sabato 12 agosto 2017


Una casa a Bali
Colin McPhee
Neri Pozza
pag. 300
prezzo € 13,60

La Trama
Bali è un'isola in cui si può passare in poche ore da una spiaggia di sabbia allo spettacolare bordo di un vulcano attivo a 1500 metri sul livello del mare, e in cui interi mesi di splendido sole e abbondandi pioggie da dicembre ad aprile fanno del suolo un verde manto rigoglioso. Ossessionato dalla bellezza della musica gamelan, McPhee capitò a Bali agli inizi degli anni Trenta. Vi visse quasi un decennio, scoprendo una società stupefacente, in cui la cultura e le arti hanno la supremazia nella vita collettiva, e tra le arti innanzi tutto la musica.

Recensione
Una casa a Bali, di Colin McPhee.
Libro singolare, un po' diario, un po' autobiografia, un po' istantanea di un mondo quasi perduto.
Bali, nel periodo fra le due grandi guerre, quando non era ancora meta turistica.
L'autore, che era un musicista, s'innamora della musica e delle danze balinesi e, tramite, le sue pagine si scopre un universo di suoni sacri, tramandato oralmente, che accompagna ogni celebrazione ed ogni ora del giorno.
Sfilano le danzatrici bambine, simili a boccioli di frangipane, le interminabili cene, le superstizioni, i bramini in meditazione e le sacerdotesse in estasi.
Sono pagine piene di gong e di tamburi, di albe vaporose e foreste fruscianti, di principi decaduti e mercanti cinesi.
Uno sguardo particolare, certo, ma ricco di originalità.
E, dopo averlo letto, di sicuro sarà un'altra cosa sedere sotto una veranda ed ascoltare un brano di jazz…
                                                           Giada Pauletto

Lezioni d’amore per amanti imperfetti
Sophie Hart
Feltrinelli
pag. 311
prezzo   € 8,42
e-book  € 6,99

La Trama
Annie ha due pesci rossi: Harry e Sally, come i protagonisti del celebre film. È fissata con le commedie romantiche, che l'hanno convinta che esista un lieto fine per tutti. Ed è abilissima a dare consigli agli altri, soprattutto in campo amoroso. Agli altri, ma non a se stessa, dato che la sua vita sentimentale è un disastro. Sessuologa di successo, persuasa che quel che succede in camera da letto non debba restare confinato lì dentro, Annie incoraggia i propri pazienti a confidarsi apertamente e li aiuta a imparare l'alfabeto del corpo e dell'amore. Così, nel suo piccolo studio accogliente, riceve coppie come Julia e Nick, alla disperata ricerca di un figlio che tarda ad arrivare, creando tensioni e insoddisfazioni. O Zoe e Simon, due giovani innamorati che vogliono prepararsi al meglio prima del matrimonio. O Linda e Ray, troppo presi dalla famiglia e dal lavoro, tanto che nel corso degli anni hanno perso slancio e intimità. Riusciranno questi amanti "imperfetti" a rimettersi in carreggiata? E come mai, se Annie è cosi brava con le vite degli altri, con la propria è una frana?

Recensione
Cercavo una lettura gradevole, frizzante e leggera per queste giornate estive. Mi sono ritrovata con un libro dalla trama banale, abbastanza scontata e piuttosto noiosa.
Tre coppie, una di mezz’età alle prese con il tedio e la routine, un’altra alla ricerca ossessiva di un figlio e la terza disposta a un periodo di astinenza dal sesso prima del matrimonio, ricorrono ad Annie, sessuologa, con una delusione sentimentale alle spalle e un presente da single. Le vicende dei vari protagonisti si incrociano fra sessioni di terapia, equivoci, incomprensioni e incontri per arrivare a un finale prevedibilmente felice.
Prosa non degna di nota, personaggi stereotipati, molti clichés … un romanzo forse appena  passabile.

martedì 8 agosto 2017


Lo Specchio Turco
Viktor Horvath
Imprimatur
pag. 600
prezzo € 16,15
e book € 8,99

La Trama
Questo romanzo trasporta il lettore in un viaggio avventuroso attraverso l'Ungheria del XVI secolo, quando una parte del Paese apparteneva al sultanato del glorioso Solimano il Magnifico, terra di confine instabile tra l'Oriente e l'Occidente. Ne è protagonista un ragazzo turco, Isa, appartenente alla più alta aristocrazia della città di Pécs. Attraverso le sue avventure, la narrazione scivola gradualmente nel mondo delle Mille e una notte, dove negli harem si celano affascinanti donne velate, nei giardini abbondano pesche e datteri, per le vie risuona il canto del müezzin, mentre i fitti boschi e le valli selvagge sono infestati da briganti pronti a tutto, anche ad attaccare i numerosi castelli ungheresi sparsi lungo la frontiera. La storia rende in maniera esemplare lo spaccato di un'epoca in cui profondi furono gli stravolgimenti degli usi e costumi apportati dagli ottomani nella regione. Centrale è la funzione della religione, in un'ottica di sincretismo davvero straordinaria: l'autore è fermamente convinto che il Corano e la Bibbia non si possano leggere separatamente.

