venerdì 23 giugno 2017

Segnaliamo Crash di Barbara Poscolieri, edizioni Dunwich. Vincitore del premio per la narrativa italiana mainstream “Dunwich Life”, il romanzo narra la vicenda di Alessandro Alari pilota del Grand Race, un uomo che proprio quando crede di aver perso tutto riscopre se stesso, l’affetto di chi lo circonda e la propria passione, quella per le corse e i motori. Una storia che insegna a vincere gareggiando nell’importante corsa della vita.


Crash
Barbara Poscolieri
Dunwich Edizioni
pag. 200
prezzo  € 12,90
e-book € 3,99

La Trama
Alessandro Alari è un giovane pilota romano della scuderia Speed-Y, in corsa per il titolo mondiale del Grand Race. Durante il Circuito di Roma rimane vittima di un incidente in cui perde entrambe le gambe. Il mondo dei motori è sconvolto, così come tutte le persone vicine al pilota. Solo Alessandro crede che un ritorno alle gare sia ancora possibile, con o senza gambe. Inizia quindi un percorso di accettazione e di riabilitazione, supportato dalla fidanzata Federica, dai genitori e dagli amici, con l’obiettivo di riguadagnarsi il posto che merita nella vita e in pista. Ma nel frattempo la Speed-Y ha trovato un nuovo pilota e sembra non credere nel suo recupero. La fiducia di Alessandro vacilla e anche il rapporto con Federica ne risente. Si rifugia quindi nel suo piccolo paese d’origine, dove ritrova la serenità in una vita semplice. Ma il Grand Race invoca il suo nome e, per quanto Alessandro cerchi di ignorarne il richiamo, le corse restano parte di lui.

mercoledì 14 giugno 2017

Segnalo un libro estremamente interessante e suggestivo. Un canto alla libertà, alla cultura, alla grande letteratura, alle donne che sono sempre capaci di trovare una via di fuga da una realtà arcigna, crudele, di vessazioni e restrizioni. La conferma che la grandezza della mente, dello spirito e dell’arte non possono mai essere messi a tacere. Nonostante tutto.


Leggere Lolita a Teheran
Azar Nafisi
Adelphi
pag. 379
prezzo € 10,20

La Trama
Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

L’estate non perdona
Flavio Santi
Mondadori
pag. 235
prezzo € 14,88

La Trama
L'estate più calda degli ultimi anni sta arroventando il Friuli, e l'ispettore Drago Furlan si sta finalmente godendo una vacanza al mare con l'eterna fidanzata Perla. Ma la tanto sospirata villeggiatura viene interrotta da una telefonata del pm Santoliquido: sul greto del fiume Natisone è stato ritrovato un cadavere con la faccia spappolata a colpi di kalashnikov. Chi è la vittima? E perché l'assassino si è accanito sul cadavere tanto da sfigurarne il volto? Furlan rientra immediatamente in servizio per cercare di risolvere il caso: ma gli indizi sono pochi e contraddittori, e l'abbraccio torrido dell'afa non aiuta di certo a ragionare... tanto più che, per non dare un dispiacere a Perla, Drago fa la spola tra la spiaggia e il commissariato di nascosto, adducendo come scusa gli acciacchi e i capricci della madre Vendramina. Mentre la stampa nazionale monta il caso del "Mostro del Natisone" e le indagini arrancano, ci scappa pure il secondo morto: che sta succedendo nella tranquilla provincia friulana? È il caldo che dà alla testa oppure dietro la scia di sangue si nasconde un nemico terribile, il cui solo nome basta a evocare antichi orrori e a far venire i brividi? Drago Furlan, piglio rude da ispettore contadino, tra una bevuta all'osteria dell'amico Tarcisio, una mangiata di frico e una passeggiata sul lungomare, dovrà dare fondo a tutto il suo fiuto investigativo per venire a capo del mistero. E dovrà pure sbrigarsi, visto che il killer sembra aver preso di mira proprio lui…

Recensione
Torna l’ispettore Drago Furlan e ci riporta a Cividale durante un’estate torrida macchiata da omicidi apparentemente inspiegabili che il rude e spiccio ispettore friulano saprà risolvere, nonostante l’altissimo e fin troppo intenso coinvolgimento emotivo e personale. Una vicenda ben costruita, dai risvolti estremamente attuali, che si sviluppa fra Cividale e Lignano, fra puntate all’osteria e visite all’obitorio, serate al mare e riunioni in Procura, fino al finale che vi sorprenderà.
La scrittura di Flavio Santi è netta, graffiante e ironica quando serve, estremamente efficace nel dipingere il Friuli, le sue virtù, i suoi vizi e i vezzi di gente dalla scorza forse solo apparentemente fin troppo dura. 
In definitiva, una lettura piacevole, una trama intrigante e intelligente con un protagonista indubbiamente interessante, un antieroe, fiero del suo contesto provinciale ma del quale trovo a volte forse un po’ troppo accentuata la friulanità. 

