lunedì 24 luglio 2017


Un caffè amaro per il commissario Dupin
Jean Luc Bannalec
Piemme
pag. 335
prezzo  € 14,88
e-book € 9,99

La Trama
Nella penisola di Guérande, affacciata sull'oceano, l'aria ha il sapore del sale. Perché quella è la terra delle paludi saline, da cui viene estratto quello che gli abitanti del luogo chiamano "l'oro bianco", e che riempie talmente l'atmosfera - così si racconta - da causare perfino delle allucinazioni. Anche il commissario Dupin comincia a crederci quando, in una gita alle saline che doveva strapparlo per un po' alla noia burocratica del suo ufficio, si ritrova all'improvviso aggredito da uno sconosciuto. In realtà, Dupin aveva accettato di fare un salto nel "paese bianco" per aiutare un'amica, la giornalista Lilou Breval, che stava scrivendo un reportage sulle paludi saline. L'aggressore di Dupin si volatilizza in un attimo, ma pochi giorni dopo Breval stessa scompare, senza lasciare tracce. Dupin riesce a farsi assegnare il caso, ma dovrà indagare insieme a Rose - il commissario responsabile del dipartimento di Guérande. E non saranno rose e fiori.

Recensione
Le premesse c’erano tutte: la Bretagna con i suoi paesaggi suggestivi e le sue leggende, il microcosmo misterioso costituito dall’ambiente delle saline, un commissario ruvido e individualista, una trama che si prospettava originale, lo charme del giallo francese. Eppure il romanzo che ha per protagonista il commissario Dupin non si è rivelato all’altezza delle aspettative. La narrazione lenta e a tratti dispersiva (anche a causa di ampie digressioni non del tutto giustificate e la cui introduzione si rivela di difficile comprensione), finisce per far perdere di vista al lettore l’intreccio e il procedere dell’indagine, i personaggi, a parte il protagonista e la sua efficiente e solerte segretaria, risultano o tratteggiati troppo superficialmente o stereotipati. In definitiva, un giallo che avrebbe potuto essere affascinante ma che si rivela semplicemente accettabile.

Donne che emigrano all’estero
Storie di italiane nel mondo
AA.VV.
editore Aa.Vv.
pag.  292
prezzo   € 5,99
e-book  € 13, 98

La Trama
Nei tempi dell'era digitale, dove tutto corre veloce, trentaquattro donne italiane emigrate all'estero si fermano e si raccontano. Un divenire anarchico di istantanee che danno vita al mosaico delle loro esistenze nei luoghi più disparati della terra. Capita così di essere trasportati nelle viuzze di Zanzibar piuttosto che nella selvaggia Lapponia, o di trovarsi tra la folla di Hong Kong per poi approdare, qualche pagina dopo, tra i fiordi della Nuova Zelanda. Inevitabile la riflessione sulle diseguaglianze sociali, sui diritti civili; sulla difficoltà di integrazione e sui momenti di inevitabile nostalgia. Dedicato a chi ama viaggiare e scoprire il mondo in cui viviamo, questo libro rappresenta un ponte tra le donne che vivono all'estero e quelle rimaste in patria: un intreccio di mani, un susseguirsi di consigli, un invito a seguire il loro esempio. Il libro sull'espatrio al femminile che tutte noi aspettavamo.

Recensione
Essendo anch’io una expatriat, una donna che vive all’estero, ho iniziato la lettura di questo libro con particolare interesse. E ho ritrovato storie, esperienze, sensazioni, impressioni analoghe a quelle che ho provato e vissuto in questi anni durante i quali ho vissuto a Toledo, dove mi trasferii nel 2003. Donne che vivono all’estero offre uno spaccato della vita di italiane che per motivi distinti decidono di lasciare il loro paese, la famiglia, gli amici e le certezze che hanno costituito il cardine su cui poggiava la loro vita, la loro quotidianità. Ma non è solo questo: il libro è una sorta di ritratto e autoesame di donne che in diverse parti del mondo affrontano un’esperienza peculiare e intensa, si misurano con un paese differente, i suoi usi, la sua lingua, la sua struttura sociale. A volte si aprono con discreta facilità un proprio cammino, a volte incontrano ostacoli apparentemente difficili da superare mentre la mente, gli occhi e il cuore proiettano immagini e ricordi dell’Italia lontana, mai dimenticata e, in alcuni casi, mai perdonata. Un’Italia che si guarda con l’oggettività che regala e consente la distanza, oggettività che peraltro non oscura né cancella quasi mai l’affetto e la nostalgia (più o meno velata) per il paese da cui si è partite.
Donne che emigrano all’estero è un libro interessante e sincero, da leggere se si sta meditando di andarsene dal proprio paese per confrontarsi con chi la decisione l’ha già presa e la sta vivendo, e per trovare indicazioni, suggestioni, suggerimenti. Non risposte, quelle le dobbiamo ritrovare sempre e soltanto in noi stesse.