Recensione
Lo Specchio Turco, libro dal titolo enigmatico, scritto da Viktor Horvath.
È un romanzo storico molto complesso, quasi un saggio di storia ungherese e turca, infatti parla della conquista da parte di Solimano il Magnifico di Buda e parte dell'Ungheria, con i successivi scontri di fortezza in fortezza e la complicata scacchiera delle alleanze e dei tradimenti.
Horvath sceglie come voce narrante un giovane aristocratico turco, pertanto numerose e dettagliate sono le informazioni sui costumi, la religione, l'esercito e le leggi degli Ottomani.
Dall'azione, tutto si stempera nel ritrovato sentimento religioso, che, alla fine, tutti accomuna.
E si dipana Kismet, il Destino, il Logos divino che tutto ha previsto.
                                                                                                                 Giada Pauletto
Prima indagine per l’ispettore Drago Furlan, in attivo alla polizia di Cividale, in Friuli. Un caso intricato, una trama ben costruita e soprattutto un protagonista che con i suoi modi rudi, spicci, la marcata propensione al tajut rappresenta un esempio ben riuscito del friulano concreto, burbero, efficace. 

La primavera tarda ad arrivare
Flavio Santi
Mondadori
pag. 305
prezzo  € 11
e-book € 6,99

La Trama
Che cosa ci fa un morto ammazzato nella sonnacchiosa Montefosca, sperduto paesino alle pendici delle Alpi friulane? Drago Furlan, l'ispettore incaricato del caso, ha una bella gatta da pelare: ormai abituato a prendersi cura del suo orto e a verbalizzare multe per divieto di sosta, non indaga su un omicidio da quasi vent'anni. E quello di Montefosca, in più, è un omicidio davvero strano: la vittima, uccisa con un colpo di pistola in mezzo alla fronte, è un anziano di cui nessuno sembra conoscere l'identità. Drago, fisico alla Ernest Hemingway e metodi da ispettore contadino, è costretto a indossare di nuovo i panni del detective: ma è un po' arrugginito, e i montanari ("montanari... lupi mannari", come gli ricorda sempre sua madre, la vulcanica signora Vendramina, perfetto prototipo della 'mame furlane'), con la loro aspra riservatezza, non gli rendono certo il compito facile. Tra soste in osteria annaffiate da 'tajut' di ottimo vino, partite dell'amata Udinese e gite in Moto Guzzi con l'eterna fidanzata Perla, l'ispettore scopre che quei luoghi che tanto ama, al confine tra Italia e Slovenia, custodiscono segreti inconfessabili. La primavera che scioglie le nevi comincia a far riaffiorare anche i fantasmi di un passato lontano.


Una breve chiacchierata con Flavio Santi, autore de La primavera tarda ad arrivare e L’estate non perdona.

Flavio, perché il Friuli come sfondo e cornice dei tuoi gialli?
Il Friuli è la mia terra, il luogo che amo e penso di conoscere meglio. Io sono della vecchia scuola di Ernest Hemingway (che fra l'altro amava e conosceva il Friuli!): lo scrittore scrive di ciò che conosce. E poi mancava ancora un ispettore che facesse capo alla campagna friulana!  

In due parole, vizi e pregi dei friulani e della loro terra.
Pregi: concretezza, caparbietà, curiosità, il Friuli è una terra molto varia e ricca, un vero crocevia di popoli, da sempre. Vizi? Si beve un po' troppo, forse. 

Come è nata la figura di Drago Furlan? Quanto te c’è in lui?
Drago Furlan è la sintesi di ogni friulano - con quel cognome! Drago invece rimanda all'anima slava - viene dal nome Dragan, diffusissimo. In ogni osteria, in ogni orto del Friuli c'è un Drago Furlan: alto, baffoni neri, poche parole, piglio rude. A parte i baffi (che non ho), penso che queste cose ci siano anche in me. Dimenticavo: il tifo viscerale per l'Udinese, una squadra che ha un fortissimo radicamento territoriale e culturale. 

Il Friuli Venezia Giulia è terra di lettori e autori. Credi si possa parlare di una letteratura a Nord Est?
Penso proprio di sì. C'è una grande ricchezza e varietà, da sempre. Basti pensare a quel capolavoro della letteratura italiana (ed europea) che sono "Le confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo, che è del mio stesso paese, Colloredo di Monte Albano. E poi: Pasolini, Giacomini, Bartolini, Quarantotti Gambini, Magris... 

Come scegli le ambientazioni dei tuoi gialli? Che tipo di lavoro ne precede la stesura?
C'è un lavoro iniziale di documentazione: studio luoghi, situazioni, fatti più o meni reali. C'è uno scenario quotidiano, provinciale, su cui però inserisco uno scenario più ampio, nazionale o addirittura internazionale. Il Friuli così diventa lo specchio dell'Italia. 

Ritroveremo presto Drago Furlan?
Sto lavorando a una nuova indagine autunnale. Vini, vendemmie e chissà cos'altro!

Hai un consiglio, un’opinione da dare a chi vorrebbe veder pubblicato un suo manoscritto?
Non avere fretta. Scrivere, riscrivere, non aver paura di buttare via quanto si è scritto, lavorare di cesello, non fermarsi mai. Come dice Kipling, il vero scrittore si vede da quello che butta via. 

giovedì 3 agosto 2017

Torna in libreria con un nuovo romanzo Una felicità leggera leggera (edizioni Le Mezzelane), Loriana Lucciarini, come sempre intensa, come sempre capace di regalare emozioni, di narrare con delicatezza i sentimenti, di sondare con intelligenza l’animo dei suoi protagonisti. Il romanzo è disponibile dal 2 agosto in versione e-book, dal 28 agosto il cartaceo.


Una felicità leggera leggera
Loriana Lucciarini
Le Mezzelane
pag. 123 
prezzo € 2,90

Una donna piena di sfumature.
Un uomo chiuso nel suo mondo grigio e spento.
Due cuori che s'incontrano trasformando la solitudine in colore.
Ma fino a che punto l'amore può diventare la ragione per tradire?
Quanto i legami e le paure possono impedire a Miriam di raggiungere quel pezzo di cielo che tanto desidera?

