venerdì 15 giugno 2018

Nelle stanze della soffitta
Tahereh Alavi 
Brioschi
pag. 142
prezzo   € 10,20
e-book  € 5,99

La Trama
"Chi sono e cosa mi porto dietro del mio passato?" Questi sono gli interrogativi che accompagnano la protagonista di questa storia, una studentessa iraniana che si trasferisce a Parigi per iscriversi a Medicina, ma che finisce per cambiare i propri progetti e lavorare, quasi per caso, in un obitorio musulmano. La città si rivela una fonte inesauribile di scoperte, a partire dalla soffitta in cui la ragazza vive insieme ad altri inquilini provenienti da tutto il mondo. Nel microcosmo etnico dell'appartamento si covano incertezze, si intrecciano amicizie e si coltivano nuove consapevolezze: nella protagonista l'incontro con gli altri suscita prima di tutto un giudizio tagliente e sarcastico che non risparmia nessuno, poi una lenta scoperta delle proprie debolezze, infine la maturazione di una personalità più completa, cosmopolita e capace di far intimorire anche il più caparbio dei nostri cliché. Nelle stanze della soffitta è un interessante tassello nel panorama della letteratura di migrazione nata in Iran negli ultimi decenni.

Recensione
Per la serie, abbiamo tutti dei pregiudizi, ecco il romanzo di Tahereh Alavi Nelle stanze della soffitta!
Siamo a Parigi, un edificio per studenti: iraniani, americani, spagnoli, indiani, afgani, africani… studenti universitari e dottorandi, tutti stranieri a condividere spazi e speranze. Eppure ciascuno guarda l'altro con sospetto, talora con sottile disprezzo, con malcelata tolleranza. 
La scrittura è corrosiva, tagliente, d'una ironia caustica e tutto appare diverso da come realmente è. Per scoprire quanto è difficile l'incontro con l'altro, anche quando aspetti culturali religiosi o sociali sembrano accomunare. E dietro le parole della protagonista che, in raffinato Farsi, dice sorridendo al Portoghese un po' sbruffone: "non ti darei un ceffone, figurati se ti offro un caffè", si apre un'incredibile voragine di incomunicabilità.
Alla fine si riflette. Su come vediamo il mondo attorno a noi e come il resto del mondo ci guarda. Si riflette sulle interpretazioni, le somiglianze e le differenze. 
Sui silenzi e sul non detto che, a volte, pesa più di ogni parola.
                                                  Giada Pauletto

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