venerdì 30 giugno 2017


Come gli scontrini in autunno: Racconti
Flavia Todisco
Formato Kindle
BLA Bookmark Literary Agency
pag. 51

La Trama
Come gli scontrini in autunno è una raccolta di cinque racconti o, meglio, “scontrini” in versione autunnale, dedicata alle metamorfosi dei singoli e alle evoluzioni sociali, invocate dal presente. 
L’autunno con le sue cadute, i suoi letarghi e il progressivo inabissarsi della luce fa da sfondo simbolico ai racconti; la metamorfosi, invece, ne tesse e unifica le trame, ammiccando a nuove fioriture. 
Alla fine della stagione e della raccolta forse si scorge un bagliore, una nuova forma di eroismo, che molti probabilmente vagheggiano e cercano. 
Ci troviamo, tuttavia, nel mondo degli “scontrini” e i loro eroi non possono che essere bislacchi e bizzarri.

Recensione
Brillanti, spassosi, in alcuni casi venati di sottile malinconia e disillusione, questi racconti di Flavia Todisco sono scritti con intelligenza, garbata ironia, sicura eleganza. E sono uniti da un filo conduttore che parla di cambiamento, evoluzione, divenire. Di un processo che a volte culmina in un esito positivo, mentre altre lascia addosso una sensazione di delusione, di occasione perduta. (come nel caso de I veli di Maya)
Gli Scontrini d’autunno sono tutto questo e altro ancora. In particolare, la loro autrice ci fa intendere che pianificare la propria esistenza, il proprio futuro, imporsi regole di condotta ben definite, osservarle con scrupolosa attenzione è un fatto probabilmente istintivo, che dà sicurezza fino a che, inesorabile e perenne, la Vita (quella profondamente vera) o, se vogliamo, il Destino, si occupano di scombinare quei piani così ragionati, di cancellare quelle regole  accettate da sempre per far spazio a un nuovo modo di essere, di vivere, di pensare. E allora avremo l’impressione che l’ombra ci avvolga ma se sapremo capire quello che accade nel nostro io più profondo, riusciremo a scorgere uno spiraglio di luce che si proietta su di noi e sul mondo che ci circonda, che impareremo a guardare con occhi nuovi e ad accettare con una mente rinnovata e pura. Per arrivare a tuto questo, però, c’è sempre un prezzo da pagare, uno scontrino da onorare, un autunno da vivere.
Scritto con una prosa raffinatamente sobria e accattivante, Come gli scontrini d’autunno conferma le doti di narratrice di grande intelligenza e sensibilità di Flavia Todisco.

martedì 27 giugno 2017


Il profumo del sud
Linda Bertasi
Create Space Independent Publishing Platform
pag. 308
prezzo € 14,56
e-book € 1,89

La Trama
Porto di Genova 1858 - Venuta a conoscenza del suo scomodo passato, Anita Dalmasso decide di partire per il Nuovo Mondo. La traversata dell’Atlantico segnerà profondi mutamenti nella sua vita: l’incontro con l’affascinante uomo d’affari americano Justin Henderson e quello con Margherita Castaldo, liberale e impavida proprietaria terriera. Giunta a New York seguirà la nuova amica nella sua piantagione a Montgomery e qui sarà conquistata dalle bianche distese di cotone, dai profumi e dai colori del profondo Sud americano, con i suoi contrasti e le sue ingiustizie. Il destino avrà in serbo per lei non solo il rosso della passione, ma anche i travolgenti venti di guerra che si profilano all’orizzonte e che porteranno un’intera nazione alla guerra civile, sconvolgendo ancora una volta il corso della sua esistenza.

Recensione
Un bel romanzo che si apprezza per la trama sicuramente coinvolgente e ben costruita, per l’accurata ricostruzione storica, per la prosa netta ed elegante.
Quello che più colpirà il lettore, peraltro, è la protagonista: una donna che si trova a fare i conti con un destino capriccioso, a volte crudele, che sa affrontare con tenacia caparbia, passione intensa, grande forza e determinazione. Perché la vita le regala tutto (una splendida casa e una piantagione nella terra che ama, un’amicizia solida e bella con Margherita Castaldo, una passione travolgente, un amore assoluto) per poi sottrarglielo beffarda.  
O almeno apparentemente, visto che Anita è una donna dalle infinite risorse e dalle infinite strade da percorrere, quelle stesse strade che la porteranno dal Sud degli Stati Uniti martoriato da una guerra feroce di nuovo in Italia e poi ancora una volta lontano, finalmente appagata, finalmente serena.
Linda Bertasi ci racconta una storia bella e complessa, ricca di avvenimenti di portata storica e personali, creando un mosaico nel quale la Storia si intreccia con le vicende dei vari protagonisti fino alle estreme conseguenze, fino al dolore più grande. E ci parla di una costante rinascita, quella di Anita, che non si arrende mai, che ama le tradizioni ma detesta le convenzioni e le falsità, che incarna con la sua bellezza, intelligenza e sensibilità una donna non comune. Che guarda in faccia al destino con i suoi occhi di onice che soggiogano e seducono. Che sa fare innamorare non solo i protagonisti del romanzo, ma i suoi stessi lettori che non la dimenticheranno facilmente come non dimenticheranno il profumo di quel Sud orgoglioso e superbo, con le sue piantagioni, le grandi ville che una guerra fratricida ha spazzato via.