Fuori piove
Serena Ricciardulli
Bonfirraro
prezzo € 15,90

La Trama
Nonostante tutti i drammi personali, Anna, Lory, Tina, Marta e Laura, fiori imperfetti ma reali, sono cinque amiche per la pelle, carine e sfrontate, euforiche ma inquiete che parlano anche di sesso, mariti e fidanzati con la stessa nonchalance con la quale maneggiano i loro smartphone. Così come le dita di una mano, le cinque eroine sono legate da un indissolubile rapporto d'amicizia che crea una fenomenologia al femminile dalla trama inaspettata: attraverso battute dall'ironia irresistibile e riflessioni strappalacrime, "Fuori piove" si snoda tra Livorno e New York, in un susseguirsi di primi piani sulle vicende "in rosa", su una passerella di segreti e trepidazioni più o meno inconfessabili, che non vorranno più lasciare la nostra esistenza.

Recensione
Lasciatevi avvolgere dall’atmosfera tipicamente femminile di questo romanzo. Lasciatevi coinvolgere dall’alternarsi delle vicende delle cinque protagoniste, dai loro istanti di gioia e dai momenti cupi, dalle loro risate sgangherate, dalle loro confidenze e dalle cose non dette e… vi ritroverete. Perché siete donne, perché avete delle amiche con le quali avete diviso tutto o quasi tutto e che per voi ci sono sempre e comunque, al di là di incomprensioni, possibili ripicche e invidie, sottili perfidie e accese rivalità tutte femminili. Questo romanzo, frizzante e autentico, è dedicato a voi e a loro, a quel legame intenso, particolarissimo che tutte noi viviamo e abbiamo vissuto e che costituisce un’esperienza appagante ed essenziale per affrontare la vita, per conoscere meglio noi stesse e il mondo che abbiamo intorno. In definitiva, un lusso che ci possiamo e dobbiamo concedere. E gli uomini, vi domanderete? C’è spazio anche per loro, naturalmente, come necessari coprotagonisti della vita delle cinque amiche (e della nostra), benché si abbia la netta sensazione che lo spazio in questione sia quello e solo quello che le nostre protagoniste sono disposte a concedere. E solo a uomini che ne siano degni.
Fuori piove è un romanzo gradevole, vero, scritto con intelligenza e delicatezza. Un libro che ci rispecchia e nel quale specchiarsi, che regala energia e positività. Che vi farà sentire preziose.


Conosciamo meglio Serena Ricciardulli, l’autrice di Fuori piove.
Ciao Laura…chiacchieriamo un po’….

Serena, analista e scrittrice. Come convivono e si integrano questi due aspetti della tua vita e della tua persona? E quali motivazioni ti hanno portato a scrivere?
Essere terapeuta è una parte di me che conosco da molto tempo, non ricordo neanche quando ho scelto questa strada è come se fosse stata lì da sempre. Ho la fortuna di fare un lavoro che amo, che mi ha dato tante soddisfazioni e che mi costringe a crescere ogni giorno. Scrittrice invece sono diventata inaspettatamente, anche se diciamo la verità nella vita niente succede per caso e chi fa il mio lavoro lo sa bene…forse ne dovrei parlare con un bravo analista! A parte gli scherzi, credo che in realtà quello che mi ha motivato a scrivere sia stato il bisogno di prendere contatto con le mie emozioni, con una intimità che in quel preciso momento della mia vita toccavo e il viaggio dentro me stessa ha preso la forma della scrittura. Avevo bisogno di questo libro e lui mi è venuto a cercare. Tutto qui.

Prima di parlare più approfonditamente del tuo romanzo Fuori piove, vorrei chiederti cosa ne pensi a proposito del valore ed eventuale efficacia terapeutica della scrittura.
Come ti ho detto, per me questo libro è stato dare forma a emozioni e credo che ogni forma di espressione in ogni sua sfaccettatura abbia  di per sé un valore terapeutico. Scrivere come recitare , danzare, dipingere, suonare sono forme di espressione che se autentiche permettono di conoscere se stessi ma anche di arrivare all’altro, creando una reciprocità immediata. Questo fa sì che non solo aumentiamo la consapevolezza di noi stessi ma riusciamo anche a comunicare creando una dinamicità che acquista una vita propria. Per me è magia!

Fuori piove è un libro dedicato all’amicizia fra donne. Quanto di te, della tua vita c’è nel tuo libro? E, eventualmente, in quale delle protagoniste ti rispecchi e identifichi?
Per me l’amicizia ha un valore immenso, i legami veri, quelli che chiamo i legami di vita, sono stati tante volte salviferi mentre altri hanno generato anche tanta sofferenza, ma è sempre valsa la pena viverli. Da questo punto di vista quindi sono come tutte queste cinque donne, che hanno scelto di credere in questi rapporti, anche durando fatica qualche volta ma non mollando mai.Ma non c’e nessuna di loro in cui mi rivedo, loro sono loro e io ho solo avuto la fortuna di incontrarle nella mia fantasia.

Si parla spesso della rivalità fra donne. Io sono del parere che, comunque, sia più importante, intensa e in qualche modo unica l’amicizia tutta al femminile. Cosa pensi al riguardo?
lLe donne sono più abituate a stare in contatto con le proprie emozioni, questo fa si che spesso siano viste come nevrotiche, io stessa sorrido di questo nel romanzo, ma credo che il permettersi di vivere le emozioni sia segno di forza e non una vulnerabilità. Ovviamente quando si vive con intensità tutto si può vivere anche la rivalità, ma non ritengo che sia una caratteristica femminile, al contrario credo che le donne abbaino anche una grande capacità empatica. Senza dubbio esistono donne molto competitive, certo, ma anche uomini, non amo molto le generalizzazioni, credo sia una deformazione professionale!

