mercoledì 15 novembre 2017


Una moglie da conquistare
Simona Liubicich
Kindle Publishing
pag. 144
prezzo € 2,49

La Trama
Sono passati cinque lunghi anni da quando Blaine, moglie del duca di Abercorn, è stata abbandonata quasi subito dopo il matrimonio. Lo scandalo e la vedovanza – il duca era stato creduto morto in circostanze misteriose – l’hanno provata nell’anima e nei sentimenti, rendendola dura e malfidata nei confronti del mondo.
Non può credere ai suoi occhi quando una sera a teatro lo intravede in un palco. 
Un fantasma? Un’allucinazione? Ben presto Blaine si rende conto che non è così.
Damon Hamilton è tornato a casa, deciso a rimediare ai suoi errori e a riprendersi la moglie, ma dovrà fare i conti con una donna, questa volta, una donna caparbia e intelligente che non si fa più manipolare e con qualcosa di molto più grande e potente, qualcosa che nessuno dei due si rende conto ancora di provare: l’amore.

Recensione
Blaine: una donna vera, appassionata, intelligente, volitiva e sincera. E Damon: un uomo determinato, forte, virile, che in vita sua ha perso molto ma ha saputo rinascere e ritrovare se stesso. 
Sono sposati ma lui l’ha abbandonata. Lei ha coltivato nel suo cuore il ricordo di lui ma ha anche rinunciato alla speranza di rivederlo. Si ritroveranno e sarà di nuovo amore, un amore contrastato, che Blaine non vorrà accettare e al quale tenterà di sfuggire senza riuscirci, perché il sentimento, quello vero, quello che unisce due esseri autentici, intensi non si perde, è come una fiamma sempre pronta a divampare una e mille volte ancora e non tollera surrogati. 
Una moglie da conquistare è romanzo scritto bene, la trama è sviluppata abilmente con tocchi di un erotismo incandescente ma mai volgare e due protagonisti affascinanti. Un libro che coinvolge il lettore che si sentirà intrigato e attratto da Blaine e Damon e dalla loro vicenda cui fanno da sfondo Londra e l’Irlanda e da cornice l’epoca vittoriana che Simona Liubicich ricostruisce con accuratezza, ricorrendo a descrizioni efficaci e sicuramente convincenti.


Conosciamo meglio Simona Liubicich, autrice di Una moglie da conquistare che, oltre che rispondere a qualche domanda, ha in serbo una sorpresa per chi ci segue: uno di voi potrà avere in omaggio una copia del romanzo. Come? Leggete le istruzioni in fondo all’intervista. 
Simona, autrice e donna. Quando è nato in te il desiderio di scrivere e a che motivazioni risponde?
Ciao Laura, innanzitutto grazie per avermi invitato, è sempre un piacere per me conoscere nuove persone e soprattutto far conoscere il mio lavoro.
Scrivo sin da ragazzina, la passione per la scrittura è sempre esistita in me, fa parte della mia essenza di vita. Il desiderio di farne un lavoro è nato, stranamente, più  tardi. Era il periodo della Guerra del Golfo quando, ascoltando i notiziari televisivi, mi balenò in mente una storia d’amore tra un’infermiera volontaria e un marine. Nacque la mia prima opera, “Sfumature del deserto” che pubblicai con una CEAP. 
Iniziai successivamente a frequentare corsi, studiai su libri di scrittura creativa e nel 2011 proposi uno storico erotico a Mondadori Harlequin. Lo acquistarono e “Seduzione e vendetta” fu il primo libro da professionista che pubblicai. 
Scrivere per me è una catarsi: scarico le tensioni, mi rifugio in un mondo tutto mio dove nessuno ha accesso. La scrittura mi completa, mi rende felice ogni volta che vedo un mio libro pubblicato, sia dalla CE (ora Harper Collins) che in Self Publishing. 

I tuoi sono romanzi d’amore: che cosa fa nascere l’ispirazione per raccontare le tue belle storie?
Qualsiasi cosa salvo la programmazione a “tavolino”. Una trama prefissata uccide completamente la mia creatività, la trovo castrante e squallida. Mi piace guardarmi attorno, sfogliare libri di storia (io sono esperta di Vittoriano), ma anche osservare un tramonto, un albero in fiore, il mare in tempesta; dettagli romantici che possono far accendere la scintilla dell’idea per una storia. Amo vivere alla giornata, non programmo nulla, tantomeno una trama. Deve nascere da sola e svilupparsi man mano che scrivo, prendere forma e coinvolgermi.

