sabato 23 settembre 2017


Il caso tricot
Barbara Solinas
Emma Books
pag. 91
prezzo € 2,99

La Trama
Rosa Cipria è un commissario con un nome bizzarro, una sensibilità unica e un hobby... singolare. Dopo la morte dell’ingegner Netti, lei e la sua squadra dovranno avviare le indagini partendo da due indizi: una busta écru con un biglietto e una rosa lavorata a maglia.
Si apre così il caso Tricot, e per risolverlo il commissario dovrà vedersela con il mistero di un libro inedito, il mal d'amore di una scrittrice, la sorellanza di tre amiche, il tricot e un'insolita quanto fatale passione per la lettura.
Barbara Solinas esordisce nel genere giallo-rosa e ci regala un personaggio originale che vi conquisterà. Come la sua penna.

Recensione
Un bel giallo, con una trama avvincente, colpi di scena ben dosati e indizi sapientemente disseminati nel corso dell’indagine che la commissario Rosa Cipria condurrà fino a un finale inatteso.
Fra amicizie tutte al femminile, omicidi apparentemente inspiegabili, misteri editoriali e passioni mai confessate, la protagonista, che vi conquisterà per la sua simpatia e indubbia originalità (non è davvero facile trovare un commissario che si occupa anche della vendita di sex toys), arriverà alla soluzione del caso sorprendendo il lettore e strappandogli spesso un sorriso, grazie alla trama frizzante e sicuramente gradevolissima di questo libro. Inoltre, la prosa elegante, accurata di Barbara Solinas rende sicuramente ancora più piacevole la lettura.
In definitiva, l’incontro con la brillante e sorprendente Rosa Cipria è stato molto piacevole: speriamo di ritrovarla quanto prima e di seguirla in un nuovo caso.


Conosciamo meglio Barbara Solinas...

Barbara come è nata l’idea di scrivere un giallo? E , naturalmente, vogliamo conoscere tutto dell’origine del commissario Rosa Cipria, la simpatica e un poco stralunata protagonista del caso Tricot.
Il Giallo, e di più il noir, è un genere letterario che amo molto, è il genere che leggo più spesso. Così ho cominciato a immaginare un giallo scritto da me. All’inizio ero scettica, nei noir riconosco un rigore logico che pensavo non mi appartenesse. Poi però ho cominciato a raccontarmi la storia che avevo in mente e considerato che il tutto stava in piedi, il giallo l’ho scritto davvero  Mi serviva però una protagonista diversa dal solito, che avesse sì i suoi tormenti, come in ogni noir che si rispetti, ma che non assomigliasse troppo ai commissari che già conosciamo e amiamo. Ho cercato di capire cosa di solito manca, o è meno evidente, nei commissari letterari. L’ironia. Rosa Cipria nasce da lì, dall’ironia. Che spero di aver dosato bene, ironico non vuol dire comico.

Domanda obbligata, hai degli autori, dei giallisti di riferimento?
Amo moltissimo Henning Mankell, il suo Wallander è un personaggio potente. Stieg Larsson ha creato un mondo noir interessantissimo. Apprezzo Nesbo, anche se, a mio gusto, non sempre riesce a essere coinvolgente.
Ho divorato Manuel Vasquez Montalbàn e il suo investigatore Pepe Carvalho; sono una fan di Hap & Leonard di Lansdale. Ho “studiato” i saggi di Lucarelli e Piccozzi sui serial killer. Insomma, il noir è decisamente la dimensione in cui, da lettore, mi sento meglio.

Che tipo di lavoro hai affrontato per scrivere Il caso Tricot?
È stato un lavoro profondo sul mio modo di scrivere: la mia preoccupazione era la logica degli eventi. È la logica, la credibilità degli avvenimenti, il vero scheletro di ogni giallo e per costruire uno scheletro sano è necessario legare bene le ossa l’una all’altra. Poi ho dovuto informarmi sui veleni, avevo bisogno di qualcosa di letale e reperibile. E ricordarmi almeno una questura in cui ero stata. Per il passaporto eh, non mi hanno ancora mai arrestata 

Ritroveremo la brillante Rosa?
Rosa è arrivata da me con l’intento di restare, a differenza di altri personaggi di romanzi precedenti. Quindi sì, Rosa tornerà con una nuova indagine con tutta la sua squadra.

Daresti un consiglio a chi vorrebbe pubblicare un romanzo?
Il primo, banale, è di scriverlo davvero il romanzo. Spesso si pensa prima al desiderio di pubblicare che a quello di scrivere. Il secondo è essere certi di avere qualcosa da dire di più o di diverso rispetto a ciò che è già stato scritto da altri e di raccontarlo bene. L’occasione per pubblicare poi arriva

E in futuro, Barbara scriverà…
Scriverò, questo lo darei per certo. Probabilmente la nuova indagine di Rosa Cipria, sempre che non arrivi un personaggio diverso con l’urgenza di raccontare altro.
Bio
Nasco a Varese moltissimi anni fa, immediatamente dopo la scomparsa dei dinosauri, in una fredda e nevosa alba di gennaio.
Proprio per quel freddo preso subito, amo il mare smisuratamente, l'estate e le infradito.
Ho un lavoro impegnativo, che non mi assomiglia per niente e per questo andiamo d'accordo; ho un figlio ancora piccolo che sto crescendo a pane e umorismo; un compagno che ama ridere; un gatto buffone.
Quando tutti dormono, scrivo. 
Il problema è che di solito, a quel punto, ho sonno anch'io.

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