Quattro chiacchiere con Linda Bertasi, per conoscerla meglio e per sapere dei suoi progetti futuri.
Linda, raccontaci di te. Della donna, della scrittrice e della blogger. Svelaci quando e perché hai sentito la voglia, la necessità di scrivere.
Ciao, è un piacere essere qui. Un saluto a tutti i lettori del tuo blog. La scrittura fa parte di me da sempre, non ricordo un periodo della mia vita che non fosse legata alla scrittura. Ho iniziato con le lettere tra amici vicini e lontani, poi sono passata alle poesie e i racconti e, infine, sono approdata al romanzo. Avevo diciassette anni. Il mio esordio avvenne nel 2010 con il romance contemporaneo “Destino di un amore” e, da allora, ho pubblicato cinque romanzi.
Scrivere mi completa, mi fa respirare, è magia e soddisfazione; non potrei vivere senza i miei mondi di carta.
La donna che è in me è molto impegnata, ma cerca di ritagliarsi almeno due ore al giorno per dedicarsi alle sue passioni, tra il lavoro, il blog e una bambina piccola.
A proposito del mio blog Linda Bertasi Blog, è nato per gioco nel 2013 e da allora non mi sono più fermata; offro servizi agli emergenti, rubriche, approfondimenti. Mi piace molto gestirlo.

Tu scrivi romanzi storici, prevalentemente. Ci racconti le motivazioni di questa scelta e che preparazione richiede la scrittura di un romanzo di questo genere?
La storia è nel mio D.N.A Chi mi conosce, mi definisce una donna nata nel secolo sbagliato. Trovo molto più semplice scrivere storico che contemporaneo. 
La storia è respiro, la storia racconta quello che siamo oggi; c’è insegnamento, potere, magia, prestigio. Trovo che le ambientazioni storiche diano quel pathos in più, quel coinvolgimento; un conflitto bellico sullo sfondo, le differenze tra classi sociali, i veti dell’epoca. Come si può non amare la storia?
Scrivere un romanzo storico è una responsabilità. Se non si vuole fare ricerca, tanto vale non iniziare nemmeno. Il primo tassello è la ricerca, tanta, fondamentale e illimitata. Conoscere molto bene il periodo, gli usi e i costumi, la poltica. Trovo che la ricerca sia la parte più bella sello scrivere storico. 
Nel caso de “Il Profumo del Sud”, tutto ciò che si legge è reale e documentato a eccezione della storia tra i protagonisti; ho impiegato 9 mesi di ricerca e 6  di stesura per scriverlo.

Una volta terminato un romanzo, che tipo di lavoro ritieni sia necessario, sia nel caso di autopubblicazione che di proposta a una casa editrice?
La prima cosa da fare dopo la stesura è un buon editing, affidarsi a professionisti del settore che “sistemino” e trovino errori, refusi e incongruenze. Armarsi di tanta umiltà è la prima regola per realizzare un buon prodotto.
Dipende, poi, da che progetto si ha per il proprio romanzo. Entrambe le strade sono validissime. Il Self va provato, ma bisogna sapersi muovere: conoscere i blog, saper impaginare, caricare l’opera, trovare un buon grafico per la cover, autopromuoversi sui Social.
Per quanto concerne la casa editrice, invece, bisogna fare una ricerca, considerare quali editori interessano: se piccoli, medi o grandi. O puntare sugli agenti. Sono tutte buone strade, ma richiedono tempo e pazienza. 

“Il profumo del Sud” è un libro emozionante e suggestivo, con una protagonista forte, determinata e direi estremamente moderna. Che cosa lo ha ispirato? 
E come nasce la figura di Anita? 
A  ispirarmi è stata come sempre Jane Austen, la mia Musa. Guardavo alla TV una rivisitazione di “Emma”, ricordo che spensi, mi sedetti al PC e vidi la Lanterna di Genova; così ebbe inizio l’avventura di Anita.
La mia è una protagonista complessa, mi sono limitata a seguirla; io considero la scrittura come una specie di magia, sono i personaggi a decidere, io mi adeguo a descrivere le loro azioni.
Anita era sul ponte del piroscafo, lasciava la penisola per un viaggio verso il Nuovo Mondo, per ricostruirsi una nuova vita. Volevo raccontare di un amore con la A maiuscola e volevo farlo all’interno di un conflitto che da sempre mi appassiona, quello della guerra di secessione americana.

Domanda impertinente, fra gli uomini che circondano la tua eroina, per chi batterebbe il tuo cuore?
Non ho un attimo di esitazione: Justin Henderson. Lo sognavo la notte, e mi accadde solo con lui. Quando scrivevo mi batteva il cuore e sentivo tutte le emozioni di Anita sulla pelle.

