martedì 29 agosto 2017


Penelope Poirot e il male inglese
Becky Sharp
Marcos y Marcos
pag. 300
prezzo € 13,50

La Trama
Penelope Poirot è ormai famosa. La sua autobiografia, "Una nipote", è in vetta alle classifiche. Le riviste più glamour si contendono i suoi reportage di costume, e Penelope ha deciso di dedicarne uno al male inglese, a quella forma atavica di malinconia che si curava viaggiando, preferibilmente in Italia, e in particolare in Liguria, nei languidi golfi della Riviera di Levante. Accompagnata da Velma Hamilton, paziente segretaria nonché vittima privilegiata dei suoi sfoghi, Penelope si appresta dunque a ripercorrere il Grand Tour. La prima tappa, a Portofino, le riserva una sorpresa: ha riaperto i battenti villa Travers, meta delle più belle estati della sua adolescenza. Da dieci anni la famiglia Travers disertava la villa, dopo la scomparsa del rampollo Samuel, uscito in mare in una notte incresciosa per non fare più ritorno. E adesso invece, tovaglie stese, finestre spalancate sul mare, eccoli di nuovo lì, sulla terrazza dalla vista spettacolare, intorno alla piscina rinnovata, lungo i sentieri del parco inselvatichito: vedova, figli, amici, cognato, patriarca. Penelope e Velma possono sistemarsi nella camera verde, con il suo netto sentore di polvere e di muffa. Ben più mefitici, tuttavia, sono i residui umani, attecchiti ovunque: fumi di vecchi rancori, ceneri di passioni spente, solchi d'invidia tagliente. In un terreno così fertile, il delitto germoglia, e sboccia nell'alba come un fiore splendido e velenoso.

Recensione
Eclettica, eccentrica, pomposa, irresistibile, dalle morbide fattezze (di donna krapfen, anche se lei non lo vorrebbe mai ammettere visto che si ritiene la quintessenza del glamour), Penelope Poirot, nipote del celeberrimo Hercule scrive, si occupa di critica gastronomica e, come no, a volte incappa in qualche delitto.
In Penelope Poirot e il male inglese, seguita dalla fedele e solo apparentemente sottomessa Velma Hamilton (contraltare del capitano Hastings, l’affidabile e intellettualmente modesto collaboratore di Poirot), la nostra protagonista arriva a Portofino in una villa dal lusso decadente dove si vivono passioni proibite, si alimentano odi sotterranei e rivalità mai nascoste che culmineranno nell’omicidio di Lea, una donna odiosa, arrivista e cinica.
Penelope saprà risolvere il caso e trovare il colpevole con un aplomb  e una sicurezza degni del suo famoso e indimenticabile zio, fra feste in piscina, shopping a Portofino, piccole perfidie, alibi taciuti, dialoghi scoppiettanti e spassosissimi con la spesso irriverente Velma, nostalgie d’antan per amori svaniti nel nulla di un passato che a volte torna a volte no.
Penelope Poirot e il male inglese è un romanzo piacevolissimo e francamente divertente, dalla prosa elegante e leggera e, soprattutto, con una protagonista accattivante, non scontata e della quale si sentiva senz’altro la mancanza. Perché un giallo, se intelligente e scritto bene, può anche far sorridere. Come anche la divina Agatha Christie insegna…