Cosa contraddistingue e differenzia, secondo te, l’amicizia che lega fra loro le donne da quella fra gli uomini, ammesso che quest’ultima esista? 
Non credo ci sia differenza di amicizia, i legami veri non seguano regole diverse tra uomini e donne, gli uomini vivono i rapporti diversamente, forse con più difficoltà ad esprimere, ma questo non vuol die che non sappiano vivere l’amicizia…le emozioni , gli affetti sono di tutti uomini e donne. Non solo Spesso le amicizie tra uomini e donne, anche se purtroppo rare, sono molto intense. E’ nell’incontro delle diversità che si cresce di più no?

Come è nata l’idea di Fuori piove?
Era dicembre, affrontavo un momento difficile, di grande preoccupazione e non dormivo. Ho aperto i mio macbook e ho iniziato a scrivere, dopo le prime pagine ho deciso che avrei scritto qualcosa da regalare alle mie amiche e amici a Natale ed è arrivato Fuori Piove, tutto qui. 

Ci racconti il percorso che ti ha portato alla pubblicazione?
È grazie ai miei amici che ridendo e scherzando mi hanno convinto a cercare un editor, è la vita mi ha fatto incontrare Samantha Bruzzone. Lei ha creduto in me e mi ha spinta a inviare il romanzo alle case editrici. Quando sono arrivate le prime proposte sono rimasta stupita , poi spinta da Samantha e incoraggiata dal marito ( Quel genio di Marco Malvaldi per chi non lo sapesse) ho deciso di firmare con la Bonfirraro , una casa editrice indipendente che ha iniziato a far parte di questo inaspettato viaggio. Pochi mesi dopo c’e stato il Salone di Torino esperienza che non potrò mai scordare e ora sono qui, a chiacchierare con te, in una notte estiva e sorrido pensando a quanto è imprevedibile la vita.

Hai un consiglio da dare a chi vorrebbe  pubblicare un suo manoscritto?
Non mi sento di dare consigli, mi sono appena affacciata a questo mondo, posso solo dire che se c’e bisogno di scrivere , c’e bisogno di viaggiare dentro noi stessi quindi vale la pena partire .
E poi crederci ovviamente , ma non troppo!

Serena autrice che progetti futuri ha?
Non so, ho solo una gran voglia di riaprire il mio macbook nel cuore della notte e scoprire chi incontrerò nella mia mente, perché credimi è una sensazione che amo  e che mi fa sentire magicamente a casa.

Bio 
Nata a Livorno, vive nella sua amatissima Castiglioncello con il marito e due figli. Laureata in Psicologia, Specializzata in Psicologia Clinica, Dottore di Ricerca, svolge attività libero professionale nell’ambito della psicopatologia dell’adulto e psicoterapia di coppia. Il suo universo emotivo è stato irrimediabilmente segnato, sin da bambina, dalla lettura di Piccole donne, poi nutrito dalla prosa lirica della sua adorata scrittrice Margaret Mazzantini.

lunedì 24 luglio 2017


Un caffè amaro per il commissario Dupin
Jean Luc Bannalec
Piemme
pag. 335
prezzo  € 14,88
e-book € 9,99

La Trama
Nella penisola di Guérande, affacciata sull'oceano, l'aria ha il sapore del sale. Perché quella è la terra delle paludi saline, da cui viene estratto quello che gli abitanti del luogo chiamano "l'oro bianco", e che riempie talmente l'atmosfera - così si racconta - da causare perfino delle allucinazioni. Anche il commissario Dupin comincia a crederci quando, in una gita alle saline che doveva strapparlo per un po' alla noia burocratica del suo ufficio, si ritrova all'improvviso aggredito da uno sconosciuto. In realtà, Dupin aveva accettato di fare un salto nel "paese bianco" per aiutare un'amica, la giornalista Lilou Breval, che stava scrivendo un reportage sulle paludi saline. L'aggressore di Dupin si volatilizza in un attimo, ma pochi giorni dopo Breval stessa scompare, senza lasciare tracce. Dupin riesce a farsi assegnare il caso, ma dovrà indagare insieme a Rose - il commissario responsabile del dipartimento di Guérande. E non saranno rose e fiori.

Recensione
Le premesse c’erano tutte: la Bretagna con i suoi paesaggi suggestivi e le sue leggende, il microcosmo misterioso costituito dall’ambiente delle saline, un commissario ruvido e individualista, una trama che si prospettava originale, lo charme del giallo francese. Eppure il romanzo che ha per protagonista il commissario Dupin non si è rivelato all’altezza delle aspettative. La narrazione lenta e a tratti dispersiva (anche a causa di ampie digressioni non del tutto giustificate e la cui introduzione si rivela di difficile comprensione), finisce per far perdere di vista al lettore l’intreccio e il procedere dell’indagine, i personaggi, a parte il protagonista e la sua efficiente e solerte segretaria, risultano o tratteggiati troppo superficialmente o stereotipati. In definitiva, un giallo che avrebbe potuto essere affascinante ma che si rivela semplicemente accettabile.