Due parole per chi ha un manoscritto e vorrebbe pubblicarlo.
Affidatevi a un buon editor, ascoltate i giudizi di chi ha più esperienza, non innervositevi per una recensione negativa e soprattutto non smettete mai di migliorarvi. Leggete, scrivete, correggete; non ostinatevi a creare se non avete idee, l’ispirazione arriverà quando meno ve lo aspettate.
Non siate commerciali, non cavalcate l’onda, ma scrivete di ciò che conoscete, come consigliava sempre Jane Austen.

Che cosa ci regalerai in futuro?
Al momento sto lavorando a un regency, sono in fase di editing. Una storia che mescola mistero e passione, ambientata in una zona molto suggestiva dell’Inghilterra meridionale. Un saluto a tutti i tuoi lettori e grazie infinite per questa bella intervista e per la splendida recensione.
Bio
Linda Bertasi nasce nel 1978. Appassionata di storia inglese e russa, gestisce il suo Lit-blog dove dà spazio agli emergenti con servizi gratuiti, collabora con Magazine e Case Editrici. E' una delle fondatrici di Io Leggo Il Romanzo Storico e collaboratrice di Logokrisia. Esordisce nel 2010 con il romance contemporaneo "Destino di una more" e, a oggi, ha pubblicato diversi romanzi, conseguendo diversi Premi tra cui ricordiamo l'ultimo "Penna d'Oro" del Lions Club della sua città. Sposata e con una figlia, vive nella provincia di Ferrara, dove gestisce una piccola realtà commerciale.

lunedì 26 giugno 2017


L’anello della chiave
Hella.S.Haasse
Iperborea
pag. 168
prezzo € 11,05

La Trama
L'infanzia e l'adolescenza in una Giava magica, un mondo coloniale abbandonato per sempre, l'affascinante amica del cuore perduta e scomparsa nel nulla, il marito amato che le nascondeva una passione segreta: forse è nel forziere di cui non trova più la chiave la spiegazione dei tanti enigmi della vita di Herma Warner, la preziosa cassa di ebano in cui ha rinchiuso le sue "Indie", i documenti di un lontano passato da tempo lasciato depositare nel fondo oscuro della coscienza, inaccessibile quanto l'antico forziere. Finché una lettera la spinge a far luce in quei recessi dell'anima: un giornalista le chiede notizie di una certa Mila Wychinska, nome in cui è più volte incappato nei suoi studi sugli attivisti dei diritti umani nel Sud-Est asiatico, senza trovare informazioni fondate. Basta quel nome perché l'onda dei ricordi travolga le barriere che Herma si è costruita nei suoi ordinati studi di storica dell'arte e nella quiete della casa di famiglia dove vive ritirata. Perché Mila Wychinska non è altri che Dee Mijers, l'amica della giovinezza a Batavia, uno dei nomi che aveva adottato, rinunciando a quello della sua nobile famiglia, nella sua continua ricerca di un'identità, sempre dalla parte delle vittime del potere e delle discriminazioni. A poco a poco riaffiora la storia di un'amicizia e di un amore in cui si riflette la fine di un'epoca e di un mondo, dal colonialismo alle lotte d'indipendenza, fino alla nascita della Repubblica Indonesiana.

Recensione
Hella Haasse è una scrittrice raffinatissima e potente: in poco più di cento pagine, ci regala, nel romanzo L'anello della chiave, un affresco storico, un ambiente esotico, Giava nel primi del '900, al tempo della colonizzazione olandese, una descrizione intima dell'animo umano e dell'eterna alternanza fra rivalità e sorellanza fra donne.
Giunta agli ultimi capitoli della propria vita, la protagonista ricorda, anzi viene costretta a ricordare, la giovinezza a Giava, quell'appartenere a due mondi differenti tipico di chi è nato nelle colonie, le leggende e la splendida natura, la popolazione multietnica e la più cara amica. Un'amica che diventerà nel tempo ombra specchio e rivale. Alla fine, ci si interroga sulla verità: la verità sull'amore, sull'amicizia e su tutti i rapporti umani. Quanto siamo sinceri gli uni con gli altri? E quanto siamo sinceri con noi stessi?
Giada Pauletto

