domenica 4 marzo 2018


Lacci
Domenico Strarnone
Einaudi
pag. 133
prezzo  €14,87
e-book €9,00

La Trama
"Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie". Si apre cosi la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Recensione
Quando il matrimonio da legame diventa laccio, è possibile andarsene senza inciampare?
Naturalmente la risposta non ve la darò io, ma Domenico Starnone con questo breve romanzo che è un piccolo gioiello. E lo farà servendosi di ben tre voci narranti e di molteplici prospettive temporali, che dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la sua grande capacità di approfondimento psicologico e la sua invidiabile tecnica di scrittura.
Lacci è la storia nitida del crollo di un matrimonio, del suo rumore che persiste come un acufene, la storia di ferite che possono smettere di sanguinare, ma che non possono rimarginarsi, di danni che si protraggono nel tempo e delle loro conseguenze che emergono, imprevedibili e spietate, da un mare ormai calmo.
Questo groviglio di sentimenti e di felicità avvizzite, ci regalano uno "Stoner" italiano che non sfigura rispetto a quello del romanzo di Williams, semmai rendendo questa figura letteraria più fruibile per il lettore.
                                                                                        Riccardo Gavioso

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