domenica 11 dicembre 2016


La Spartizione del Cuore
Bapsi Sidhwa
BEAT
pag. 333
prezzo   € 9,35
e-book  € 7,99

La Trama
1947 a Lahore Lenny, la piccola voce narrante di questo libro, ha compiuto otto anni. Nella bella casa dei suoi genitori, Lenny si interroga sulle nubi che offuscano la sua infanzia. Perché Gelataio, Sher Singh, Massaggiatore e Macellaio, i corteggiatori di Ayah, la sua giovane tata, non scherzano più e si accapigliano con cattiveria e foga su Gandhi, Nehru, Tara Singh e altri misteriosi nomi? Perché tutti sembrano diventati altri? in queste pagine la terribile spartizione dell'India del 1947, che generò il più grande esodo di popolazioni che la storia ricordi, appare sotto sembianze tragicomiche: una commedia domestica annuncia l'orrore, e la catastrofe si cela dietro uno spettacolare e divertente assortimento di piccoli orgogli e pregiudizi.

Recensione
La Spartizione del Cuore, di Bapsi Sidhwa, un affresco sulla separazione fra India e Pakistan, descritto attraverso gli occhi di una bambina. Lessico familiare, piccole e grandi crudeltà di quartiere, amici che improvvisamente di scoprono avversari perché indù musulmani o sikh. Tutto scorre nella vita di Lenny, costretta a diventare grande in fretta, anche se appartiene ad una famiglia privilegiata. Eppure l'innocenza non scolora del tutto ed anche attraverso il fumo degli incendi e il sangue dei massacri, affiorano il colore dei giardini in fiore, il suono di una ghazal, gli antichi palazzi mogul. Perché la grazia e la bellezza a lungo sopravvivono e rendono tutto più sopportabile.
                                                                                     Giada Pauletto

India
Mircea Eliade
Bollati Boringhieri
pag. 192
prezzo  €15

La Trama
Da Ceylon a Benares, dal Tempio d'oro di Amritsar ai conventi dello Himalaya, passando per Madras, Jaipur, Darjeeling, il giovane Eliade - che sarà autore di romanzi oltre che di fondamentali studi di storia delle religioni - ci introduce con grande abilità di scrittura a un'India sottratta alle convenzioni e ai cliché della "letteratura di viaggio". Né diario né libro di impressioni, questi frammenti, scritti in gran parte sul posto tra il 1928 e il 1931, e pubblicati per la prima volta nel 1934, conservano la spontaneità della cronaca e la freschezza del racconto non ancora rielaborato nel ricordo. Evitando accuratamente il patetico e il pittoresco, Eliade sa farci partecipi di una esperienza che è già fin d'ora una ricerca: la ricerca di quel "umanesimo" indiano, profondamente iscritto nei luoghi e nelle persone, di cui egli riesce a rendere il senso attraverso la personalissima descrizione di una realtà dove la scena di strada e l'incontro occasionale possono presentare la stessa straordinaria ricchezza di suggestioni della cerimonia religiosa e della conversazione di un Tagore.

Recensione
Lo so. È un tema che ricorre spesso nelle mie recensioni… e molti di voi penseranno: "un altro libro sull'India!". Tuttavia "India" di Mircea Eliade è molto di più di un diario di viaggio. Innanzitutto per il lessico aulico, elevato, assolutamente immaginifico dello scrittore romeno. E poi perché Eliade viaggiava in India per motivi di studio, conosceva il Sanscrito ed il Pali e ci trascina in esperienze che difficilmente il viaggiatore può sperimentare. Eliade conversa coi bramini, disserta con i monaci buddisti, vive in diversi monasteri, studiando lo yoga ed i Veda. Assiste, impotente, alla carica dell'esercito inglese contro i dimostranti a Calcutta, viene ospitato da Tagore e ne condivide l'utopica e meravigliosa scuola, ascolta i sostenitori di Gandhi… storia, storia delle religioni, ermeneutica e poesia. Tutto s'intreccia nelle pagine di questo libro. Concetti molto criptici diventano lievi, comprensibili ed un senso di profonda religiosità si sparge dalle pagine. L'India di un tempo. Non così lontana, in spirito, dall'India odierna.
                                                             Giada Pauletto