sabato 23 settembre 2017

Segnaliamo Il lato oscuro della luna di Stefano Nasetti, un saggio che ripropone le domande più profonde, autentiche e, forse drammatiche, che da sempre accompagnano l’esistenza dell’uomo e tenta di trovare, se non una risposta, una chiave per comprendere il significato della nostra vita, della nostra presenza nell’Universo attraverso un percorso che si snoda fra filosofia, storia, biologia, in una parola fra umanesimo e scienza.



Il lato oscuro della luna
Stefano Nasetti
Kindle Amazon
pag. 451
prezzo € 9,99

Di cosa tratta il libro.
L’autore propone un viaggio tra storia, archeologia, filosofia, teologia, sociologia, biologia, astronomia, fisica e tecnologia, alla ricerca di risposte alle domande: Chi siamo? Da dove veniamo? Dove ha avuto origine tutto? C’è e qual è lo scopo della nostra esistenza? Esiste un Dio? La storia umana che conosciamo è corretta? Abbiamo una percezione corretta del mondo e della realtà in cui viviamo? Siamo soli nell’universo?
Grazie all’analisi delle molte scoperte scientifiche effettuate in tutto il mondo dai maggiori scienziati e laboratori di ricerca pubblici e privati, e utilizzando la teoria degli antichi astronauti quale filo conduttore di questo viaggio, l’autore indaga su molti misteri ancora oggi dibattuti, dall’origine della vita, all’esistenza di un dio creatore, dall’evoluzione umana, alle presunte anomalie e analogie storiche e archeologiche riscontrabili in diverse culture del pianeta, dal progresso tecnologico dell’uomo fino ai moderni avvistamenti ufo.
Il senso comune, cioè il giudizio senz’alcuna riflessione, comunemente sentito da tutto un ordine, da tutto un popolo, da tutta una nazione o da tutto il genere umano, spinge molti a non porsi nell’arco della propria vita, molte domande. Ma come diceva Einstein “il senso comune è quello strato di pregiudizi che si sono depositati nella mente prima dei diciotto anni”. Se apriamo la mente e analizziamo tutto in modo razionale senza né pregiudizi né dogmi, forse scopriremo che, oltre la realtà quotidiana, c’è un mondo strabiliante in cui gran parte di quello che percepiamo riguardo l’universo e su cui basiamo il nostro comportamento e la  stessa nostra esistenza, è sbagliato.
Un viaggio a 360° nel mondo che forse non vediamo.
Un libro intrigante, un libro coinvolgente, un libro che fa riflettere



Consociamo meglio l’autore di questo saggio, proponendo una breve chiacchierata con Stefano Nasetti...

Stefano, perché hai voluto scrivere questo libro? Che  motivazione ti ha portato ad affrontare domande e tematiche tanto importanti, essenziali e complesse?
Il libro nasce un po’ per caso. Da anni mi interesso di materie scientifiche e fin da piccolo sono alla ricerca delle risposte a queste importanti domande. Ho quindi cominciato negli anni, a scrivere riflessioni e commenti riguardo le varie notizie di cui man mano, venivo a conoscenza. Un giorno ho deciso finalmente di rimetterle in ordine per cercare di avere un quadro generale e più esaustivo del mondo in cui viviamo, rispetto alla visione che ci viene quotidianamente proposta dalle religioni, dal sistema educativo tradizionale e dai mass media. Da questo lavoro ne è uscito un libro che soltanto in un secondo momento, ho deciso di rendere pubblico.  

Cosa c’è oltre e al di là del mondo che vediamo? Credi esista una realtà che potremmo in qualche modo, e come, percepire?
Innanzitutto dobbiamo prendere coscienza che il mondo che “vediamo” è soltanto una piccolissima parte di ciò che esiste. Fin da piccoli ci viene insegnato a guardare ciò che ci circonda, da un determinato punto di vista. Ciò che influenza la formazione del nostro pensiero e la nostra visione del mondo, non è soltanto frutto della cultura dell’ambiente sociale nel quale viviamo, ma anche di meccanismi celebrali che si basano sull’elaborazione dei segnali che raccogliamo attraverso i nostri limitati cinque sensi. Come dico spesso quindi, il primo passo per la comprensione della realtà è prendere consapevolezza di come questa prenda forma nella nostra mente. Se impariamo a guardare oltre, senza pregiudizi e preconcetti e soprattutto ad osservare le cose anche da altre prospettive, scopriremo che il mondo attorno a noi è assai diverso. Questa consapevolezza potrà certamente esserci utile nell’affrontare il nostro quotidiano, aiutandoci a fare scelte più opportune per creare, speriamo, un futuro migliore.