lunedì 12 giugno 2017


Non lasciare la mia mano
Michel Bussi
E/O
pag.  354
prezzo  € 13,50

La Trama
Un omicidio non è un omicidio se non c'è un cadavere, e il cadavere di Liane Bellion non si trova. Eppure ci sono schizzi di sangue nella sua camera d'albergo. Ed è sparito un coltello. E qualcuno giura di aver visto il marito, Martial, spingere un carrello fino al parcheggio con fare sospetto: il cadavere della moglie? È la settimana di Pasqua e l'isola della Réunion, paradiso tropicale francese in mezzo all'oceano Indiano, pullula di turisti, il che non impedisce alla giovane e ambiziosa comandante della brigata di gendarmeria, Aja Purvi, di affrontare il caso senza riguardi per nessuno. Nelle indagini è coadiuvata dal fido sottotenente Christos Konstantinov, uno strampalato cinquantenne che sull'isola è soprannominato il "profeta", gran bevitore e fumatore di marijuana nonché fine investigatore. È caccia all'uomo sull'isola intensa, come i francesi chiamano La Réunion: un vulcano di più di duemila metri circondato da deserti di cenere, foreste tropicali e barriere coralline; uno scoglio nell'oceano popolato da un variopinto miscuglio di razze unico nel suo genere. La rocambolesca fuga del protagonista ha dell'incredibile: come fa un uomo solo, con una bambina di sei anni al seguito, a sgusciare continuamente tra le maglie dello spiegamento di forze più imponente che sia mai stato messo in atto sull'isola? Ma forse c'è lo zampino di una misteriosa dama azzurra con l’ombrello...

Recensione
"Non lasciare la mia mano", di Michel Bussi non lascerà delusi i lettori di "Ninfee nere".
Un altro giallo molto ben costruito.
Nuovi personaggi così deliziosamente romanzeschi e colmi, al tempo stesso, di lati umani descritti in ogni minimo dettaglio.
E la capacità di adattare la scrittura al contesto, di renderla più colorita, più frenetica, come si addice al passaggio dalla placida Normandia all'atmosfera meticcia dei Tropici.
Infatti è l'ambientazione a rendere frizzante, teso ed originale il romanzo: la splendida isola di Reunion, con la mescolanza di popoli, i sentori di vaniglia, la natura contrastante (foreste e vulcani, cenere e canna da zucchero) e gli inevitabili giochi di luce ed ombre (paradiso tropicale, ma anche realtà povera, con gli emarginati, l'alcol, le droghe, le ragazze troppo belle e subito perdute).
E poi, non manca un'altra novità.
Il romanzo giallo cela tra le pagine un meraviglioso percorso di scoperta: due uomini, diversi per età e vicende, scoprono cosa significa essere padre. E lo scoprono nel momento del dolore e della perdita.
Forse tardi.
Solo per rendersi conto che nulla accade per caso.
                                         Giada Pauletto

L’aleph
Jorge L.Borges
Feltrinelli
pag. 144
prezzo € 7,65

La Trama
Una raccolta di racconti sui grandi temi della vita.

Recensione
L'Aleph di L. Borges, una raccolta di racconti complessi, labirintici, inquietanti.
La superba narrazione si dipana tra le praterie argentine, i vicoli di una Londra medievale ed i non luoghi del mito.
Il tempo è frantumato, relativizzato in piani sovrapposti.
Tutto si mescola e si confonde tra le pieghe dell'illuminazione e della follia, con atout dei tarocchi.
Una scrittura surrealista.
Tesa verso il Divino.
Verso quel limite invalicabile che si allontana sempre più.
Come un miraggio.
Giada Pauletto

