lunedì 3 luglio 2017


Il weekend
Peter Cameron
Adelphi
pag. 177
prezzo € 13,60

La Trama
John e Marian, coppia di facoltosi quarantenni, attendono nella loro villa di campagna l'arrivo di Lyle, critico d'arte di New York, nell'anniversario della morte di Tony, fratello di John e compagno di Lyle per nove anni. Quest'ultimo si presenta però insieme a Robert, ventiquattrenne pittore di origini indiane: circostanza fatalmente destinata a trasformare il placido soggiorno che i tre avevano programmato in una sequenza di momenti imbarazzanti e carichi di tensione. Ma se l'ansiosa Marian sembra essere l'unica ad accorgersene e John si chiude in un laconico riserbo, Lyle fa di tutto per apparire disinvolto. Il suo ultimo libro, in cui descrive la pittura contemporanea come "un'arte moribonda", ha avuto un successo di pubblico inaspettato, e grazie all'adorazione del giovane Robert si è di nuovo attaccato "alla speranza, all'attesa, all'idea che la sua vita stia per cambiare". Eppure, come Lyle imparerà a proprie spese, "lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma: quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai". E infatti nelle situazioni più ordinarie - una cena in giardino, una nuotata nel fiume accanto alla casa - che l'assenza di Tony si fa insopportabile, costringendo i tre amici a sollevare il velo di falsa naturalezza che maschera ansie inespresse e antichi dolori.

Recensione
Perfettamente strutturato, con una trama ben costruita che si snoda lieve e intensa, questo romanzo di Peter Cameron analizza i sentimenti, scavando nell’animo umano con lucida consapevolezza e giusto distacco. Con la sua prosa elegante, sobria eppure così immediata, l’autore disegna personaggi complessi e ambientazioni che ben riflettono o contrastano, a seconda dei momenti della vicenda, lo stato d’animo dei vari protagonisti. Così la campagna lontana da New York, il fiume, l’orto di John, la bella casa che questi divide con Marian, diventano non solo scenario  della vicenda ma anche una specie di alter ego dei personaggi.
Il romanzo si centra sui sentimenti, quelli vissuti apertamente e quelli taciuti, svelando e rivelando quell’insieme di passioni, di cose dette e non dette, recriminazioni, paure che sono l’espressione della sofferenza causata dalla morte, avvenuta in un passato ancora recente,  del compagno di Lyle. Un dolore che incrina la serenità apparenti di un weekend fra amici, che fa esplodere dinamiche sotterranee ai rapporti fra i vari personaggi, improntati a una normalità ipocrita, forse rassegnata. Nel circolo di Marian, John e Lyle, nelle loro vite ordinate, irrompe Robert, il nuovo compagno di Lyle che né questi né Marian sapranno accettare. E irrompe anche Laura, con la sua disinvoltura, la sua passionalità, ospite a una cena durante la quale la tensione fra i vari protagonisti si farà palpabile per poi esplodere nel corso di una notte dallo svolgersi inatteso. 
Un romanzo profondo, un’analisi lucida del dolore, dell’ipocrisia, di quelle norme di comportamento non scritte che fin troppe volte ci ostiniamo a seguire o a imporci per paura di affrontare la realtà della vita.

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