere ai sogni per quanto arrischiato e doloroso possa risultare.
Perché possiede la rara capacità di dotarsi di un paio d’ali anche quando la vita vorrebbe sottrargliele, sa attingere dalla natura, dalla bellezza e dai sentimenti più genuini e puri la forza e l’energia per ricostruire se stessa e un futuro nuovo, diverso da quello che l’abitudine, le norme e regoli sociali vorrebbero tracciare per lei.
Nel suo cammino troverà l’amore e recupererà un passato che credeva irrimediabilmente perduto. 
Ambientazioni suggestive,  personaggi convincenti e di autentico spessore umano, trama ben sviluppata, prosa accurata: in definitiva un romanzo che merita. Intelligente e sincero, conferma le doti narrative di Elisabetta Bricca, la sua penna acuta e leggera al tempo stesso.


Una bella chiacchierata con Elisabetta Bricca, l’autrice.

Elisabetta, come nasce Elisabetta Bricca scrittrice? Che motivazioni ti hanno portato a diventare autrice?
Ho sempre letto moltissimo, sin da bambina.
Crescendo è nato in me il desiderio di inventare storie e di volerle condividere. Diciamo che scrivere è il modo in cui riesco ad esprimere meglio le mie emozioni.
Il tuo romanzo Il rifugio delle ginestre ha come protagonista Sveva, una donna che sa osare, capace di reinventare la sua vita e di affrontare il suo passato. Quanto di te c’è nella tua protagonista e, in genere, nei personaggi che crei?
C’è in parte la mia visione della vita. Non sono mai stata una che si è seduta ad aspettare che i cambiamenti si scatenassero, li ho cercati.
Io e Sveva siamo simili in questo: non abbiamo paura di metterci in gioco. Nei miei personaggi, in generale, c’è sempre qualcosa di me, del mio mondo, delle persone che amo, di chi incontro sulla mia strada. 
Come è sorta l’dea del romanzo? Che cosa ispira le tue storie?
Il rifugio delle ginestre è nato come omaggio a una terra in cui vivo da pochi anni, l’Umbria, che amo e che ho sempre molto amato.
Volevo che chi avrebbe letto la storia, potesse vederla attraverso gli occhi di chi ha ancora la fortuna di vivere a contatto con la natura e gli animali selvatici. Non l’Umbria di Eurochocolate, per intenderci, ma quella autentica dei campi sterminati, dei silenzi, delle leggende e delle superstizioni. L’Umbria contadina, dei pescatori che è poi l’anima di questa terra. Una terra ancora poco addomesticata, di cui si parla ancora poco e solo ultimamente.
Le mie storie nascono da dettagli e dall’ascolto. Mi piace molto parlare con le persone, sono affascinata dalle storie di vita vissuta. 
Che tipo di lavoro precede la scrittura dei tuoi libri? Pianifichi trama e personaggi o scrivi di getto?
C’è un tempo di metabolizzazione della storia che precede la fase della scrittura. Di solito, sto mesi senza scrivere una parola: rifletto sui personaggi, sulla trama, sullo sviluppo.  Non pianifico, butto giù solo una sinossi di massima. Non ho mai fatto schede dei personaggi, né suddivisione per capitoli. Sono caotica.
E la prima stesura la scrivo tutta di getto.
Hai qualche autore che ami particolarmente e che consideri un tuo punto di riferimento essenziale?
Ne ho tanti, ma ne dico uno su tutti: Virginia Woolf.
Com’è la giornata di Elisabette Bricca donna e autrice?
Dovrebbe essere di 48 ore, banale ma è così.
Sono mamma di due adolescenti, vivo in campagna in un grande casolare, bello ma impegnativo. La mattina mi sveglio prestissimo, 5.30/6.00. In inverno accendo le stufe a legna, porto le ragazze a scuola, passo a trovare mia madre ogni giorno, anche solo per vedere come sta. In estate, mi sveglio allo stesso orario, mi occupo dei fiori, del nostro Airbnb, ospitiamo gente da tutto il mondo, e sono property manager.
In tutto questo caos, cerco di ritagliarmi tempo per scrivere. Di solito, ci riesco la notte quando riesco a trovare un po’ di pace. Finalmente.
Che percorso ti ha portata a pubblicare un tuo lavoro con una casa editrice importante? E hai qualche suggerimento per chi vorrebbe veder pubblicato un suo manoscritto?
Il mio è stato un percorso lungo.
Poi due anni fa mi ha cercata Silvia Donzelli, la mia attuale agente, e da lì è nato tutto. Avevo già la prima stesura di quello che sarebbe diventato “Il rifugio delle ginestre”,  il manoscritto è stato spedito in Garzanti che, dopo un mese,  mi ha convocata a Milano.  
Aspetti per anni un momento così e poi succede tutto in fretta.
Molto emozionante, molto bello.
Consigli da dare... leggere, leggere tantissimo. Imparare dai grandi.
Non arrendersi, trovare un ottimo agente. Mettersi sempre in discussione, non tirarsela. Si fa molto presto ad andare su e si fa altrettanto presto a scendere. Rimanere con i piedi per terra, scrivere ciò che si ama, che ci piacerebbe leggere. Le leggi del mercato sono altalenanti, ciò che abbiamo nell’anima rimane.
Nel tuo futuro di scrittrice troveremo…
Un nuovo romanzo che, se tutto va come previsto, dovrebbe sempre uscire  per Garzanti. 
La pubblicazione de “Il rifugio delle ginestre” in tedesco per Bastei Lubbe, si prevede l’uscita in Germania per l’estate 2019.

Bio
Elisabetta Bricca, nata e cresciuta ner core di Roma, è laureata in Sociologia, comunicazione e mass media; è copywriter, autrice e traduttrice. Vive con il marito e le due figlie al Rifugio del Daino, un antico casolare umbro circondato da ulivi e boschi, che domina il Lago Trasimeno. È appassionata di arte, cucina, vino e natura.

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