domenica 4 giugno 2017


Lo scrivano di Bombay
Anjali Joseph
Bollati Borlingheri
pag. 266
prezzo € 14,45

La Trama 
A Saraswati Park, un tranquillo quartiere di Bombay lontano dagli alberghi di lusso, da Bollywood e dalle zone degradate, abitano Lakshmi e Mohan, genitori di ragazzi emigrati all'estero, e zii di Ashish, irrequieto studente di letteratura, ospite per l'anno che deve ripetere al college. Mohan scrive lettere e compila moduli per chi non può farlo da sé. La sua passione sono però i libri usati, di ogni genere, che colleziona, e la sua segreta aspirazione è la scrittura, quella vera. Anche Lakshmi ha una vita interiore, una narrazione di sé che tiene rigorosamente segreta. La presenza del giovanissimo Ashish, alla ricerca di un futuro e di un'identità sessuale, coinvolto in una difficile storia d'amore gay, spinge la coppia a prendere a sua volta coscienza dei propri desideri e ad acquistare una nuova sicurezza. Sarebbe una tradizionale storia di amori, sentimenti e ansie nascoste se l'autrice non fosse maestra nel raccontare anche quella che è la vera protagonista del romanzo, e il suo vero amore, la città che continua a chiamare Bombay nonostante nella nuova India sia da tempo diventata Mumbai: sintomo di una grande nostalgia per quel brulicare di vita minuta, ricca, affascinante che riempie le strade, i giardini e i caseggiati delle città, anche quelle dell'India contemporanea. Sono le strida degli uccelli, gli strilli e le risate dei bambini, le grida dei venditori ambulanti, i profumi dei fiori e degli incensi votivi, gli aromi della cucina...

Recensione
Lo scrivano di Bombay, di Anjali Joseph e' un romanzo intimista. Dalle pagine, non traspare l'India colorata, millenaria e tradizionale che siamo abituati a leggere e sognare. C'è invece una megalopoli (Mumbai ma potrebbe essere qualsiasi megalopoli nel mondo) dove tutti si sentono più soli, c'è una coppia di mezza età che rischia di soccombere alla routine ed un nipote in cerca di futuro e di libertà. Piccole frustrazioni quotidiane, illusioni e sogni, oltre il verde polveroso dei parchi, i treni cittadini gremiti di gente, l'afa che precede il monsone. Alla fine tutto si aggiusta, con qualche amarezza. Non proprio un lieto fine, ma quasi. Con quel senso di effimero che rispecchia la vita.
                                                                                           Giada Pauletto

Le voci di Marrakech
Elías Canetti
Adelphi
pag. 126
prezzo  € 6,75

La Trama
Elias Canetti soggiornò per un certo periodo a Marrakech, nel 1954. Il grande lavoro su "Massa e potere" era giunto a un momento di stasi e lo scrittore sentiva il bisogno di nuove voci, di voci incomprensibili, come quelle che lo avvolsero nella splendida città marocchina. Vagando per i suk, per le strette vie, per i mercati e le piazze, fra cammelli, mendicanti, donne velate, cantastorie, farabutti, ciechi e commercianti, Canetti capta forme e suoni: "gli altri, la gente che ha sempre vissuto là e che non capivo, erano per me come me stesso".

Recensione
Le voci di Marrakesh di Elias Canetti descrive la città rosa perfettamente senza quasi menzionare una delle sue attrattive architettoniche. Marrakech si delinea attraverso suoni e profumi, volti di mendicanti e di massaie, donne e bambini. Un mondo claustrofobico di giardini segreti, cortili, viuzze dedaliche dove la vita pulsa nonostante tutto, le difficoltà la miseria e le incertezze. La Marrakech di Canetti è lontana dalla città glamour che conosciamo, ma l'anima descritta è ancora percepibile, a chi abbia i sensi per trovarla. Una dimensione spirituale che si nutre di racconti, di sguardi, di gesti. Tra la luce e l’ombra.
Giada Pauletto

La ragazza del giardino di fronte
Parnaz Foroutan
Newton Compton
pag. 189
prezzo € 10,20

La Trama
Un Iran così non lo avete mai letto.
Asher Malacouti è il capo di una famiglia ebrea che vive nella città iraniana di Kermanshah. Nonostante il successo e la ricchezza, Asher non può avere ciò che più desidera al mondo: un figlio maschio. La giovane moglie, Rakhel, costretta in un matrimonio opprimente, in un periodo storico in cui il valore di una donna dipende dalla sua fertilità, è disperata a causa della propria sterilità e, con il tempo, diventa gelosa e vendicativa. La sua afflizione è esasperata dalla gravidanza della cognata e dalla passione che il marito prova per Kokab, la moglie di suo cugino. Frustrato perché la moglie non riesce a dargli un erede, Asher prenderà una decisione fatale, che ridurrà a pezzi la sua famiglia e porterà Rakhel a compiere un gesto estremo, per salvare se stessa e la sua posizione all’interno della famiglia. Una storia tragica, una magnifica rappresentazione del tradimento e del sacrificio. E di un Iran che forse non esiste più.