Si parla molto di questi tempi di femminismo rosa, tu che ne pensi?
Non sono una persona che si schiera a priori. Per prendere posizione, devo avere sempre forti motivazioni. 
Il femminismo rosa è una battaglia che coinvolge in primis la letteratura rosa. Il rosa rivendica sempre il lieto fine, nasce di per sé come femminista, è donna e in quanto tale prende posizione come femmina. Considerato da sempre lettura di serie B, bistrattato da chi pensa sia un passatempo per donne ignoranti, il romanzo rosa è relegato in una nicchia quasi “di vergogna”. Personalmente credo che, come in tanti altri argomenti, l’errore parta proprio dall’approccio: storia d’amore, cliché sempre uguale = lettura di basso ceto. Niente di più sbagliato, purtroppo difficile da estrapolare dalla mente di persone che fanno parte dello zoccolo duro che asserisce il peggio di questo genere. 
Soprattutto, in Italia manca la collaborazione tra scrittrici di rosa che, a differenza – ad esempio – delle americane che sono unite e compatte, spesso si screditano a vicenda, si criticano l’un l’altra invece di unirsi e alzare la bandiera “Fight for romance”. Ovviamente non tutte, sia ben chiaro, si comportano così.

Veniamo a Una moglie da conquistare, un romanzo intrigante e coinvolgente che tratta di un amore che non muore mai, un sentimento assoluto. Tu credi che possa realmente esistere?
Certo che ci credo! L’amore esiste e mi spiace sempre vedere matrimoni e rapporti che si spezzano, che naufragano. Credo che al giorno d’oggi non siamo più capaci di rinunciare. In amore c’è anche rinuncia, non è tutto rose e fiori ed è proprio questo che molti non accettano, il fatto che non sia come in un romanzo. Al primo intoppo si butta il carro all’aria invece di combattere, perché se ami davvero, la soluzione esiste sempre. 

Come sono nati i protagonisti del tuo romanzo e soprattutto quanto di Simona c’è in Blaine?
Mi piace studiare la figura maschile. In Damon c’è arroganza, ma anche disperazione: un uomo che ha sofferto, che ha commesso gravi errori e che ha fatto di tutto per redimersi, seppur ferendo la donna che aveva sposato e che, in effetti, non amava poiché imposta e poco più che bambina. È quando ritorna che si accorge di avere davanti una donna, vera, è li che l’amore fa la sua comparsa, che gli impone di combattere per lei. Damon non è un alpha, è un uomo che ha difetti e mancanze, ma capace di farsi perdonare.
Blaine… nelle mie protagonista c’è sempre molto di me. Io sono una combattiva, dura con il mondo e con me stessa. Orgogliosa, ma capace di capire quando è ora di metterlo da parte, se ne vale la pena. 

Nel libro ci sono passaggi di un erotismo acceso, molto intenso che hai saputo rendere con eleganza e stile, cosa che credo non sia affatto semplice. Ci sveli il tuo segreto?
Ti dirò subito una cosa: non amo le scene di sesso volgari, quelle che durano pagine e pagine e dove sembra di stare sul set di un film porno. NO, non fanno per me. Io scrivo da sempre erotico e mi sembra di essere anche piuttosto esplicita nelle descrizioni. Ciononostante, non mi dilungo troppo, preferisco sia la lettrice a calarsi nel pathos della descrizione, a sospirare invece di leggere tutto come fosse un dizionario di sesso. Cerco sempre di farlo con raffinatezza, nonostante non si riesca del tutto: il sesso è sesso, alla fine, ma può essere anche di classe. Se devo descriverlo in modo volgare è solo quando si tratta di una violenza o una scena particolarmente cruda. 

