domenica 10 giugno 2018


Fuga dal campo 14 
Blaine Harden
Codice
pag. 290
prezzo   € 14,36
e-book  € 6,99

La Trama
Shin Dong-hyuk è l'unico uomo nato in un campo di prigionia della Corea del Nord ad essere riuscito a scappare. La sua fuga e il libro che la racconta sono diventati un caso internazionale, che ha convinto le Nazioni Unite a costituire una commissione d'indagine sui campi di prigionia nordcoreani. Il Campo 14 è grande quanto Los Angeles, ed è visibile su Google Maps: eppure resta invisibile agli occhi del mondo. Il crimine che Shin ha commesso è avere uno zio che negli anni cinquanta fuggì in Corea del Sud; nasce quindi nel 1982 dietro il filo spinato del campo, dove la sua famiglia è stata rinchiusa da decenni. Non sa che esiste il mondo esterno, ed è a tutti gli effetti uno schiavo. Solo a ventitré anni riuscirà a fuggire, grazie all'aiuto di un compagno che tenterà la fuga con lui, e ad arrivare a piedi e con vestiti di fortuna in Cina, e da lì in America. Questa è la sua storia.

Recensione
Un'occasione perduta.
Fuga dal campo 14 è un libro che andrebbe letto per apprendere alcune cose che il giornalismo toccatoci in sorte, concentrato sulla pettinatura del leader nordcoreano e sui suoi razzetti, reputa secondarie e trascurabili.
Magari per scoprire che non solo al bestiame tocca nascere dentro un recinto, dentro il recinto passare aggiogato la vita e dal recinto uscire solo per morire. Magari scoprire che mentre una dinastia di pazzi gioca con voi al gatto col topo, a voi col topo non sarà dato giocare perché col cibo, specie quello prelibato, non si gioca. O scoprire che una vecchia macchina per cucire può costarvi un dito anche quando non sta funzionando, o che, anche se siete considerati molto abbienti, vi toccherà congelare i vostri escrementi e conservarli in frigo in attesa che vengano ritirati come fertilizzanti per l'agricoltura.
Se potete scoprire queste e altre mille cose, perché un'occasione perduta? … perché se una grande penna ci avesse raccontato la vita di Shin Dong-hyuk, avremmo un capolavoro al posto di una biografia che incede coi col pathos di un saggio.
Io vi raccomando di leggerlo perché nonostante tutto calamiterà la vostra attenzione, magari con un po' d'amaro in bocca per le occasioni perse in letteratura.
                                                                                                   Riccardo Gavioso

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