Recensione
Questo è un viaggio, un viaggio raccontato attraverso le fotografie scattate in trent'anni vissuti in giro per il mondo. Un'intervista dialogo con una viaggiatrice instancabile e i suoi ritratti femminili colti sulla strada, quelle strade che in un periodo così lungo di tempo sono cambiate molto. Una conversazione tra due donne che prende spunto da immagini evocative per sviluppare la narrazione di racconti brevi. Quando è stata scattata quella fotografia? Come hai raggiunto quel luogo? Cosa ti raccontava quello scatto? Dall'India al Brasile, dall'Iran al Senegal, storie ambientate in luoghi lontani, narrate attraverso i gesti, i volti, gli sguardi delle donne e che danno origine a riflessioni su temi universali come la libertà, l'amicizia e l'amore. La data di ogni fotografia è molto importante per comprendere meglio le storie, apprezzarle e cogliere le differenze tra un prima e un dopo. Bastano pochi anni per trasformare un ambiente, tutto corre veloce, un'accelerazione senza precedenti. C'è tuttavia qualcosa, di un paese e del suo popolo, che attraversa le vicende nei vari decenni, non si perde, resta immutato nel tempo. I nuovi viaggiatori ne potranno trovare traccia nelle nostre storie, per poi ritrovarlo nei loro viaggi futuri. Così come i vecchi viaggiatori lo riconosceranno tra le righe dei racconti.
                                                                Giada Pauletto

La figlia di Saadi
Marcella Mallen
Sonia Costa
Polaris
pag. 179
prezzo € 14,45

La Trama
Questo è un viaggio, un viaggio raccontato attraverso le fotografie scattate in trent'anni vissuti in giro per il mondo. Un'intervista dialogo con una viaggiatrice instancabile e i suoi ritratti femminili colti sulla strada, quelle strade che in un periodo così lungo di tempo sono cambiate molto. Una conversazione tra due donne che prende spunto da immagini evocative per sviluppare la narrazione di racconti brevi. Quando è stata scattata quella fotografia? Come hai raggiunto quel luogo? Cosa ti raccontava quello scatto? Dall'India al Brasile, dall'Iran al Senegal, storie ambientate in luoghi lontani, narrate attraverso i gesti, i volti, gli sguardi delle donne e che danno origine a riflessioni su temi universali come la libertà, l'amicizia e l'amore. La data di ogni fotografia è molto importante per comprendere meglio le storie, apprezzarle e cogliere le differenze tra un prima e un dopo. Bastano pochi anni per trasformare un ambiente, tutto corre veloce, un'accelerazione senza precedenti. C'è tuttavia qualcosa, di un paese e del suo popolo, che attraversa le vicende nei vari decenni, non si perde, resta immutato nel tempo. I nuovi viaggiatori ne potranno trovare traccia nelle nostre storie, per poi ritrovarlo nei loro viaggi futuri. Così come i vecchi viaggiatori lo riconosceranno tra le righe dei racconti.

Recensione
La figlia di Saadi, di Marcella Mallen e Sonia Costa è  un libro-intervista che parla di viaggi, di foto, di donne ed universi femminili. Non a caso, ogni sezione, ispirata da una foto, è dedicata al mondo delle donne, maternità, amicizia, amore, sensualità e così via. Ritrovare se stesse attraverso le altre. Ma anche riflettere sulle opportunità e sui privilegi, sulle difficoltà e sulle tradizioni. Perché nascere donna non è mai facile.
Ed in molti luoghi al mondo è una sfida perenne!
                                                                                                 Giada Pauletto

Il mito di Arianna
Maurizio Bettini
Silvia Romani
Einaudi
pag. 290
prezzo € 25,50

La Trama
Il mito di Arianna è così celebre da esserci quasi familiare. La sua silhouette attraversa le rovine di gigantismi mitologici: figure che hanno colonizzato in modo ipertrofico l'immaginario della cultura occidentale; lei minuta fra le statue ciclopiche del padre Minosse, del fratello Minotauro e della prigione, il labirinto, in cui era rinchiuso. Tuttavia, se anche si muove leggera nel cono di luce di questo mondo famoso, Arianna è intessuta nell'ombra e quando si afferra la sua veste è pronta a sfuggire, negandosi all'interpretazione. È stata, nella sua madrepatria, una dea del labirinto e ha visto i coetanei muoversi in cerchio, seguendo una misteriosa coreografia inventata da Dedalo. Ha amato follemente Teseo, senza esserne in verità mai ricambiata. Ha scelto di tradire la famiglia, di lasciare dietro di sé la patria, per salire su una nave ateniese sperando di diventare, un giorno, regina di Atene. Si è spenta, invece, sulla riva del mare di Nasso, dopo l'abbandono. È morta di parto a Cipro. Si è mutata in statua sulla piana di Argo, per aver incrociato lo sguardo pietrificante della gorgone Medusa. Il dio Dioniso l'ha scelta, infine, come compagna e le ha regalato una nuova vita fra le stelle. Molti destini diversi, a volte persino dissonanti fra loro, per un personaggio fra i più noti della mitologia antica. Questo libro vuole restituire al lettore tutte le anime di Arianna e infonderle un po' di nuova vita…