Donne che emigrano all’estero
Storie di italiane nel mondo
AA.VV.
editore Aa.Vv.
pag.  292
prezzo   € 5,99
e-book  € 13, 98

La Trama
Nei tempi dell'era digitale, dove tutto corre veloce, trentaquattro donne italiane emigrate all'estero si fermano e si raccontano. Un divenire anarchico di istantanee che danno vita al mosaico delle loro esistenze nei luoghi più disparati della terra. Capita così di essere trasportati nelle viuzze di Zanzibar piuttosto che nella selvaggia Lapponia, o di trovarsi tra la folla di Hong Kong per poi approdare, qualche pagina dopo, tra i fiordi della Nuova Zelanda. Inevitabile la riflessione sulle diseguaglianze sociali, sui diritti civili; sulla difficoltà di integrazione e sui momenti di inevitabile nostalgia. Dedicato a chi ama viaggiare e scoprire il mondo in cui viviamo, questo libro rappresenta un ponte tra le donne che vivono all'estero e quelle rimaste in patria: un intreccio di mani, un susseguirsi di consigli, un invito a seguire il loro esempio. Il libro sull'espatrio al femminile che tutte noi aspettavamo.

Recensione
Essendo anch’io una expatriat, una donna che vive all’estero, ho iniziato la lettura di questo libro con particolare interesse. E ho ritrovato storie, esperienze, sensazioni, impressioni analoghe a quelle che ho provato e vissuto in questi anni durante i quali ho vissuto a Toledo, dove mi trasferii nel 2003. Donne che vivono all’estero offre uno spaccato della vita di italiane che per motivi distinti decidono di lasciare il loro paese, la famiglia, gli amici e le certezze che hanno costituito il cardine su cui poggiava la loro vita, la loro quotidianità. Ma non è solo questo: il libro è una sorta di ritratto e autoesame di donne che in diverse parti del mondo affrontano un’esperienza peculiare e intensa, si misurano con un paese differente, i suoi usi, la sua lingua, la sua struttura sociale. A volte si aprono con discreta facilità un proprio cammino, a volte incontrano ostacoli apparentemente difficili da superare mentre la mente, gli occhi e il cuore proiettano immagini e ricordi dell’Italia lontana, mai dimenticata e, in alcuni casi, mai perdonata. Un’Italia che si guarda con l’oggettività che regala e consente la distanza, oggettività che peraltro non oscura né cancella quasi mai l’affetto e la nostalgia (più o meno velata) per il paese da cui si è partite.
Donne che emigrano all’estero è un libro interessante e sincero, da leggere se si sta meditando di andarsene dal proprio paese per confrontarsi con chi la decisione l’ha già presa e la sta vivendo, e per trovare indicazioni, suggestioni, suggerimenti. Non risposte, quelle le dobbiamo ritrovare sempre e soltanto in noi stesse.

mercoledì 19 luglio 2017


Vite di madri. Storie di ordinaria anormalità
Emma Fenu
Milena Edizioni
pag. 148
prezzo € 8,46
ebook € 2,99

La Trama
"Vite di madri" è un romanzo che si snoda attraverso storie di donne legate fra loro, apparentemente, solo da un percorso di infertilità. L'incipit e la conclusione, entrambe affidate a un io narrante che si rivolge direttamente al lettore, illustrano il progetto che l'autrice, anch'essa infertile, ha deciso di condividere creando una raccolta di centocinquanta testimonianze vere, rielaborate, che gettano luce sul lato oscuro della maternità negata o infertile nell'utero e nel cuore. Sono tredici storie. Storie di donne mortificate nella femminilità, da abusi o da malattie o da eventi imponderabili. Storie di nonne e madri, che hanno generato creature infertili nell'utero e nel cuore. Storie di bambine, ora cresciute, ma ancora bramose di una carezza. Storie di figlie desiderate, con amore indomito. Storie di guerriere vittoriose, non di vittime, che hanno saputo rialzarsi e sorridere alla vita. In verità, sono tutte storie di Madri. Madri di idee, di progetti, di sogni. Seni turgidi di Dee che accolgono amiche, sorelle, mariti, amanti. Madri delle proprie madri e perfino di se stesse, capaci di far germogliare speranza e abortire fantasie, di creare dal nulla e di nutrire di sé.

Recensione
Un libro toccante, sincero, autentico. A volte duro, pesa sul cuore e sulla mente, a volte tenero, infinitamente tenero.
Un’opera scritta da donne che parla di donne e e alle donne, affrontando la maternità, quell’esperienza irripetibile che si può rivelare di eterna dolcezza o di autentico orrore, di speranza indomita e disillusione perfida, bruciante. 
Un libro che si rivolge alle madri: a quelle madri serene, che hanno potuto appagare il desiderio di un figlio, a quelle che lottano per coronare un sogno e a quelle che si sono viste sottrarre il proprio bambino. E alle figlie, a quelle figlie di madri che la maternità non l’hanno né cercata né voluta, semmai l’hanno subita per un destino beffardo (che regala un figlio a chi non lo vuole e lo sottrae a chi lo desidera con tutta il suo essere) e l’hanno conseguentemente rifiutata.
Così, ci sfilano dinanzi, pagina dopo pagina, donne forti, positive o negative nella loro identità mentre le storie che ci raccontano sono intense, a volte drammatiche e impietose. Nella nostra mente e nel nostro animo si viene a creare una galleria di ritratti differenti, contraddittori, complessi e a volte imperscrutabili. Come la Vita che le donne donano, tramandano e creano costantemente 
E proprio in questo dono che costituisce un legame eterno, perenne, sta l‘essenza del libro, il suo messaggio, la sua chiave di lettura positiva, rasserenante, perché Emma Fenu e le donne che hanno raccontato la loro storia ci fanno capire che madri lo siamo sempre. Di figli in carne e ossa, voluti, cercati ma non solo. La maternità si trasforma in un concetto ancora più ampio, sorprendente e autentico allo stesso tempo: noi siamo madri di noi stesse, dei nostri sogni illusioni, progetti.
Un segreto bello, profondo, da custodire gelosamente nel cuore e nella mente perché ne facciamo tesoro, perché lo possiamo ricordare ogni attimo della nostra vita. Perché ne traiamo forza, speranza, coraggio. Perché è il regalo più grande della Dea Madre.
Segnaliamo la nuova edizione rivista e corretta della raccolta di racconti Noi ancora una volta di Marie Therese Taylor. Un decamerone che permette al lettore di rivivere le esperienze di cinque donne nella Roma degli anni Settanta e Ottanta, tra rivoluzione e lotta per l’emancipazione femminile, manifestazioni e assemblee. 