Quanto è importante la ricerca, la sfida per andare oltre la realtà oggettiva?
La ricerca è essenziale. Platone diceva che “una vita senza ricerca non è una vita per l’uomo, degna di essere vissuta” e, aggiungerei anche una frase a me molto cara e presente anche sulla copertina del libro, di Albert Einstein che sosteneva “la ricerca della verità è più preziosa del suo possesso”. La ricerca che ho condotto negli anni è una ricerca fatta attraverso dati oggettivi, provenienti da istituiti scientifici seri (tutti citati nelle pagine) e accreditati, nonché studi pubblicati sulle maggiori e più prestigiose riviste scientifiche mondiali (anch’esse tutte citate per poter verificare autonomamente la bontà delle mie affermazioni). 
La cosa più interessante è infatti che, a differenza di quanto si potrebbe pensare, la visione del mondo che viene fuori dal libro non è affatto distante da quella che spesso viene definita “realtà oggettiva”, anzi è certamente più vicina alla realtà di quanto lo siano le tradizionali teorie o visioni del mondo ufficialmente insegnate e proposte. Quest’ultime infatti, spesso sono elaborate a seguito di una selezione assolutamente parziale e faziosa dei dati disponibili, il che le rende alla fine poco verosimili e probabili, sebbene comunemente accettate tacitamente da tutti, proprio per i motivi che dicevo pocanzi, legati al sistema educativo e culturale che tende al mantenimento dello stato delle cose, anziché verso la vera conoscenza.

Che lavoro ha preceduto la stesura de Il lato oscuro della luna?
Il lavoro che ha preceduto la stesura finale del libro è stato un lugno, accurato, minuzioso e serio lavoro di ricerca, senza dogmi e preconcetti e senza alcun tipo di finalità e obiettivo specifico. Dietro questo mio libro, c’è un lavoro animato esclusivamente dalla voglia di comprendere il mondo nella sua vera essenza, alla ricerca del significato della vita, fatto con onestà intellettuale, che non mira ad proporre o ad imporre una mia visione delle cose, ma soltanto a fornire al lettore gli elementi per valutare e farsi una propria idea del mondo.
Bio
Nato a Roma nel 1974, pur non avendo una formazione scolastica ed universitaria  di tipo scientifico (al contrario ha effettuato studi di tipo economico e amministrativo), si interessa da oltre 15 anni principalmente di astronomia, informatica, tecnologie e biotecnologie, fisica e sociologia. Per pura passione e curiosità nel voler capire il funzionamento del mondo che lo circonda, ha approfondito la sua conoscenza effettuando ricerche bibliografiche su numerosi argomenti scientifici, mediante la lettura di libri, delle principali riviste scientifiche e la attenta frequentazione dei principali siti di carattere scientifico. Ha approfittato di una pausa nella sua carriera professionale per dedicarsi alle cose che lo interessano. "Il Lato Oscuro della Luna" è il suo primo libro.

Il caso tricot
Barbara Solinas
Emma Books
pag. 91
prezzo € 2,99

La Trama
Rosa Cipria è un commissario con un nome bizzarro, una sensibilità unica e un hobby... singolare. Dopo la morte dell’ingegner Netti, lei e la sua squadra dovranno avviare le indagini partendo da due indizi: una busta écru con un biglietto e una rosa lavorata a maglia.
Si apre così il caso Tricot, e per risolverlo il commissario dovrà vedersela con il mistero di un libro inedito, il mal d'amore di una scrittrice, la sorellanza di tre amiche, il tricot e un'insolita quanto fatale passione per la lettura.
Barbara Solinas esordisce nel genere giallo-rosa e ci regala un personaggio originale che vi conquisterà. Come la sua penna.