Recensione
E dopo romanzi e diari di viaggio, ecco un saggio! Il mito di Arianna, di Maurizio Bettini e Silvia Romanini. Non solo per grecisti ed appassionati di mitologia: il saggio infatti, inizia con un racconto e finisce con l'interpretazione moderna del ciclo di Arianna, passando attraverso le differenti interpretazioni classiche. Arianna  è un archetipo potente. La signora del Labirinto, la dea, la matriarca. Ma anche la donna innamorata che rinuncia a tutto per seguire l'uomo che ama, la fanciulla abbandonata, la sposa di Dioniso, il rimpianto.
Dietro ad Arianna, di cela un'intera costellazione di simboli e forse pieghe della nostra proto storia, quando la società matriarcale mediterranea fu sopraffatta da quella patriarcale e guerriera degli Indo-europei. Ed alle matriarche non rimase altro che diventare regine consorti oppure restare tra le selve e le spiagge selvagge di Naxos.
                                                                                                     Giada Pauletto

Il buio dell’India
Giorgio Montefoschi
Guanda
pag. 200
prezzo  € 13,60

La Trama
Questo libro raccoglie le esperienze di viaggio, gli appunti e le "letture indiane" che vanno dal 1987 ai giorni nostri di uno scrittore, Giorgio Montefoschi, che dall'India è stato folgorato fin dal primo istante in cui ci ha messo piede, e che in India non smette di voler ritornare. Perché trent'anni non sono pochi, ma neppure tanti per una realtà che, pur rimanendo fedele alla sua sapienza millenaria, è in continuo mutamento e non finisce mai di regalare emozioni e sorprese. La Delhi dei grandi viali alberati progettati dagli inglesi e quella del più tumultuoso mercato popolare del mondo; la Calcutta colta, antica e modernissima nella quale rifulge l'opera di Madre Teresa; le languide campagne del Bengala; gli oscuri templi del Tamil Nadu; e Benares, il luogo di ogni rinascita... ma anche le sante e gli asceti; la poesia e la natura; la musica e la danza; il fasto e la miseria; la sessualità e l'amore: non c'è pagina del libro che, insieme all'urgenza di vedere, conoscere e raccontare, non riveli la forza di una "necessità spirituale". Che è poi il vero bagaglio di ogni viaggiatore per vocazione, quello che parte alla scoperta del mondo e di sé.

Recensione
Il buio dell'India, di Giorgio Montefoschi.
Un testo di colori sfumati, di chiaroscuri, di ombre, di acquarelli.
Trasmette alcuni tra gli aspetti meno scontati, più intimi e segreti dell'India.
Trasmette l'atmosfera sospesa dei crepuscoli e delle notti, delle albe su Gange, dei ghat con le infinite abluzioni, gli orizzonti liquidi, le offerte di luce.
L'India oltre i suoi colori e la sua esuberanza, oltre la magnificenza dei Maharaja e delle star di Bollywood.
L'India spirituale e raccolta, sottilmente notturna, nostalgica emerge dalle pagine trascinando con se' quel sentimento di abbandono e di smarrimento che prelude ogni deriva ed ogni rinascita.
E le parole dei Veda, si sciolgono tra le acque sacre, come polvere eterna.
                                                                                        Giada Pauletto