Il Morso 
Simona Lo Iacono
Neri Pozza
pag. 238
prezzo € 14,03

La Trama
Palermo, 1847. Lucia Salvo ha sedici anni, gli occhi come «due mandorle dure» e una reputazione difficile da ignorare: nella sua città, Siracusa, viene considerata una «babba», ossia una pazza. La nomea le è stata attribuita a causa del «fatto», ovvero il ricorrere di improvvise e violente crisi convulsive, con conseguente perdita della coscienza. Il «fatto» aleggia sulla vita di Lucia come un'imminenza sempre prossima a manifestarsi, un'ombra che la precede e di cui nessun medico ha saputo formulare una diagnosi, a parte un tale John Hughlings Jackson che al «fatto» ha dato un nome balordo: epilessia. Un nome che le illustri eminenze mediche siciliane hanno liquidato con una mezza alzata di spalle. Per volontà della madre, speranzosa di risanare le sorti della famiglia, Lucia viene mandata a Palermo a servizio presso la casa dei conti Ramacca. Un compito che la «babba» accetta a malincuore, sapendo che il Conte figlio si è fatto esigente in tema di servitù femminile. Da quando, infatti, in lui prorompe la vita di un uomo, l'intera famiglia si è dovuta scomodare a trovargli serve adatte alla fatica, ma anche, e soprattutto, agli esercizi d'amore. Stufo delle arrendevoli ragazze che si avvicendano nel suo letto, il Conte figlio è alla ricerca di una donna che per una volta gli sfugga, dandogli l'impressione che la caccia sia vera e che il trofeo abbia capitolato solo per desiderio. O, meglio, per amore. Quando il nano Minnalò, suo fedele consigliere, gli conduce Lucia, il Conte figlio le si accosta perciò con consumata e indifferente esperienza, certo che la bella siracusana non gli opporrà alcuna resistenza. La ragazza, però, gli sferra un morso da furetto. Un morso veloce, stizzito, che lo fa sanguinare e ridere stupefatto. Un gesto di inaspettata ribellione che segnerà per sempre la vita di Lucia, rendendola, suo malgrado, un'inconsapevole eroina durante la rivoluzione siciliana del 1848, il primo moto di quell'ondata di insurrezioni popolari che sconvolse l'Europa in quel fatidico anno.

Recensione
Il Morso, di Simona Lo Iacono è un libro che sembra scritto in altri secoli.
Per il linguaggio, aulico, barocco, prezioso come perla scaramazza, capace di descrivere un maniera poetica anche gli aspetti più miseri ed infimi della vita e dell'animo umano.
C'è di sicuro la donna di Legge (l'Autrice è un magistrato), nella ricostruzione storica accurata, nei dettagli delle prigioni e degli istituti di cura coatta del 1800. E c'è l'amore per la propria terra, la Sicilia, sospesa in un tempo indefinito alle soglie del 1848, con una nobiltà quasi medievale, una campagna ubriaca di sole e calura, una torma di indovini, monache e presagi. La Sicilia, e Palermo che racchiude in sé anime sante e dannate, misteri del Levante e vagiti d'Illuminismo.  La protagonista, umile fra gli umili, travolta dalla Storia, soffre di epilessia. E la descrizione che ne viene data è splendida, attendibile dal punto di vista medico e dignitosissima. In un mondo dove ancora le crisi erano segno di magia o di follia, quando i regi accademici borbonici (ma non solo), ridevano degli articoli di Jackson e Charcot, Lucia si erge a riscattare se stessa. Nonostante la malattia, la condizione sociale ed il sesso, si dimostra capace di coraggio, audacia e sacrificio. In nome di un sogno. O di una sensazione. In nome di quell'Italia che ancora non esisteva, ma di lì a poco sarebbe nata. Anche e soprattutto grazie ai sacrifici di persone come Lucia Salvo.
                                                                                       Giada Pauletto

venerdì 23 giugno 2017

Segnaliamo Crash di Barbara Poscolieri, edizioni Dunwich. Vincitore del premio per la narrativa italiana mainstream “Dunwich Life”, il romanzo narra la vicenda di Alessandro Alari pilota del Grand Race, un uomo che proprio quando crede di aver perso tutto riscopre se stesso, l’affetto di chi lo circonda e la propria passione, quella per le corse e i motori. Una storia che insegna a vincere gareggiando nell’importante corsa della vita.


Crash
Barbara Poscolieri
Dunwich Edizioni
pag. 200
prezzo  € 12,90
e-book € 3,99

La Trama
Alessandro Alari è un giovane pilota romano della scuderia Speed-Y, in corsa per il titolo mondiale del Grand Race. Durante il Circuito di Roma rimane vittima di un incidente in cui perde entrambe le gambe. Il mondo dei motori è sconvolto, così come tutte le persone vicine al pilota. Solo Alessandro crede che un ritorno alle gare sia ancora possibile, con o senza gambe. Inizia quindi un percorso di accettazione e di riabilitazione, supportato dalla fidanzata Federica, dai genitori e dagli amici, con l’obiettivo di riguadagnarsi il posto che merita nella vita e in pista. Ma nel frattempo la Speed-Y ha trovato un nuovo pilota e sembra non credere nel suo recupero. La fiducia di Alessandro vacilla e anche il rapporto con Federica ne risente. Si rifugia quindi nel suo piccolo paese d’origine, dove ritrova la serenità in una vita semplice. Ma il Grand Race invoca il suo nome e, per quanto Alessandro cerchi di ignorarne il richiamo, le corse restano parte di lui.

mercoledì 14 giugno 2017

Segnalo un libro estremamente interessante e suggestivo. Un canto alla libertà, alla cultura, alla grande letteratura, alle donne che sono sempre capaci di trovare una via di fuga da una realtà arcigna, crudele, di vessazioni e restrizioni. La conferma che la grandezza della mente, dello spirito e dell’arte non possono mai essere messi a tacere. Nonostante tutto.


