domenica 24 giugno 2018


I cani e i lupi
Irene Némirovsky
Adelphi
pag. 240
prezzo  € 5,50
e-book € 2,99

La Trama
Le basta vederlo una volta sola, quel bambino ricco, ben vestito, dai riccioli bruni, dai grandi occhi splendenti, che abita nella meravigliosa villa sulla collina e di cui dicono sia un suo lontano cugino, per essere certa che lo amerà per sempre, di un amore assoluto e immedicabile. A Kiev, la famiglia di Ada abita nella città bassa, quella degli ebrei poveri, e suo padre appartiene alla congrega dei maklers, gli intermediari, quegli umili e tenaci individui che si guadagnano da vivere comprando e vendendo di tutto, la seta come il carbone, il tè come le barbabietole. Fra le due città sembra non esserci nessun rapporto, se non il disprezzo degli uni e l'invidia degli altri. Eppure, quando il ragazzine Harry si troverà di fronte la bambina Ada, ne sarà al tempo stesso inorridito e attratto: "come un cagnolino ben nutrito e curato che senta nella foresta l'ululato famelico dei lupi, i suoi fratelli selvaggi". Molti anni dopo il destino li farà rincontrare a Parigi: e Harry cederà a quella misteriosa attrazione del sangue che Ada esercita su di lui.

Recensione
I cani ed i lupi di Irene Némirovsky mi è stato regalato da una carissima amica. In questo modo, mi ha iniziato allo stile soave, evocativo ed estremamente intimistico dell'Autrice. Uno stile unico, nato dalla sensibilità di tre anime: russa, francese, ebraica. Il romanzo ha di per sé una trama semplice, mentre complessa è la gamma dei sentimenti e delle emozioni che descrive: l'amore, un amore che è anche ossessione, paura, rinuncia; il riscatto sociale; l'inquietudine; le ambizioni; le invidie; l'odio (razziale, verso il ricco capitalista, verso il rivale in amore...). La protagonista, Ada, si libra sopra ogni sventura ed ogni svolta del destino. Libera, artista, ostinata, in un qualche modo selvatica, ella ci offre un bocciolo di speranza. 
Quella speranza che, da li a poco (il romanzo si conclude nel 1939), sarebbe stata divelta da una tempesta inimmaginabile. 
Quella tempesta si è portata via Irene Nemirovsky. 
Ada, alla fine, è rimasta con noi, perennemente giovane, perennemente simbolo di speranza. 
                                                         Giada Pauletto

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