Noi ancora una volta
Marie Therese Taylor
autopubblicato
pag. 186
prezzo  € 9,96 ebook  € 0,99
La Trama
Noi ancora una volta è un decamerone tutto al femminile. I racconti – irriverenti, sensuali e dai forti riferimenti culturali e letterari – ci offrono lo spaccato di una realtà ormai distante: la Roma negli anni Settanta e Ottanta, quando si parlava di rivoluzione e di emancipazione femminile, quando ancora si cercava un cambiamento nella politica e si pensava di poter fare la differenza a suon di manifestazioni e assemblee.
A far da cornice ai testi vi è la storia di cinque donne. Margherita entra in coma in seguito a un incidente, e le quattro amiche di sempre si organizzano per raccontarle del loro passato ruggente e spingerla così a risvegliarsi. Le storie personali si intrecciano con quelle delle coetanee in un mix eterogeneo. C'è chi sceglierà la classica vita borghese e chi fuggirà con un brigatista, chi si rassegnerà a una vita coniugale monotona ma sicura e chi opterà per la libertà a ogni costo. Le musiche di quegli anni Settanta e Ottanta accompagneranno la narrazione. Grazie ai link e ai qr code presenti nel testo, sarà possibile ascoltare le canzoni su Spotify mentre si legge.

lunedì 3 luglio 2017


Il weekend
Peter Cameron
Adelphi
pag. 177
prezzo € 13,60

La Trama
John e Marian, coppia di facoltosi quarantenni, attendono nella loro villa di campagna l'arrivo di Lyle, critico d'arte di New York, nell'anniversario della morte di Tony, fratello di John e compagno di Lyle per nove anni. Quest'ultimo si presenta però insieme a Robert, ventiquattrenne pittore di origini indiane: circostanza fatalmente destinata a trasformare il placido soggiorno che i tre avevano programmato in una sequenza di momenti imbarazzanti e carichi di tensione. Ma se l'ansiosa Marian sembra essere l'unica ad accorgersene e John si chiude in un laconico riserbo, Lyle fa di tutto per apparire disinvolto. Il suo ultimo libro, in cui descrive la pittura contemporanea come "un'arte moribonda", ha avuto un successo di pubblico inaspettato, e grazie all'adorazione del giovane Robert si è di nuovo attaccato "alla speranza, all'attesa, all'idea che la sua vita stia per cambiare". Eppure, come Lyle imparerà a proprie spese, "lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma: quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai". E infatti nelle situazioni più ordinarie - una cena in giardino, una nuotata nel fiume accanto alla casa - che l'assenza di Tony si fa insopportabile, costringendo i tre amici a sollevare il velo di falsa naturalezza che maschera ansie inespresse e antichi dolori.

Recensione
Perfettamente strutturato, con una trama ben costruita che si snoda lieve e intensa, questo romanzo di Peter Cameron analizza i sentimenti, scavando nell’animo umano con lucida consapevolezza e giusto distacco. Con la sua prosa elegante, sobria eppure così immediata, l’autore disegna personaggi complessi e ambientazioni che ben riflettono o contrastano, a seconda dei momenti della vicenda, lo stato d’animo dei vari protagonisti. Così la campagna lontana da New York, il fiume, l’orto di John, la bella casa che questi divide con Marian, diventano non solo scenario  della vicenda ma anche una specie di alter ego dei personaggi.
Il romanzo si centra sui sentimenti, quelli vissuti apertamente e quelli taciuti, svelando e rivelando quell’insieme di passioni, di cose dette e non dette, recriminazioni, paure che sono l’espressione della sofferenza causata dalla morte, avvenuta in un passato ancora recente,  del compagno di Lyle. Un dolore che incrina la serenità apparenti di un weekend fra amici, che fa esplodere dinamiche sotterranee ai rapporti fra i vari personaggi, improntati a una normalità ipocrita, forse rassegnata. Nel circolo di Marian, John e Lyle, nelle loro vite ordinate, irrompe Robert, il nuovo compagno di Lyle che né questi né Marian sapranno accettare. E irrompe anche Laura, con la sua disinvoltura, la sua passionalità, ospite a una cena durante la quale la tensione fra i vari protagonisti si farà palpabile per poi esplodere nel corso di una notte dallo svolgersi inatteso. 
Un romanzo profondo, un’analisi lucida del dolore, dell’ipocrisia, di quelle norme di comportamento non scritte che fin troppe volte ci ostiniamo a seguire o a imporci per paura di affrontare la realtà della vita.

venerdì 30 giugno 2017


Come gli scontrini in autunno: Racconti
Flavia Todisco
Formato Kindle
BLA Bookmark Literary Agency
pag. 51

La Trama
Come gli scontrini in autunno è una raccolta di cinque racconti o, meglio, “scontrini” in versione autunnale, dedicata alle metamorfosi dei singoli e alle evoluzioni sociali, invocate dal presente. 
L’autunno con le sue cadute, i suoi letarghi e il progressivo inabissarsi della luce fa da sfondo simbolico ai racconti; la metamorfosi, invece, ne tesse e unifica le trame, ammiccando a nuove fioriture. 
Alla fine della stagione e della raccolta forse si scorge un bagliore, una nuova forma di eroismo, che molti probabilmente vagheggiano e cercano. 
Ci troviamo, tuttavia, nel mondo degli “scontrini” e i loro eroi non possono che essere bislacchi e bizzarri.