Leggere Lolita a Teheran
Azar Nafisi
Adelphi
pag. 379
prezzo € 10,20

La Trama
Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

L’estate non perdona
Flavio Santi
Mondadori
pag. 235
prezzo € 14,88

La Trama
L'estate più calda degli ultimi anni sta arroventando il Friuli, e l'ispettore Drago Furlan si sta finalmente godendo una vacanza al mare con l'eterna fidanzata Perla. Ma la tanto sospirata villeggiatura viene interrotta da una telefonata del pm Santoliquido: sul greto del fiume Natisone è stato ritrovato un cadavere con la faccia spappolata a colpi di kalashnikov. Chi è la vittima? E perché l'assassino si è accanito sul cadavere tanto da sfigurarne il volto? Furlan rientra immediatamente in servizio per cercare di risolvere il caso: ma gli indizi sono pochi e contraddittori, e l'abbraccio torrido dell'afa non aiuta di certo a ragionare... tanto più che, per non dare un dispiacere a Perla, Drago fa la spola tra la spiaggia e il commissariato di nascosto, adducendo come scusa gli acciacchi e i capricci della madre Vendramina. Mentre la stampa nazionale monta il caso del "Mostro del Natisone" e le indagini arrancano, ci scappa pure il secondo morto: che sta succedendo nella tranquilla provincia friulana? È il caldo che dà alla testa oppure dietro la scia di sangue si nasconde un nemico terribile, il cui solo nome basta a evocare antichi orrori e a far venire i brividi? Drago Furlan, piglio rude da ispettore contadino, tra una bevuta all'osteria dell'amico Tarcisio, una mangiata di frico e una passeggiata sul lungomare, dovrà dare fondo a tutto il suo fiuto investigativo per venire a capo del mistero. E dovrà pure sbrigarsi, visto che il killer sembra aver preso di mira proprio lui…

Recensione
Torna l’ispettore Drago Furlan e ci riporta a Cividale durante un’estate torrida macchiata da omicidi apparentemente inspiegabili che il rude e spiccio ispettore friulano saprà risolvere, nonostante l’altissimo e fin troppo intenso coinvolgimento emotivo e personale. Una vicenda ben costruita, dai risvolti estremamente attuali, che si sviluppa fra Cividale e Lignano, fra puntate all’osteria e visite all’obitorio, serate al mare e riunioni in Procura, fino al finale che vi sorprenderà.
La scrittura di Flavio Santi è netta, graffiante e ironica quando serve, estremamente efficace nel dipingere il Friuli, le sue virtù, i suoi vizi e i vezzi di gente dalla scorza forse solo apparentemente fin troppo dura. 
In definitiva, una lettura piacevole, una trama intrigante e intelligente con un protagonista indubbiamente interessante, un antieroe, fiero del suo contesto provinciale e della sua accentuata e indomita  friulanità. 

lunedì 12 giugno 2017


Non lasciare la mia mano
Michel Bussi
E/O
pag.  354
prezzo  € 13,50

La Trama
Un omicidio non è un omicidio se non c'è un cadavere, e il cadavere di Liane Bellion non si trova. Eppure ci sono schizzi di sangue nella sua camera d'albergo. Ed è sparito un coltello. E qualcuno giura di aver visto il marito, Martial, spingere un carrello fino al parcheggio con fare sospetto: il cadavere della moglie? È la settimana di Pasqua e l'isola della Réunion, paradiso tropicale francese in mezzo all'oceano Indiano, pullula di turisti, il che non impedisce alla giovane e ambiziosa comandante della brigata di gendarmeria, Aja Purvi, di affrontare il caso senza riguardi per nessuno. Nelle indagini è coadiuvata dal fido sottotenente Christos Konstantinov, uno strampalato cinquantenne che sull'isola è soprannominato il "profeta", gran bevitore e fumatore di marijuana nonché fine investigatore. È caccia all'uomo sull'isola intensa, come i francesi chiamano La Réunion: un vulcano di più di duemila metri circondato da deserti di cenere, foreste tropicali e barriere coralline; uno scoglio nell'oceano popolato da un variopinto miscuglio di razze unico nel suo genere. La rocambolesca fuga del protagonista ha dell'incredibile: come fa un uomo solo, con una bambina di sei anni al seguito, a sgusciare continuamente tra le maglie dello spiegamento di forze più imponente che sia mai stato messo in atto sull'isola? Ma forse c'è lo zampino di una misteriosa dama azzurra con l’ombrello...