martedì 18 aprile 2017


Damasco
Suad Amiry
Feltrinelli
pagine 267
prezzo   € 13,60

La Trama
Damasco suona magica e favolosa, e continua a suonare così mentre si riempie di violenza e di fantasmi. Nessuno meglio di Suad Amiry poteva raccontare il fulgore del passato per aprire una porta sul presente. Il racconto comincia nel 1926, nel palazzo di Basima e Tal’at – marmi colorati, soffitti a cassettoni, fontane che bisbigliano nell’ombra – , comincia, quando dopo trent’anni di matrimonio Basima torna per la prima volta ad Arrabeh, il villaggio da cui era partita poco più che bambina per andare in sposa al ricco e nobile mercante damasceno Tal’at. 
Il viaggio di Basima – intrapreso nella speranza di poter dare l’ultimo saluto alla madre – imprime una svolta inattesa al suo matrimonio: il sensuale Tal’at ha tradito la bellissima Basima. Il perfetto equilibrio della casa sembra spezzarsi ma poi la vita della famiglia riprende: la dolcezza delle consuetudini smussa le asperità, i rituali attenuano e riassorbono i contrasti, gli equilibri si riassestano. Suad Amiry conduce il lettore nei cortili e nelle stanze della famiglia Jabri, con i fastosi pranzi del venerdì, le rivalità tra i figli maschi pigri e viziati, il vincolo indissolubile tra le sorelle. Passano gli anni, ed è ancora una volta l’arrivo di un bambino a sparigliare le carte, a far luce nelle pieghe più nascoste dell’intimità domestica: vengono così a galla segreti inimmaginabili, come quello che lega la tenera Nahida alla sorella maggiore, che con piglio inflessibile ha assunto il ruolo di capofamiglia. Ma chi è la vera madre di un bambino? La donna che lo ha partorito o quella che l’ha accudito un giorno dopo l’altro? E fino a che punto è lecito tacere per proteggere quello che si ama di più? Una saga appassionante e poetica sospesa tra realtà e finzione, una rievocazione innamorata e nostalgica di un mondo raffinatissimo spazzato via dal fanatismo e dalla crudeltà, ma soprattutto una riflessione sul senso della maternità e sul silenzio come estremo gesto d’amore.
Una storia e un affresco che dall’impero ottomano arrivano al presente ulcerato del medio oriente. I personaggi sono memorabili, la scrittura leggera, le emozioni grandi.

Recensione
Damasco di Suad Amiry, scrittrice nota anche per il premio letterario "Nonino", è un libro intimo, dolce, immediato. Un lessico familiare in chiave medio-orientale, che ci trascina nei segreti, nei pomeriggi, negli incontri, nelle rivalità e nelle infinite cene di una ricca famiglia damascena, che attraversa la Storia, si frantuma e si ricompatta grazie alle solide figure dei nonni, alle splendide zie Laila e Karimé ed all'allegra rumorosa brigata dei nipoti. Scene lontane eppure vicine, che mi portano al rito del caffè al cardamomo, ai pomeriggi pigri e soleggiati del mediterraneo, ai pranzi patriarcali che condivido con suoceri, nipoti e cognati quando mi reco in Puglia. Un intero universo, una cultura millenaria che ci lega. In questo tempi drammatici che vede la Siria al centro di guerre ed orrori, mi piace pensarla e ricordata così, con le parole di Suad Amiry. È un libro che consiglio ora più che mai. Per onorare la Siria. Quella vera. Quella che deve sopravvivere.
                                                                                                         Giada Pauletto

Jamaica Inn
Daphne du Murier
BEAT
pagine 279
prezzo €11,62

La Trama
All’inizio dell’Ottocento, Mary Yellan, giovane orfana di belle speranze e di avvenente aspetto, giunge al Jamaica Inn, una locanda tra i picchi e le scogliere della Cornovaglia, terra, all’alba del nuovo secolo, di pietre e ginestre rachitiche, di pirati e predoni.
Dopo la morte della madre, l’unica parente rimasta alla ragazza è la zia Patience, proprietaria della locanda insieme col marito Joss Merlyn. Nel viaggio attraverso la brughiera selvaggia della Cornovaglia, Mary ha immaginato il Jamaica Inn come un accogliente rifugio, una dimora degna di quella zia che, da bambina, le appariva leggiadra come una fata con le sue cuffie ornate di nastri e le sue gonne di seta.
Il suo sgomento è grande, dunque, quando scopre che la taverna è un covo di vagabondi, bracconieri, furfanti e ladri della peggior specie, e che della zia Patience, giovane donna vanitosa e piena di vita, non è rimasto nulla. Al suo posto c’è una povera creatura sfiorita, terrorizzata da un uomo gigantesco e brutale: suo marito, Joss Merlyn.
Mary Yellan scapperebbe subito da quell’edificio buio e malmesso, dove nessun avventore oserebbe mai mettere piede, se non fosse per lei un punto d’onore difendere la zia dalle angherie di Joss, e se la sfida con quell’uomo violento, sorta forse dalla segreta, inconfessabile affinità sempre esistente tra caratteri forti, non la solleticasse.
Quella taverna, dove si danno appuntamento i peggiori sgherri della Cornovaglia, è soltanto il porto di traffici illegali tra la costa e il Devon o è qualcosa di peggio, qualcosa che oltrepassa la stessa enigmatica figura di Joss? E che cosa ha a che fare la stanza chiusa in fondo al corridoio con i carri che si fermano ogni notte nel cortile della locanda? 
Romanzo in cui personaggi violenti e, insieme, fragili si muovono sullo sfondo di un paesaggio selvaggio, Jamaica Inn è un vero thriller di alta scuola, pieno di suspense e di inaspettati colpi di scena, una delle opere più riuscite dell’autrice di Rebecca, la prima moglie.cover Jamaica