Recensione
Brillanti, spassosi, in alcuni casi venati di sottile malinconia e disillusione, questi racconti di Flavia Todisco sono scritti con intelligenza, garbata ironia, sicura eleganza. E sono uniti da un filo conduttore che parla di cambiamento, evoluzione, divenire. Di un processo che a volte culmina in un esito positivo, mentre altre lascia addosso una sensazione di delusione, di occasione perduta. (come nel caso de I veli di Maya)
Gli Scontrini d’autunno sono tutto questo e altro ancora. In particolare, la loro autrice ci fa intendere che pianificare la propria esistenza, il proprio futuro, imporsi regole di condotta ben definite, osservarle con scrupolosa attenzione è un fatto probabilmente istintivo, che dà sicurezza fino a che, inesorabile e perenne, la Vita (quella profondamente vera) o, se vogliamo, il Destino, si occupano di scombinare quei piani così ragionati, di cancellare quelle regole  accettate da sempre per far spazio a un nuovo modo di essere, di vivere, di pensare. E allora avremo l’impressione che l’ombra ci avvolga ma se sapremo capire quello che accade nel nostro io più profondo, riusciremo a scorgere uno spiraglio di luce che si proietta su di noi e sul mondo che ci circonda, che impareremo a guardare con occhi nuovi e ad accettare con una mente rinnovata e pura. Per arrivare a tuto questo, però, c’è sempre un prezzo da pagare, uno scontrino da onorare, un autunno da vivere.
Scritto con una prosa raffinatamente sobria e accattivante, Come gli scontrini d’autunno conferma le doti di narratrice di grande intelligenza e sensibilità di Flavia Todisco.

martedì 27 giugno 2017


Il profumo del sud
Linda Bertasi
Create Space Independent Publishing Platform
pag. 308
prezzo € 14,56
e-book € 1,89

La Trama
Porto di Genova 1858 - Venuta a conoscenza del suo scomodo passato, Anita Dalmasso decide di partire per il Nuovo Mondo. La traversata dell’Atlantico segnerà profondi mutamenti nella sua vita: l’incontro con l’affascinante uomo d’affari americano Justin Henderson e quello con Margherita Castaldo, liberale e impavida proprietaria terriera. Giunta a New York seguirà la nuova amica nella sua piantagione a Montgomery e qui sarà conquistata dalle bianche distese di cotone, dai profumi e dai colori del profondo Sud americano, con i suoi contrasti e le sue ingiustizie. Il destino avrà in serbo per lei non solo il rosso della passione, ma anche i travolgenti venti di guerra che si profilano all’orizzonte e che porteranno un’intera nazione alla guerra civile, sconvolgendo ancora una volta il corso della sua esistenza.

Recensione
Un bel romanzo che si apprezza per la trama sicuramente coinvolgente e ben costruita, per l’accurata ricostruzione storica, per la prosa netta ed elegante.
Quello che più colpirà il lettore, peraltro, è la protagonista: una donna che si trova a fare i conti con un destino capriccioso, a volte crudele, che sa affrontare con tenacia caparbia, passione intensa, grande forza e determinazione. Perché la vita le regala tutto (una splendida casa e una piantagione nella terra che ama, un’amicizia solida e bella con Margherita Castaldo, una passione travolgente, un amore assoluto) per poi sottrarglielo beffarda.  
O almeno apparentemente, visto che Anita è una donna dalle infinite risorse e dalle infinite strade da percorrere, quelle stesse strade che la porteranno dal Sud degli Stati Uniti martoriato da una guerra feroce di nuovo in Italia e poi ancora una volta lontano, finalmente appagata, finalmente serena.
Linda Bertasi ci racconta una storia bella e complessa, ricca di avvenimenti di portata storica e personali, creando un mosaico nel quale la Storia si intreccia con le vicende dei vari protagonisti fino alle estreme conseguenze, fino al dolore più grande. E ci parla di una costante rinascita, quella di Anita, che non si arrende mai, che ama le tradizioni ma detesta le convenzioni e le falsità, che incarna con la sua bellezza, intelligenza e sensibilità una donna non comune. Che guarda in faccia al destino con i suoi occhi di onice che soggiogano e seducono. Che sa fare innamorare non solo i protagonisti del romanzo, ma i suoi stessi lettori che non la dimenticheranno facilmente come non dimenticheranno il profumo di quel Sud orgoglioso e superbo, con le sue piantagioni, le grandi ville che una guerra fratricida ha spazzato via.