Scrivi romanzi ambientati nel passato, le tue ambientazioni e ricostruzioni  sono convincenti e attente. Che tipo di lavoro richiede la scrittura di un romance questo genere?
Eh, qui si va nel tecnico. Scrivere uno storico è molto impegnativo, richiede preparazione, precisione e attenzione.
Io comincio sempre un mese prima della stesura a compiere ricerche approfondite, a documentarmi, a cercare particolari e descrizioni dettagliate. 
Mi piace coinvolgere il lettore come se fosse seduto su una sedia di un set cinematográfico, inmerso nel periodo storico. Per questo mi documento con molta precisione prima di scrivere la storia. L’anacronismo non è contemplato, si deve stare molto attenti. 
Ma la soddisfazione alla fine è grande.
La mia regola è Show, D'ont Tell: mostra, non raccontare.

Simona, sei un’autrice affermata e apprezzata. Hai un consiglio per chi vorrebbe pubblicare un suo manoscritto?
Prima STUDIATE. Non ci si improvvisa in nessun campo lavorativo, quindi nemmeno in questo. 
Siate UMILI: accettate i consigli di chi ne sa più di voi (cosa che non accade quasi mai, purtroppo).
Non contate MAI su GIUDIZI DI AMICI E PARENTI: sono di parte e non vi servono a nulla. Il giudizio vero lo deve dare un esperto di scrittura.
COMINCIATE CON BREVI RACCONTI, non con un libro. 
Questo mi dispiace dirlo, ma sono una che non ha peli sulla lingua: se non conoscete la grammatica italiana, LASCIATE PERDERE. Non c’è nulla di peggio che leggere un manoscritto sgrammaticato, con tempi verbali errati, senza consecutio, buttato lì approssimativamente. La grammatica è alla base dello scritto, non si scappa. La scrittura non è per tutti.
FATE EDITARE IL VOSTRO LAVORO. Non s’invia un pasticcio a una CE, s’invia un manoscritto pulito, degno di essere letto. Questo vale anche per il Self Publishing: non riuscirete mai a farvi notare se pubblicate degli orrori perché le lettrici esperte non sono sciocche, basta leggere la trama per accorgersi di un libro buono o di una schifezza. E non vale il discorso “ma la trama è bella, io non guardo la tecnica”. Questa è una frase da ignoranti perché se fate pagare il vostro lavoro, chi paga ha diritto ad avere un prodotto di qualità. Comprereste mai in un negozio un cappotto con dei buchi pagandolo come se non li avesse? Immagino di no. 
Ricordate: è la stessa cosa…

E in un futuro la tua penna ci regalerà….
Sto lavorando al natalizio che uscirà verso metà dicembre, a un romanzo un po’ particolare e…  a un noir. 
Intanto la mia mente macina altre idee…

Bio
Simona Liubicich, felicemente sposata con Francesco e una figlia di quindici anni che studia al Liceo Artistico e all’Accademia di recitazione di Roma, vive in Liguria in un antico palazzo (si dice popolato di spettri). 
Ha intrapreso un percorso di studi di lingue straniere e in seguito un Diploma in Infermieristica Pediatrica e Neonatologica. Ama i libri, dai grandi classici ai moderni, la musica anni 80 e la buona cucina.
Nel suo ricco CV cita:
"Sfumature del deserto" Gammarò Edizioni
"Seduzione e Vendetta" Mondadori Harlequin
"Tentazione e orgoglio" Mondadori Harlequin
"Intrigo e passione" Mondadori Harlequin
"Ossessione color Cremisi" HM Mondadori
"Lo smeraldo di Londra" Harper Collins
"Un bacio sotto il vischio" SP
"La signora degli spiriti" SP
"Oltre ogni limite" SP
"Una bisbetica sotto l'albero" SP 
"Passione di mezzanotte" SP 
"Una moglie da conquistare" SP
Per Delos Books:
Autrice di   365 racconti horror Delos
      365 racconti di Natale Delos
      365 racconti sulla fine del mondo Delos
      365 storie d'amore Delos
      365 racconti per l'estate Delos
      "Il magazzino dei mondi" Delos
      "Come scrivere un romance erotico" Delos 
Ex consulente editoriale per la collana erotica Senza Sfumature di Delos Books.
Collaboratrice rivista Pink Magazine di Cinzia Giorgio.
Editor e traduttrice

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