Recensione
Jamaica Inn, di Daphne Du Murier è, a dispetto del titolo esotico, un romanzo molto inglese. E vagamente ottocentesco.
C'è il villain, c'è il bello un po' maledetto, c'è l'eroina meno candida di quanto ci si aspetti e soprattutto c'è il malvagio inatteso.
Vero protagonista però è il paesaggio, quello desolato e struggente della Cornovaglia, con le sue brughiere, le scogliere a picco, i villaggi di granito, le notti di tempesta ed il mare che ruggisce.
Paesaggio per spiriti romantici e per intrepidi camminatori. 
È un libro per chi ha nostalgia di Stevenson e delle sorelle Bronte. Per chi ama i paesaggi estremi ed i caminetti accesi in una notte di pioggia.
                                                                                                 Giada Pauletto

La Via dei Re
André Malraux
Adelphi
pagine 207
Prezzo € 15,30

La Trama
Indocina francese, verso la metà degli anni Venti. Due uomini, un giovane francese appassionato di archeologia e un avventuriero danese dall’oscuro passato, si incontrano sul piroscafo che fa rotta da Marsiglia all’Estremo Oriente, e stringono fra loro una sorta di patto. Claude Vannec – questo il nome del francese – spera di trovare, lungo il tracciato dell’antica Via dei Re, le rovine di templi non ancora scoperti dagli occidentali e di poterne asportare dei bassorilievi da vendere poi a collezionisti europei. Anche l’altro, Perken, spera di trarre un profitto dalla vendita del materiale archeologico: vorrebbe comprare armi e fomentare una guerriglia locale. Nella giungla i due uomini ne incontreranno un terzo, scomparso tempo prima in una missione segreta. Come si vede, ci sono qui tutti gli elementi della grande avventura, immersi in un’atmosfera di erotismo invischiante e subdolo. 
Basato su elementi autobiografici (Malraux era stato accusato, nel 1924, di aver rubato a scopo di lucro alcuni bassorilievi dal tempio di Banteai-Srey, e ne era seguito un processo clamoroso), La Via dei Re è forse l’unico romanzo di Malraux dalla forma impeccabile. Qui l’avventura, come ebbe a dire lo stesso autore, «sono formiche schiacciate sotto il palmo delle mani, insetti, rettili, insidie ripugnanti a ogni passo che si fa nella giungla», ma è anche l’estremo confronto dell’individuo con la sua ossessione e al tempo stesso con la sua paura della morte: e dietro questa mescolanza narcotica di sensualità e sauvagerie traspare il disegno di una «iniziazione tragica» dell’uomo al proprio destino.

Recensione
'La Via dei Re' di André Malraux è evocativo.
Di uno stato mentale.
Un'inquietudine.
Un sortilegio.
Quella fascinazione languida che solo chi viaggia nel sud-est asiatico conosce.
Inizialmente spossa come una febbre, poi rapisce, avvince e diviene un mood cui non si può rinunciare.
Malraux parte da un'esperienza personale truffaldina e costruisce un romanzo di avventurieri, cupo, claustrofobico, freudiano. La giungla cambogiana e' la reale protagonista, con le sue luci verdi, le sue insidie, gli enigmatici templi khmer ancora invasi da rampicanti. Le ombre che popolano incubi e paure. Essa diviene specchio dell'inconscio, labirinto senza filo d'Arianna. E se le atmosfere decadenti coloniali sono quasi (ma non del tutto) svaporate, la giungla ancor oggi soverchia, nelle lande cambogiane. E resta intatto l'enigma di Angkor e della via reale.
                                                                                      Giada Pauletto

giovedì 2 marzo 2017


Canto della tempesta che verrà
Peter Froberg Idling
Iperborea
pag. 384
prezzo € 14,99
e-book  €  8,49