Recensione
Un bel giallo, con una trama avvincente, colpi di scena ben dosati e indizi sapientemente disseminati nel corso dell’indagine che la commissario Rosa Cipria condurrà fino a un finale inatteso.
Fra amicizie tutte al femminile, omicidi apparentemente inspiegabili, misteri editoriali e passioni mai confessate, la protagonista, che vi conquisterà per la sua simpatia e indubbia originalità (non è davvero facile trovare un commissario che si occupa anche della vendita di sex toys), arriverà alla soluzione del caso sorprendendo il lettore e strappandogli spesso un sorriso, grazie alla trama frizzante e sicuramente gradevolissima di questo libro. Inoltre, la prosa elegante, accurata di Barbara Solinas rende sicuramente ancora più piacevole la lettura.
In definitiva, l’incontro con la brillante e sorprendente Rosa Cipria è stato molto piacevole: speriamo di ritrovarla quanto prima e di seguirla in un nuovo caso.


Conosciamo meglio Barbara Solinas...

Barbara come è nata l’idea di scrivere un giallo? E , naturalmente, vogliamo conoscere tutto dell’origine del commissario Rosa Cipria, la simpatica e un poco stralunata protagonista del caso Tricot.
Il Giallo, e di più il noir, è un genere letterario che amo molto, è il genere che leggo più spesso. Così ho cominciato a immaginare un giallo scritto da me. All’inizio ero scettica, nei noir riconosco un rigore logico che pensavo non mi appartenesse. Poi però ho cominciato a raccontarmi la storia che avevo in mente e considerato che il tutto stava in piedi, il giallo l’ho scritto davvero  Mi serviva però una protagonista diversa dal solito, che avesse sì i suoi tormenti, come in ogni noir che si rispetti, ma che non assomigliasse troppo ai commissari che già conosciamo e amiamo. Ho cercato di capire cosa di solito manca, o è meno evidente, nei commissari letterari. L’ironia. Rosa Cipria nasce da lì, dall’ironia. Che spero di aver dosato bene, ironico non vuol dire comico.

Domanda obbligata, hai degli autori, dei giallisti di riferimento?
Amo moltissimo Henning Mankell, il suo Wallander è un personaggio potente. Stieg Larsson ha creato un mondo noir interessantissimo. Apprezzo Nesbo, anche se, a mio gusto, non sempre riesce a essere coinvolgente.
Ho divorato Manuel Vasquez Montalbàn e il suo investigatore Pepe Carvalho; sono una fan di Hap & Leonard di Lansdale. Ho “studiato” i saggi di Lucarelli e Piccozzi sui serial killer. Insomma, il noir è decisamente la dimensione in cui, da lettore, mi sento meglio.

Che tipo di lavoro hai affrontato per scrivere Il caso Tricot?
È stato un lavoro profondo sul mio modo di scrivere: la mia preoccupazione era la logica degli eventi. È la logica, la credibilità degli avvenimenti, il vero scheletro di ogni giallo e per costruire uno scheletro sano è necessario legare bene le ossa l’una all’altra. Poi ho dovuto informarmi sui veleni, avevo bisogno di qualcosa di letale e reperibile. E ricordarmi almeno una questura in cui ero stata. Per il passaporto eh, non mi hanno ancora mai arrestata 

Ritroveremo la brillante Rosa?
Rosa è arrivata da me con l’intento di restare, a differenza di altri personaggi di romanzi precedenti. Quindi sì, Rosa tornerà con una nuova indagine con tutta la sua squadra.

Daresti un consiglio a chi vorrebbe pubblicare un romanzo?
Il primo, banale, è di scriverlo davvero il romanzo. Spesso si pensa prima al desiderio di pubblicare che a quello di scrivere. Il secondo è essere certi di avere qualcosa da dire di più o di diverso rispetto a ciò che è già stato scritto da altri e di raccontarlo bene. L’occasione per pubblicare poi arriva

E in futuro, Barbara scriverà…
Scriverò, questo lo darei per certo. Probabilmente la nuova indagine di Rosa Cipria, sempre che non arrivi un personaggio diverso con l’urgenza di raccontare altro.
Bio
Nasco a Varese moltissimi anni fa, immediatamente dopo la scomparsa dei dinosauri, in una fredda e nevosa alba di gennaio.
Proprio per quel freddo preso subito, amo il mare smisuratamente, l'estate e le infradito.
Ho un lavoro impegnativo, che non mi assomiglia per niente e per questo andiamo d'accordo; ho un figlio ancora piccolo che sto crescendo a pane e umorismo; un compagno che ama ridere; un gatto buffone.
Quando tutti dormono, scrivo. 
Il problema è che di solito, a quel punto, ho sonno anch'io.