lunedì 9 aprile 2018


La cicala dell’ottavo giorno 
Mitsuyo Kakuta
Neri Pozza
pag. 398
prezzo  € 15,30
e-book € 8,99

La Trama
Kiwako è un'attraente ragazza quando, alla fine degli anni Ottanta, viene assegnata dalla K, una grande industria di abbigliamento intimo, alle Pubbliche relazioni col compito di illustrare sul bollettino mensile dell'azienda i profili dei nuovi impiegati. Incaricata di descrivere Akiyama Takehiro, un impiegato di Nagano appena approdato alla sede centrale di Tokyo, Kiwako commette un errore grossolano. Pubblica, a corredo dell'articolo, una fotografia che non ritrae il nuovo arrivato, ma l'impiegato oggetto del pezzo successivo. Quando va a scusarsi con Takehiro, questi risponde scherzosamente: "Invitami a cena e sarai perdonata". La cena si svolge, e si rivela fatidica. I due cedono senza ritegno alla passione e si legano in un rapporto che non risparmia a Kiwako umiliazioni e ferite. Takehiro, infatti, è sposato con Etsuko, un'impiegata part-time presso la K di Nagano, e non esita a ricorrere a menzogne, sotterfugi e false promesse, innanzi tutto quella di abbandonare la moglie, pur di tenere legata a sé Kiwako. Dopo aver subito un aborto dalle conseguenze irreparabili e aver assistito, sgomenta, alla nascita della bambina di Takehiro ed Etsuko, Kiwako compie qualcosa di inimmaginabile, un crimine per il quale finisce ricercata dall'intero commissariato di polizia di Hino, a Tokyo. Penetra in casa di Takehiro ed Etsuko e rapisce Erina, la loro figlia di sei mesi. Con la bambina in braccio, una neonata che sorride dolcemente, Kiwako riesce a far perdere le proprie tracce…

Recensione
Un buon libro lascia sempre il lettore con una domanda tra le mani e senza una mensola su cui appoggiarla: “Madre è chi ci ha dato alla luce o chi si è preso cura di noi?”
Certo, di solito le cose coincidono, ma a volte no, e a volte la divergenza può derivare da circostanze che impongono di essere narrate, magari con la delicatezza stilistica della Kakuta, portati per mano in un Giappone moderno, ma intriso di antiche tradizioni e contraddizioni. Condotti in un viaggio che a tratti ricorda La Strada di Cormac McCharty depurata dagli scenari catastrofici. Anche se per la cicala che passa una vita sottoterra per poi vivere sette giorni, l’alba dell’ottavo non potrebbe che essere apocalittica.
                                                                          Riccardo Gavioso

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