La Trama 
Cambogia, 1955. Il paese è di fronte a un grande cambiamento, ha finalmente ottenuto l'indipendenza dal dominio coloniale francese e si prepara alle prime elezioni libere. Il principe Sihanouk è al potere e tra le file dei suoi oppositori compare il giovane Sar, destinato a essere conosciuto dal mondo intero come Pol Pot. Sar ha una doppia vita, di giorno intellettuale Democratico appena rientrato dai suoi studi a Parigi e di notte membro dell'Organizzazione che trama la rivoluzione comunista. Ma al centro dei suoi desideri c'è Somaly, la sfuggente fidanzata di sangue reale, da poco eletta Miss Cambogia, che non disdegna le attenzioni di Sary, il suo potente avversario al governo. Nel corso di trenta giorni, mentre il triangolo precipita insieme al clima politico sempre più frenetico e repressivo, Sar, Sary e Somaly giocano la propria partita con il potere e la passione, Sar per un amore impossibile che ancora lo trattiene dalla lotta armata, Sary per la sua insaziabile ambizione e Somaly per inseguire il suo sogno di bellezza e libertà. Ispirandosi ai racconti dei sopravvissuti ai khmer rossi, Idling compone un romanzo teso e vibrante, che riporta in vita una Cambogia perduta, tra calde notti d'estate e raffinati vestiti di seta, caffè fumosi e sfarzose "soirées dansantes" nei palazzi reali, dipingendo l'affresco inedito dell'attimo in cui la storia avrebbe potuto prendere un altro corso, quando la vicenda intima di tre vite ha inciso sul destino di un popolo e di un paese.
Recensione
Canto della tempesta che verrà di Peter Froberg Idling reca un titolo altamente evocativo e descrive una tragedia prima ancora che la tragedia si annunci. La descrive con sopraffina eleganza, con abile gioco letterario e con chiaroveggenza. La scena è la Cambogia degli anni '50, subito dopo l'indipendenza dalla Francia. I fasti coloniali ancora presenti ed il neonato Paese si trova catapultato in una dimensione nuova: l'esistenza al di fuori di un passato mitico e di un imperialismo lontano ma rassicurante. In questo limbo dove tutto può accadere, si srotola un triangolo che non è solo amoroso ma anche politico. La bella quanto noncurante Somaly è contesa dall'ambizioso uomo politico Sary, violento e reazionario quel tanto che serve, e Sar, il fidanzato di sempre, che milita quasi di nascosto con i Comunisti e cova strane paranoie,. Ebbene, la Storia si servirà di loro, degli amori, delle ambizioni, delle frustrazioni. Si servirà soprattutto di Sar, che diverrà Pol Pot, tiranno e carnefice della propria gente. Ineffabile, col sorriso distante che lasciava interdetta Somaly. La tempesta era già seminata. Ed a noi lettori non resta nemmeno la consolazione di pensare cosa sarebbe accaduto se il triangolo non ci fosse stato….
                                                                                   Giada Pauletto

Ali e Nino. Una storia d’amore.
Kurban Said
Imprimatur
pag. 256
prezzo   € 13,60
e-book  €  6,99

La Trama
Attraverso le peripezie di due amanti, rappresentanti di culture e confessioni differenti - lei cristiana, lui musulmano - la narrazione accompagna il lettore in un percorso che dalle coste del Caspio e dalla vivace atmosfera della città vecchia di Baku conduce fino alla Persia, passando attraverso il Karabakh, la Georgia e il Daghestan, sullo sfondo di una continua dialettica tra Asia e Europa, Islam e Cristianità, guerra e pace, onore e vergogna.

Recensione
Per la serie, la letteratura che non ti aspetti: Kurban Said è uno scrittore con una vita breve ed intensa, da romanzo. Alcune esperienze personali sono fluite nel suo romanzo Ali e Nino. Una storia d'amore
Ci sono tutti gli ingredienti per pensare a Giulietta e Romeo: lei, Nino, è Cristiana, lui, Ali, Musulmano sciita. Giovani, belli, privilegiati. Vengono da Baku, in bilico fra oriente ed occidente. Sembrano diversissimi ed invece si attraggono come succede ai poli opposti. 
Vincono ogni resistenza, si sposano, passano indenni mille traversie, dimostrano come la convivenza di diverse culture sia possibile… lieto fine? Purtroppo no. Siamo agli inizi del secolo scorso. La rivoluzione russa metterà fine ai sogni della neonata repubblica di Azerbaijan. Sarà l'amore per la patria a separare Ali e Nino. Sarà la guerra. Ed il crollo dei grandi imperi multietnici. Resteranno pagine dense di passioni come  solo i romanzi orientali sanno offrire, resteranno le galoppate di Ali sul roano del Karabag, cavallo per eroi, resteranno gli occhi neri di Nino, la bella georgiana, in una notte di fughe.
                                                                    Giada Bauletto