domenica 22 luglio 2018


Hotel Praga
Pierluigi Tamborini
Reverdito
pag. 303
prezzo €10,30

La trama
C'è un fantasma che si aggira nella Marca trevigiana. Il fantasma di un soldato morto durante la Prima guerra mondiale. Sembra impossibile, ma lo spunto che dà vita a questo romanzo nasce da una storia vera. È il racconto di numerosi testimoni che sostengono che nella stanza di un albergo, trasformato in ospedale durante la Grande Guerra, di notte si manifesta una presenza soprannaturale. Il fantasma del soldato non è il primo attore del libro, ma soltanto un trait d'union fra i protagonisti, oltre che il testimone di un possibile varco di confine tra questo universo ed un mondo parallelo. In questo scenario (Altinia, in realtà una Treviso leggermente modificata) si muove Giulio, il protagonista, un antiquario trentacinquenne, un Peter Pan alla costante ricerca dell'Isola che non c'è e soprattutto dell'amore perduto. È l'amore per una donna che Giulio sognerà di ritrovare per tutta la durata del romanzo, ma forse serviranno i confini di un altro mondo per poter riaccendere quella passione. "Hotel Praga" è tutto questo, ma è anche e soprattutto un cammino dove la dimensione onirica e quella del reale spesso si intrecciano. Un libro sul dolore della crescita che, attraverso numerosi colpi di scena, arriva ad una conclusione inaspettata. E insieme ad essa c'è anche la consapevolezza che tutti hanno, o almeno dovrebbero avere una seconda possibilità.

Recensione
Se vi è capitato di vedere all'opera un vecchio cestaio, sarete certo rimasti ammaliati dalla maestria delle sue dita nell'intrecciare il giunco.
Stessa ammirazione che riserverete a Pierluigi Tamborini per la sua capacità di utilizzare come materia prima un "fatto" locale e farne il punto di partenza per un romanzo che, sospeso magicamente tra sogno e realtà, catturerà fin dalle prime pagine la vostra attenzione, in attesa che la sua penna sicura trasformi gli intrecci paralleli che si dipanano nel libro in una sorta di caleidoscopio che, a ogni capitolo, modificherà la vostra percezione.
Un romanzo che sul invita alla riflessione su amicizia, amore e maturazione personale, impreziosito da un'ironia raffinata che finisce per modellare un'indimenticabile galleria di personaggi.
L'unico problema è come inquadrare un romanzo di questo tipo senza essere riduttivi e fare un torto alle raffinate radici letterarie dell'autore che affondano nel meglio della narrativa mainstream e della fantascienza... si potrebbe provare a coniare il neologismo "irrealismo magico", ma suona maluccio, e mi viene molto più semplice dirvi: è un libro che vi incanterà, leggetelo!
Particolarmente indicato a chi abbia un rapporto col ponte di Calatrava peggiore di quello che aveva Guy De Maupassant con la Tour Eiffel (ci andava a mangiare pur di non essere obbligato a vederla), e sarà lieto di scoprire che la maggior parte delle città di Venezia ne sono tutt'ora prive…
                                                             Riccardo Gavioso

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