lunedì 13 novembre 2017


Baires
Chiara Rapaccini
Fazi
Pag.237
Prezzoo € 15,30
E-book  €  9,99

La Trama
«Baires è un romanzo autobiografico, un noir, un libro di avventura, e perché no, un mistery. Non ultimo, è una storia per bambini». Così l’autrice descrive questo suo libro originalissimo e pieno d’atmosfera che narra la perdita di sé e le conseguenti disavventure di una donna ritratta in un momento di crisi. Sensuale, ipnotico, scritto con una lingua ironica e strabordante di immagini che richiamano atmosfere tipiche del realismo magico, il racconto si dipana tra Buenos Aires, la provincia argentina e Roma. La protagonista, alter ego della scrittrice, è Frida, una donna di mezza età, stilista e disegnatrice per bambini che, annientata dal lutto per la perdita del marito, fugge dalla sua città verso un territorio misterioso e contraddittorio: l’Argentina. Viaggiando, la donna si spoglia poco a poco di strati sovrapposti, convenzioni, certezze, narcisismi e sicurezze che, come bucce di cipolla, l’hanno avvolta per almeno metà della sua esistenza. Elegante, sicura di sé, ancora bella, a causa e grazie al dolore per la perdita del compagno, un geniale uomo di cinema che l’ha resa dipendente e insicura, recupera a poco a poco il nocciolo duro della propria anima prendendo dolorosamente coscienza di sé così come dell’inevitabile passare del tempo. Perdendosi nelle strade affollate e bollenti di Buenos Aires, attraversando lande desolate tra i fiumi Uruguay e Paranà, incontrando la magia grazie alle mani di una sciamanna, in un incontro a metà tra sogno e veglia, Frida finalmente ritroverà se stessa attingendo forza, tra le altre cose, dalla propria creatività artistica.

Recensione
A metà fra un diario e un romanzo, Baires racconta del viaggio in Argentina della protagonista e, parallelamente, del viaggio più intimo e personale all’interno di se stessa per tentare di liberarsi da un lutto troppo grande, forse fin troppo ingombrante per essere sopportato e superato. Quest’ultimo aspetto del libro è ben sviluppato, approfondito e sentito.
Il resto della trama presenta una serie di luoghi comuni e stereotipi relativi al Sud America venati da un malcelato snobismo e una petulante condiscendenza. Non manca una pennellata di realismo magico di maniera.
Terminato il romanzo, rimane un senso di incompiuto, come se fra le varie fasi attraverso le quali si sviluppa e si snoda la vicenda non esista una continuità, una reale armonia e un fine che ne determina lo scorrere.

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