Recensione
"Non lasciare la mia mano", di Michel Bussi non lascerà delusi i lettori di "Ninfee nere".
Un altro giallo molto ben costruito.
Nuovi personaggi così deliziosamente romanzeschi e colmi, al tempo stesso, di lati umani descritti in ogni minimo dettaglio.
E la capacità di adattare la scrittura al contesto, di renderla più colorita, più frenetica, come si addice al passaggio dalla placida Normandia all'atmosfera meticcia dei Tropici.
Infatti è l'ambientazione a rendere frizzante, teso ed originale il romanzo: la splendida isola di Reunion, con la mescolanza di popoli, i sentori di vaniglia, la natura contrastante (foreste e vulcani, cenere e canna da zucchero) e gli inevitabili giochi di luce ed ombre (paradiso tropicale, ma anche realtà povera, con gli emarginati, l'alcol, le droghe, le ragazze troppo belle e subito perdute).
E poi, non manca un'altra novità.
Il romanzo giallo cela tra le pagine un meraviglioso percorso di scoperta: due uomini, diversi per età e vicende, scoprono cosa significa essere padre. E lo scoprono nel momento del dolore e della perdita.
Forse tardi.
Solo per rendersi conto che nulla accade per caso.
                                         Giada Pauletto

L’aleph
Jorge L.Borges
Feltrinelli
pag. 144
prezzo € 7,65

La Trama
Una raccolta di racconti sui grandi temi della vita.

Recensione
L'Aleph di L. Borges, una raccolta di racconti complessi, labirintici, inquietanti.
La superba narrazione si dipana tra le praterie argentine, i vicoli di una Londra medievale ed i non luoghi del mito.
Il tempo è frantumato, relativizzato in piani sovrapposti.
Tutto si mescola e si confonde tra le pieghe dell'illuminazione e della follia, con atout dei tarocchi.
Una scrittura surrealista.
Tesa verso il Divino.
Verso quel limite invalicabile che si allontana sempre più.
Come un miraggio.
Giada Pauletto

domenica 4 giugno 2017


Lo scrivano di Bombay
Anjali Joseph
Bollati Borlingheri
pag. 266
prezzo € 14,45

La Trama 
A Saraswati Park, un tranquillo quartiere di Bombay lontano dagli alberghi di lusso, da Bollywood e dalle zone degradate, abitano Lakshmi e Mohan, genitori di ragazzi emigrati all'estero, e zii di Ashish, irrequieto studente di letteratura, ospite per l'anno che deve ripetere al college. Mohan scrive lettere e compila moduli per chi non può farlo da sé. La sua passione sono però i libri usati, di ogni genere, che colleziona, e la sua segreta aspirazione è la scrittura, quella vera. Anche Lakshmi ha una vita interiore, una narrazione di sé che tiene rigorosamente segreta. La presenza del giovanissimo Ashish, alla ricerca di un futuro e di un'identità sessuale, coinvolto in una difficile storia d'amore gay, spinge la coppia a prendere a sua volta coscienza dei propri desideri e ad acquistare una nuova sicurezza. Sarebbe una tradizionale storia di amori, sentimenti e ansie nascoste se l'autrice non fosse maestra nel raccontare anche quella che è la vera protagonista del romanzo, e il suo vero amore, la città che continua a chiamare Bombay nonostante nella nuova India sia da tempo diventata Mumbai: sintomo di una grande nostalgia per quel brulicare di vita minuta, ricca, affascinante che riempie le strade, i giardini e i caseggiati delle città, anche quelle dell'India contemporanea. Sono le strida degli uccelli, gli strilli e le risate dei bambini, le grida dei venditori ambulanti, i profumi dei fiori e degli incensi votivi, gli aromi della cucina...

Recensione
Lo scrivano di Bombay, di Anjali Joseph e' un romanzo intimista. Dalle pagine, non traspare l'India colorata, millenaria e tradizionale che siamo abituati a leggere e sognare. C'è invece una megalopoli (Mumbai ma potrebbe essere qualsiasi megalopoli nel mondo) dove tutti si sentono più soli, c'è una coppia di mezza età che rischia di soccombere alla routine ed un nipote in cerca di futuro e di libertà. Piccole frustrazioni quotidiane, illusioni e sogni, oltre il verde polveroso dei parchi, i treni cittadini gremiti di gente, l'afa che precede il monsone. Alla fine tutto si aggiusta, con qualche amarezza. Non proprio un lieto fine, ma quasi. Con quel senso di effimero che rispecchia la vita.
                                                                                           Giada Pauletto

Le voci di Marrakech
Elías Canetti
Adelphi
pag. 126
prezzo  € 6,75

La Trama
Elias Canetti soggiornò per un certo periodo a Marrakech, nel 1954. Il grande lavoro su "Massa e potere" era giunto a un momento di stasi e lo scrittore sentiva il bisogno di nuove voci, di voci incomprensibili, come quelle che lo avvolsero nella splendida città marocchina. Vagando per i suk, per le strette vie, per i mercati e le piazze, fra cammelli, mendicanti, donne velate, cantastorie, farabutti, ciechi e commercianti, Canetti capta forme e suoni: "gli altri, la gente che ha sempre vissuto là e che non capivo, erano per me come me stesso".