Quattro chiacchiere con Linda Bertasi, per conoscerla meglio e per sapere dei suoi progetti futuri.
Linda, raccontaci di te. Della donna, della scrittrice e della blogger. Svelaci quando e perché hai sentito la voglia, la necessità di scrivere.
Ciao, è un piacere essere qui. Un saluto a tutti i lettori del tuo blog. La scrittura fa parte di me da sempre, non ricordo un periodo della mia vita che non fosse legata alla scrittura. Ho iniziato con le lettere tra amici vicini e lontani, poi sono passata alle poesie e i racconti e, infine, sono approdata al romanzo. Avevo diciassette anni. Il mio esordio avvenne nel 2010 con il romance contemporaneo “Destino di un amore” e, da allora, ho pubblicato cinque romanzi.
Scrivere mi completa, mi fa respirare, è magia e soddisfazione; non potrei vivere senza i miei mondi di carta.
La donna che è in me è molto impegnata, ma cerca di ritagliarsi almeno due ore al giorno per dedicarsi alle sue passioni, tra il lavoro, il blog e una bambina piccola.
A proposito del mio blog Linda Bertasi Blog, è nato per gioco nel 2013 e da allora non mi sono più fermata; offro servizi agli emergenti, rubriche, approfondimenti. Mi piace molto gestirlo.

Tu scrivi romanzi storici, prevalentemente. Ci racconti le motivazioni di questa scelta e che preparazione richiede la scrittura di un romanzo di questo genere?
La storia è nel mio D.N.A Chi mi conosce, mi definisce una donna nata nel secolo sbagliato. Trovo molto più semplice scrivere storico che contemporaneo. 
La storia è respiro, la storia racconta quello che siamo oggi; c’è insegnamento, potere, magia, prestigio. Trovo che le ambientazioni storiche diano quel pathos in più, quel coinvolgimento; un conflitto bellico sullo sfondo, le differenze tra classi sociali, i veti dell’epoca. Come si può non amare la storia?
Scrivere un romanzo storico è una responsabilità. Se non si vuole fare ricerca, tanto vale non iniziare nemmeno. Il primo tassello è la ricerca, tanta, fondamentale e illimitata. Conoscere molto bene il periodo, gli usi e i costumi, la poltica. Trovo che la ricerca sia la parte più bella sello scrivere storico. 
Nel caso de “Il Profumo del Sud”, tutto ciò che si legge è reale e documentato a eccezione della storia tra i protagonisti; ho impiegato 9 mesi di ricerca e 6  di stesura per scriverlo.

Una volta terminato un romanzo, che tipo di lavoro ritieni sia necessario, sia nel caso di autopubblicazione che di proposta a una casa editrice?
La prima cosa da fare dopo la stesura è un buon editing, affidarsi a professionisti del settore che “sistemino” e trovino errori, refusi e incongruenze. Armarsi di tanta umiltà è la prima regola per realizzare un buon prodotto.
Dipende, poi, da che progetto si ha per il proprio romanzo. Entrambe le strade sono validissime. Il Self va provato, ma bisogna sapersi muovere: conoscere i blog, saper impaginare, caricare l’opera, trovare un buon grafico per la cover, autopromuoversi sui Social.
Per quanto concerne la casa editrice, invece, bisogna fare una ricerca, considerare quali editori interessano: se piccoli, medi o grandi. O puntare sugli agenti. Sono tutte buone strade, ma richiedono tempo e pazienza. 

“Il profumo del Sud” è un libro emozionante e suggestivo, con una protagonista forte, determinata e direi estremamente moderna. Che cosa lo ha ispirato? 
E come nasce la figura di Anita? 
A  ispirarmi è stata come sempre Jane Austen, la mia Musa. Guardavo alla TV una rivisitazione di “Emma”, ricordo che spensi, mi sedetti al PC e vidi la Lanterna di Genova; così ebbe inizio l’avventura di Anita.
La mia è una protagonista complessa, mi sono limitata a seguirla; io considero la scrittura come una specie di magia, sono i personaggi a decidere, io mi adeguo a descrivere le loro azioni.
Anita era sul ponte del piroscafo, lasciava la penisola per un viaggio verso il Nuovo Mondo, per ricostruirsi una nuova vita. Volevo raccontare di un amore con la A maiuscola e volevo farlo all’interno di un conflitto che da sempre mi appassiona, quello della guerra di secessione americana.

Domanda impertinente, fra gli uomini che circondano la tua eroina, per chi batterebbe il tuo cuore?
Non ho un attimo di esitazione: Justin Henderson. Lo sognavo la notte, e mi accadde solo con lui. Quando scrivevo mi batteva il cuore e sentivo tutte le emozioni di Anita sulla pelle.

Due parole per chi ha un manoscritto e vorrebbe pubblicarlo.
Affidatevi a un buon editor, ascoltate i giudizi di chi ha più esperienza, non innervositevi per una recensione negativa e soprattutto non smettete mai di migliorarvi. Leggete, scrivete, correggete; non ostinatevi a creare se non avete idee, l’ispirazione arriverà quando meno ve lo aspettate.
Non siate commerciali, non cavalcate l’onda, ma scrivete di ciò che conoscete, come consigliava sempre Jane Austen.

Che cosa ci regalerai in futuro?
Al momento sto lavorando a un regency, sono in fase di editing. Una storia che mescola mistero e passione, ambientata in una zona molto suggestiva dell’Inghilterra meridionale. Un saluto a tutti i tuoi lettori e grazie infinite per questa bella intervista e per la splendida recensione.
Bio
Linda Bertasi nasce nel 1978. Appassionata di storia inglese e russa, gestisce il suo Lit-blog dove dà spazio agli emergenti con servizi gratuiti, collabora con Magazine e Case Editrici. E' una delle fondatrici di Io Leggo Il Romanzo Storico e collaboratrice di Logokrisia. Esordisce nel 2010 con il romance contemporaneo "Destino di una more" e, a oggi, ha pubblicato diversi romanzi, conseguendo diversi Premi tra cui ricordiamo l'ultimo "Penna d'Oro" del Lions Club della sua città. Sposata e con una figlia, vive nella provincia di Ferrara, dove gestisce una piccola realtà commerciale.