Recensione
Le voci di Marrakesh di Elias Canetti descrive la città rosa perfettamente senza quasi menzionare una delle sue attrattive architettoniche. Marrakech si delinea attraverso suoni e profumi, volti di mendicanti e di massaie, donne e bambini. Un mondo claustrofobico di giardini segreti, cortili, viuzze dedaliche dove la vita pulsa nonostante tutto, le difficoltà la miseria e le incertezze. La Marrakech di Canetti è lontana dalla città glamour che conosciamo, ma l'anima descritta è ancora percepibile, a chi abbia i sensi per trovarla. Una dimensione spirituale che si nutre di racconti, di sguardi, di gesti. Tra la luce e l’ombra.
Giada Pauletto

La ragazza del giardino di fronte
Parnaz Foroutan
Newton Compton
pag. 189
prezzo € 10,20

La Trama
Un Iran così non lo avete mai letto.
Asher Malacouti è il capo di una famiglia ebrea che vive nella città iraniana di Kermanshah. Nonostante il successo e la ricchezza, Asher non può avere ciò che più desidera al mondo: un figlio maschio. La giovane moglie, Rakhel, costretta in un matrimonio opprimente, in un periodo storico in cui il valore di una donna dipende dalla sua fertilità, è disperata a causa della propria sterilità e, con il tempo, diventa gelosa e vendicativa. La sua afflizione è esasperata dalla gravidanza della cognata e dalla passione che il marito prova per Kokab, la moglie di suo cugino. Frustrato perché la moglie non riesce a dargli un erede, Asher prenderà una decisione fatale, che ridurrà a pezzi la sua famiglia e porterà Rakhel a compiere un gesto estremo, per salvare se stessa e la sua posizione all’interno della famiglia. Una storia tragica, una magnifica rappresentazione del tradimento e del sacrificio. E di un Iran che forse non esiste più.

Recensione
Questo è un viaggio, un viaggio raccontato attraverso le fotografie scattate in trent'anni vissuti in giro per il mondo. Un'intervista dialogo con una viaggiatrice instancabile e i suoi ritratti femminili colti sulla strada, quelle strade che in un periodo così lungo di tempo sono cambiate molto. Una conversazione tra due donne che prende spunto da immagini evocative per sviluppare la narrazione di racconti brevi. Quando è stata scattata quella fotografia? Come hai raggiunto quel luogo? Cosa ti raccontava quello scatto? Dall'India al Brasile, dall'Iran al Senegal, storie ambientate in luoghi lontani, narrate attraverso i gesti, i volti, gli sguardi delle donne e che danno origine a riflessioni su temi universali come la libertà, l'amicizia e l'amore. La data di ogni fotografia è molto importante per comprendere meglio le storie, apprezzarle e cogliere le differenze tra un prima e un dopo. Bastano pochi anni per trasformare un ambiente, tutto corre veloce, un'accelerazione senza precedenti. C'è tuttavia qualcosa, di un paese e del suo popolo, che attraversa le vicende nei vari decenni, non si perde, resta immutato nel tempo. I nuovi viaggiatori ne potranno trovare traccia nelle nostre storie, per poi ritrovarlo nei loro viaggi futuri. Così come i vecchi viaggiatori lo riconosceranno tra le righe dei racconti.
                                                                Giada Pauletto

La figlia di Saadi
Marcella Mallen
Sonia Costa
Polaris
pag. 179
prezzo € 14,45

La Trama
Questo è un viaggio, un viaggio raccontato attraverso le fotografie scattate in trent'anni vissuti in giro per il mondo. Un'intervista dialogo con una viaggiatrice instancabile e i suoi ritratti femminili colti sulla strada, quelle strade che in un periodo così lungo di tempo sono cambiate molto. Una conversazione tra due donne che prende spunto da immagini evocative per sviluppare la narrazione di racconti brevi. Quando è stata scattata quella fotografia? Come hai raggiunto quel luogo? Cosa ti raccontava quello scatto? Dall'India al Brasile, dall'Iran al Senegal, storie ambientate in luoghi lontani, narrate attraverso i gesti, i volti, gli sguardi delle donne e che danno origine a riflessioni su temi universali come la libertà, l'amicizia e l'amore. La data di ogni fotografia è molto importante per comprendere meglio le storie, apprezzarle e cogliere le differenze tra un prima e un dopo. Bastano pochi anni per trasformare un ambiente, tutto corre veloce, un'accelerazione senza precedenti. C'è tuttavia qualcosa, di un paese e del suo popolo, che attraversa le vicende nei vari decenni, non si perde, resta immutato nel tempo. I nuovi viaggiatori ne potranno trovare traccia nelle nostre storie, per poi ritrovarlo nei loro viaggi futuri. Così come i vecchi viaggiatori lo riconosceranno tra le righe dei racconti.

Recensione
La figlia di Saadi, di Marcella Mallen e Sonia Costa è  un libro-intervista che parla di viaggi, di foto, di donne ed universi femminili. Non a caso, ogni sezione, ispirata da una foto, è dedicata al mondo delle donne, maternità, amicizia, amore, sensualità e così via. Ritrovare se stesse attraverso le altre. Ma anche riflettere sulle opportunità e sui privilegi, sulle difficoltà e sulle tradizioni. Perché nascere donna non è mai facile.
Ed in molti luoghi al mondo è una sfida perenne!
                                                                                                 Giada Pauletto

Il mito di Arianna
Maurizio Bettini
Silvia Romani
Einaudi
pag. 290
prezzo € 25,50

La Trama
Il mito di Arianna è così celebre da esserci quasi familiare. La sua silhouette attraversa le rovine di gigantismi mitologici: figure che hanno colonizzato in modo ipertrofico l'immaginario della cultura occidentale; lei minuta fra le statue ciclopiche del padre Minosse, del fratello Minotauro e della prigione, il labirinto, in cui era rinchiuso. Tuttavia, se anche si muove leggera nel cono di luce di questo mondo famoso, Arianna è intessuta nell'ombra e quando si afferra la sua veste è pronta a sfuggire, negandosi all'interpretazione. È stata, nella sua madrepatria, una dea del labirinto e ha visto i coetanei muoversi in cerchio, seguendo una misteriosa coreografia inventata da Dedalo. Ha amato follemente Teseo, senza esserne in verità mai ricambiata. Ha scelto di tradire la famiglia, di lasciare dietro di sé la patria, per salire su una nave ateniese sperando di diventare, un giorno, regina di Atene. Si è spenta, invece, sulla riva del mare di Nasso, dopo l'abbandono. È morta di parto a Cipro. Si è mutata in statua sulla piana di Argo, per aver incrociato lo sguardo pietrificante della gorgone Medusa. Il dio Dioniso l'ha scelta, infine, come compagna e le ha regalato una nuova vita fra le stelle. Molti destini diversi, a volte persino dissonanti fra loro, per un personaggio fra i più noti della mitologia antica. Questo libro vuole restituire al lettore tutte le anime di Arianna e infonderle un po' di nuova vita…

Recensione
E dopo romanzi e diari di viaggio, ecco un saggio! Il mito di Arianna, di Maurizio Bettini e Silvia Romanini. Non solo per grecisti ed appassionati di mitologia: il saggio infatti, inizia con un racconto e finisce con l'interpretazione moderna del ciclo di Arianna, passando attraverso le differenti interpretazioni classiche. Arianna  è un archetipo potente. La signora del Labirinto, la dea, la matriarca. Ma anche la donna innamorata che rinuncia a tutto per seguire l'uomo che ama, la fanciulla abbandonata, la sposa di Dioniso, il rimpianto.
Dietro ad Arianna, di cela un'intera costellazione di simboli e forse pieghe della nostra proto storia, quando la società matriarcale mediterranea fu sopraffatta da quella patriarcale e guerriera degli Indo-europei. Ed alle matriarche non rimase altro che diventare regine consorti oppure restare tra le selve e le spiagge selvagge di Naxos.
                                                                                                     Giada Pauletto

Il buio dell’India
Giorgio Montefoschi
Guanda
pag. 200
prezzo  € 13,60

La Trama
Questo libro raccoglie le esperienze di viaggio, gli appunti e le "letture indiane" che vanno dal 1987 ai giorni nostri di uno scrittore, Giorgio Montefoschi, che dall'India è stato folgorato fin dal primo istante in cui ci ha messo piede, e che in India non smette di voler ritornare. Perché trent'anni non sono pochi, ma neppure tanti per una realtà che, pur rimanendo fedele alla sua sapienza millenaria, è in continuo mutamento e non finisce mai di regalare emozioni e sorprese. La Delhi dei grandi viali alberati progettati dagli inglesi e quella del più tumultuoso mercato popolare del mondo; la Calcutta colta, antica e modernissima nella quale rifulge l'opera di Madre Teresa; le languide campagne del Bengala; gli oscuri templi del Tamil Nadu; e Benares, il luogo di ogni rinascita... ma anche le sante e gli asceti; la poesia e la natura; la musica e la danza; il fasto e la miseria; la sessualità e l'amore: non c'è pagina del libro che, insieme all'urgenza di vedere, conoscere e raccontare, non riveli la forza di una "necessità spirituale". Che è poi il vero bagaglio di ogni viaggiatore per vocazione, quello che parte alla scoperta del mondo e di sé.

Recensione
Il buio dell'India, di Giorgio Montefoschi.
Un testo di colori sfumati, di chiaroscuri, di ombre, di acquarelli.
Trasmette alcuni tra gli aspetti meno scontati, più intimi e segreti dell'India.
Trasmette l'atmosfera sospesa dei crepuscoli e delle notti, delle albe su Gange, dei ghat con le infinite abluzioni, gli orizzonti liquidi, le offerte di luce.
L'India oltre i suoi colori e la sua esuberanza, oltre la magnificenza dei Maharaja e delle star di Bollywood.
L'India spirituale e raccolta, sottilmente notturna, nostalgica emerge dalle pagine trascinando con se' quel sentimento di abbandono e di smarrimento che prelude ogni deriva ed ogni rinascita.
E le parole dei Veda, si sciolgono tra le acque sacre, come polvere eterna.
                                                                                        Giada Pauletto